Nicola De Carne -

Wireless

21/04/08

il Wi-Fi nell'era bizantina

Pare proprio ci sia qualcuno messo peggio di noi con i decreti pro digital divide.

Secondo il sito Fontanka.ru ( inutile cercare di leggerlo perchè è in cirillico ) il governo russo intenderebbe introdurre l'obbligo di registrare ogni apparato in grado di connettersi o di trasmettere un segnale Wi-Fi.

Si tratterebbe di un enorme passo indietro visto che attualmente in Russia è possibile collegarsi a reti pubbliche aperte in modo libero nella maggior parte del territorio.

Grazie a questa decisione ogni possessore di computer portatile, pda o altro oggetto wifi based dovrà registrarne la proprietà entro 10 giorni e successivamente all'accettazione della registrazione da parte dell'ufficio competente solo il proprietario potrà utilizzare la connettività.

La vita non sarà più semplice anche per chi vorrà creare una rete wireless domestica che si ritroverà a dover compilare qualche chilo di documenti per chiedere l'autorizzazione.

Il sito The Other Russia riporta l'articolo in inglese.

Speriamo solo che si limitino a comprarsi un pezzo di Alitalia senza ispirare i nostri governanti verso chicche di questo genere.

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19/04/08

Quando l'innovazione è in grado di emozionare..... all'estero....

Due ricercatori di Osaka hanno sviluppato un sistema di geo tagging e orientation sensor basato sulla piattaforma Android assolutamente impressionante e che apre una visione completamente nuova per l'interazione fra device mobili e ambiente.


Enkin from Enkin on Vimeo.

Rimango sempre piacevolmente stupito dalla genialità di alcune persone.

A questo proposito qualche giorno fa ho letto che al contest Mind The Bridge per la selezione di start up innovative italiane da portare nella Silicon Valley ha vinto una Società che ha presentato un guida multimediale turistica che, con tutto rispetto per chi l'ha creata, a mio parere, da quello che ho letto, di innovativo ha veramente molto poco.

Visti anche alcuni dei capital venture coinvolti nella manifestazione peraltro non mi stupisco di tale scelta.

Spero che possano trarre ispirazione da questi due ragazzi e capire come rendere veramente innovativa la loro proposition.


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26/03/08

Il Wi-Max chi?

Continuano i problemi per il Wi-Max e dopo un anno passato a colpi di hype cominciano ad emergere quelle che potrebbero essere le pecche di una tecnologia probabilmente sopravalutata e soprattutto sovrastimata con licenze vendute a suon di milioni di euro e di dollari.

In altri post ho riportato i nomi degli operatori nazionali ed internazionali che nel corso dell'ultimo anno si sono ritirati dal business del Wi-Max e primo fra tutti AT&T.

Notizia di ieri riportata da Punto Informatico della retromarcia di Gart Freeman, CEO di Buzz Brodband che in una recente manifestazione ha dichiarato che il Wi-Max, al contrario di quanto dichiarato dagli sponsor della tecnologia, in assenza di visibilità ottica ha performance anche al di sotto delle ormai "normali" frequenze a 2.4 Ghz a cui siamo abituati ( Wi-Fi ).

Non si è fatta attendere la risposta del fornitore di tecnologia di Buzz Broadband, Airspan,  sempre riportata da Punto Informatico, che accusa Freeman di aver sbagliato in realtà il progetto oggetto delle disastrose considerazioni.

Ho letto la replica e onestamente mi sembra non abbia grandi fondamenta.

Il problema è che secondo me continuiamo a girare intorno alle soluzioni semplici ed evidenti facendo finta di non vederle probabilmente per giustificare economicamente e forse soprattutto politicamente costosissime licenze e promesse non raggiungibili.

Guardiamo un po più in basso appunto verso quelle frequenze che potrebbero veramente darci una mano per la lotta al digital divide che io sempre più chiamo cultural divide.

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La terza via del Municipal Wireless

E' molto molto tempo ormai che io e i miei compagni di avventura al Politecnico di Torino andiamo in giro professando la necessità di rivedere il modello di business delle reti wireless municipali.

Cerchiamo di sensibilizzare le amministrazioni pubbliche locali sulla necessità di concepire ecosistemi di comunicazione a banda larga senza fili costruiti attraverso le reti "naturali" già esistenti sul territorio come ad esempio i trasporti pubblici, gli uffici pubblici, i provider di utilities come acqua ed elettricità, lo smaltimento rifiuti, ecc.

Infatti fino ad ora se ci pensiamo bene  la connettività senza limiti di tempo a livello pratico è riferibile solo alle strutture e non agli utenti: le tariffe flat consentono di non staccare mai il proprio collegamento domestico o la connessione dell’ufficio, ma questo non riguarda in maniera immediata i fruitori della rete. Chiunque può collegarsi attraverso la propria connettività domestica, l’accesso a Internet sul posto di lavoro, a scuola / all’Università, presso le strutture ricettive o gli spazi pubblici dotati di aree wi-fi, ecc. ma ogni volta questo avviene come se si fosse in presenza di soggetti diversi.

Siamo quindi in presenza di una frammentazione della connettività wireless che ne annulla di fatto la sua principale caratteristica e cioè la pervasività.La connettività non legata alla persona ma al luogo fisico perchè appunto in presenza di progetti non organici sul territorio e specialmente quello comunale dove invece esistono una pluralità di reti “pubbliche” e “private”, le quali, nella migliore delle ipotesi, si ignorano o, peggio, si disturbano vicendevolmente contendendosi le risorse.

Un modello nel quale queste reti riuscissero invece a cooperare tra loro si tradurrebbe in un considerevole risparmio di risorse a livello di sistema e in una facilitazione all’accesso per tutti gli utenti (cittadini, aziende e P.A.).
Investimenti frazionati comportano un utilizzo non ottimale delle risorse; ogni rete deve essere autonoma e autosufficiente: perché ciò si realizzi c’è il rischio concreto che le singole reti siano in competizione per le stesse risorse entrando in conflitto con un conseguente decadimento delle prestazioni.

Tutto questo non richiede un salto tecnologico ma bensì culturale.

E questo salto in avanti pare che sia in atto in una contea della Florida, Broward County, dove il municipio, le scuole, gli ospedali, l'ufficio dello sceriffo e altri enti pubblici hanno creato un consorzio delineando le caratteristiche di una rete wireless "globale" che preveda l'utilizzo anche di diverse tecnologie di trasmissione e connessione e che sia in grado di creare quel famoso ecosistema di trasmissione sfruttando le risorse già in essere presso l'amministrazione pubblica per fornire servizi di connessione a banda larga gratuiti ai cittadini e a pagamento per le imprese e i servizi specializzati.

Chissa che prima o poi anche i nostri governanti capiscano come prendere la "terza via" per l'ottimizzazione delle risorse e la costruzione di servizi a valore aggiunto per i propri cittadini e per il tessuto produttivo del paese.

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24/03/08

Google ancora all'FCC : the future is now!

E' così che si conclude la nuova lettera che Google ha inviato il 21 marzo all'FCC aprendo un nuovo importante capitolo verso la liberalizzazione degli spettri di frequenza utili per la costruzione di un vero ecosistema di trasmissione a banda larga e soprattutto a basso costo per la lotta al digital divide.

Dopo essere usciti dall'asta per l'assegnazione dei 700 Mhz come probabilmente i veri vincitori, non hanno sborsato alla fine un Dollaro e hanno ottenuto comunque di poter utilizzare una parte delle frequenze che gli incumbent vincitori saranno costretti a tenere aperti, Google lancia una nuova sfida e chiede di liberalizzare una parte del TV White Space che trasmette la televisione analogica americana che smetterà di funzionare nel 2009.

Secondo il gigante di Mountain View si potrebbe utilizzare il White Space o parte di questo per la realizzazione a basso costo di un sistema di trasmissione a banda larga e per questo si rende subito disponibile a mettere a disposizione la tecnologia necessaria " at no cost for the third part".

La strada anche in questo caso è lunga ma ormai la roadmap che Google ha disegnato per la costruzione di un openspectrum ha degli obiettivi molto chiari e che forse sarà difficile fermare.

Per la cronaca anche in Italia esisterebbe questa grande opportunità e insieme a persone molto capaci di questo paese lo abbiamo più volte fatto notare.....ma la speranza è sempre l'ultima a morire.

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19/03/08

Quando la rete è libera

Pop_0812_85tecyou Sono un fervido sostenitore della necessità, per consentire una lotta vera al digital divide non solo fra le aree geografiche ma anche fra gli abitanti di una stessa via, di prevedere modelli di connessione alle reti wi-fi gratuiti per la popolazione e finalizzati a servizi specifici.

La possibilità di connettersi gratuitamente a reti wireless in aree pubbliche è una condizione indispensabile per consentire un utilizzo "massificato" di questa tecnologia in particolar modo all'interno di aree urbane dove altrimenti il solo pagamento di una fee aggiuntiva ai normali costi telefonici domestici ne scoraggeranno l'uso.

Ma senza una finalità precisa di queste reti difficilmente potremo vedere persone che si collegano, se non sporadicamente, da Piazza del Duomo a Milano o da Piazza del Plebiscito a Napoli.

Per questo motivo a mio parere si rende indispensabile lo sviluppo di reti wireless metropolitane che non si limitino alla semplice connessione ( come se fossimo in presenza di migliaia di cavi appesi dai pali della luce ) ma che prevedano servizi utili al cittadino residenziale come al visitatore di passaggio.

A questo proposito avevo scritto un post qualche tempo fa

Ma qualcosa si sta muovendo e ultimamente, ad esempio, sono state lanciate due iniziative molto interessanti, la prima dalla National Express East Coast in Inghilterra e la seconda dalla Società di trasporti pubblici di Stoccolma.

Nel primo caso la National Express East Coast ha abbattutto il costo di connessione azzerando la fee di 4,95 sterline/ora solitamente richieste ai viaggiatori sulle proprie tratte per un collegamento broadband.

Il risultato è stata la triplicazione degli utilizzatori del servizio e presumibilmente un aumento dei clienti della compagnia. Indubbiamente la possibilità di ricevere connettività wireless a banda larga sui treni è il tema sempre più in grado di spostare l'ago della bilancia a favore del trasporto sui binari rispetto i voli aerei per le tratte a medio raggio.

A Stoccolma invece la compagnia di trasporti ha inaugurato un servizio che consente di avere connettività gratuita durante i viaggi extraurbani ricevendo anche informazioni sul viaggio, news, ecc.

In questo caso il servizio è fornito con un mix di tecnologia Wi-Max e Wi-Fi a riprova del fatto che non esistono tecnologie wireless concorrenti ma solo l'opportunità di creare ecosistemi di connessione che utilizzino le tecnologie disponibili ( Wi-Fi, Wi-Max, 3g, 4g, ecc.).

Non possiamo dimenticarci che esiste un tema legato alla sicurezza di queste connessioni che puntualmente viene tirato fuori in modo più o meno allarmistico e spesso, a mio parere, si tratta di azioni di terrorismo psicologico fatto da chi ha interesse che si blindino le porte anche dove basterebbe un semplice lucchetto.
Il problema sicuramente esiste ma come sempre è necessario valutarne gli ambiti di utilizzo e i veri livelli di rischio.

Business Week a questo proposito ha pubblicato un articolo interessante che lancia un giusto avvertimento sulle tematiche di sicurezza ma indicando allo stesso tempo alcune piccole precauzioni che chiaramente è sempre meglio adottare per evitare spiacevoli sorprese, dopo tutto non penso che qualcuno di noi urli il proprio codice segreto mentre sta facendo un prelievo al bancomat, bene le stesse semplici precauzioni valgono per una sana connessione ad un hot spot pubblico.
E' significativo che un Guru della sicurezza come Bruce Shneier abbia scritto questo interessantissimo post dove, dichiarando di avere una rete wireless domestica completamente aperta, si diceva stupito  della reazione quasi scandalizzata di colleghi e amici per la presunta leggerezza informatica.

Sempre più spesso mi capita di parlare con responsabili IT che hanno crisi convulsive parlando del Wi-Fi per la propria azienda e poi lasciano che i dipendenti mandino in giro mail con contenuti sensibili in chiaro...........

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18/02/08

Wi-Fi sempre più Free!

520872583_806d737f0c Mi spiace ma questo è proprio il caso del “te lo avevo detto io…”

Parliamo di Wi-Fi, parliamo di hot spot pubblici  e del salasso a cui dobbiamo sottostare per collegarci un’ora a 5 euro o ancora peggio in albergo per un giorno  a 24 euro.

Quello che non mi stanco di ripetere da tanto ormai è che il Wi-Fi per poter mostrare tutte le sue enormi potenzialità dovrebbe essere liberato da modelli di business ciechi basati sulla “tassa” oraria da far pagare agli utenti e non immaginati in modo da inserire questa tecnologia di connessione, che rappresenta forse l’unico vero standard mondiale, come una leva di marketing all’interno del proprio marketing mix.

E’ di un paio di giorni fa la notizia della fine del matrimonio storico fra T-Mobile e Starbucks e l’inizio di un nuovo connubio con AT&T che negli ultimi tempi ha dimostrato forte interesse per le offerte wireless broadband presentando delle intelligenti offerte che integrano la connessione @home con quella “nomadica”.

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01/02/08

Anche l'Inghilterra sarà OpenSpectrum e l'Italia? guarda e non vede

La OfCom, l'Authority di controllo inglese sulle frequenze, ha annunciato la volontà del Governo di rilasciare alcune parti dello spettro di frequenze attualmente in uso dal Ministero della Difesa per un uso pubblico.

Ed Richards, CEO di OfCom, ha dichiarato testualmente che questa decisione  : "could create new opportunities for the development of wireless services for the whole country"......... ho un sogno.....che anche i nostri dirigenti pubblici che dovrebbero gestire il nostro spettro arrivino a rilasciare dichiarazioni e intenti così illuminati.......

Ma noi facciamo le gare per il Wi-Max e siamo anche in grado di vendercelo come la soluzione al digital divide......

Nei prossimi giorni approdondirò il tema delle opportunità che le open spectrum potrebbero dare all'economia dell'intero paese.

Nel frattempo vi rimando all'articolo uscito su  BBC Tech per approfondimenti sulla notizia della OfCom e sul sito www.openspectrum.info  curato da uno dei più grandi esperti di reti al mondo Robert Horvitz


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31/01/08

Google, Garmin e Dell aprono nuove strade nell'etere

Dopo un periodo di rumors ieri è stato annunciato Nuvifone il nuovo telefono cellulare della Garmin, leader mondiale nella produzione di navigatori satellitari.

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Le novità introdotte da questo telefono sono molte e una più interessante dell'altra.

Nuvifone è uno Smartphone  con capacità cellulare 3.5 ed è dotato di tutte le funzionalità doverose per un dispositivo mobile di nuova generazione come l'Internet Browser, personal messagging, calendar oltre che chiaramente un sistema GPS di navigazione satellitare.
Non è ancora chiaro purtroppo se monta a bordo un'antenna Wi-Fi integrata e una tecnologia di trasmissione a corto raggio tipo Bluetooth ma ormai mi piacerebbe poterlo dare per scontato.

Senza dilungarmi in tutte le sue caratteristiche che è possibile vedere sul sito prima indicato, mi soffermo invece su due funzionalità a mio parere assolutamente all'avanguardia.

La prima è il Geo Tagging ovvero la possibilità ad esempio di fotografare una località, abbinare una serie di tag come as esempio la posizione geografica e alcuni propri commenti e spedire la foto ad un amico che, se dotato di un Nuvifone, potrà automaticamente trovare la strada per raggiungervi o seguire i vostri consigli sulle specialità del luogo

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La seconda sorpresa che Nuvifone presenta è il sistema Google Local Search integrato ( è il primo telefono che presenta questa funzionalità ) grazie al quale sarà possibile cercare ristoranti, alberghi, attrattive e ogni altra sorta di informazioni sul luogo dove ci si trova.
Immagino già l'evoluzione di questo tipo di servizio in un Geo Social Network grazie al quale potrò lasciare i miei commenti e le mie esperienze sul luogo di cui gli altri proprietari di Nuvifone potranno godere per meglio organizzarsi magari il proprio viaggio e le proprie visite turistiche.

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A proposito di Google, sempre ieri, anche in questo caso dopo un periodo di rumors, è stato "piu o meno" annunciato l'accordo con DELL per la produzione di un telefono cellulare ( meglio dire SmartPhone ) basato sulla piattaforma Android.

Se la notizia venisse confermata sarebbe l'ennesimo passo in avanti di questo sistema operativo che a mio parere promette di cambiare gli equilibri della telefonia cellulare e non solo.



 

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25/01/08

Primi risultati della gara per l'assegnazione dei 700 Mhz negli USA

Sono stati pubblicati i primi risultati della gara per l'assegnazione della frequenza 700 Mhz e già si profilano alcuni possibili vincitori per il blocco C ( oltre 1 miliardo di dollari ) e per il blocco D (472 milioni di dollari ).

Questa gara è molto più importante di quello che si possa pensare e potrebbe segnare un punto di svolta storico nella gestione delle frequenze e soprattutto potrebbe dare il via finalmente alle open spectrum che a mio parere rimangono l'unica soluzione per la lotta efficace al digital divide.

Questa gara vede la partecipazione di colossi del calibro di Google e del co-fondatore di Microsoft Paul Allen, oltre che di alcune fra le più importanti compagnie telefoniche americane.

Su Fiercewireless è stata pubblicata una tabella riepilogativa, chiaramente i nomi dei vincitori possibili non sono ancora noti ma ad oggi la FCC avrebbe già teoricamente incassato oltre 2.4 miliardi di dollari.

Sempre su FierceWireless è possibile trovare un bel report sulla gara 700 Mhz che può aiutare a capire meglio quanto sta avvenendo.

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21/01/08

Eutelia rinuncia alla gara Wi-Max

Riporto la notizia dal post del sito di Stefano Quintarelli riguardo la rinuncia di Eutelia alla gara Wi-Max per nuove valutazioni sulla redditività del progetto Wi-Max comparate ad altri possibili investimenti.

Chiaramente si tratta di una decisione tutta interna alla Società e immagino poggi le proprie basi su valutazioni che vanno al di la' della bontà della tecnologia, ma certo è che la notizia arriva dopo la decisione di At&T di  spostare  i suoi investimenti dal Wi-Max alle LTE e quindi qualche dubbio in più mi viene, se ce ne fosse bisogno, sulla redditività e soprattutto sul fatto che il mercato abbia veramente bisogno  di questa tecnologia di trasmissione.

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20/01/08

Milano la prima città Wi-Fi.....and so?

Giovedì scorso al Museo della Scienza in occasione della presentazione del nuovo ultraportatile della ASUS si sono riuniti tanti uomini dello spettacolo, della cultura, dello sport e della politica milanese.

Sorvolando sull'opportunità che uomini politici presenzino iniziative di lancio di prodotti di multinazionali, l'occasione è stata ghiotta proprio per quest'ultimi per inneggiare ancora al grande progetto di Milano Wireless e per dire quanto già sia stato fatto per il Wi-Fi a Milano, ad esempio la copertura di Parco Sempione. (così i pusher potranno verificare direttamente a magazzino la giacenza della merce)

Si perchè quello che secondo me ci si deve chiedere è? serve veramente una rete Wi-Fi fine a se stessa in un parco o in una piazza di una grande città?

Serve veramente spendere 14 milioni di Euro, questa la stima del costo del progetto Milano Wireless, per coprire in Wi-Fi una città per consentire la connessione mentre si è per strada? o forse varrebbe la pena di pianificare una rete si wireless ma fatta per ottimizzare i costi di copertura in fibra ottica e per arrivare li dove la stessa non c'è utilizzando magari tecnologie di connessione a basso costo e soprattutto opensource? magari coinvolgere le aziende municipalizzate  che di fatto sono già una rete, come ad esempio l'ATM, per condividere i costi in cambio della possibilità di utilizzare la rete stessa per ottimizzare i propri servizi? e quindi con i soldini risparmiati prevedere lo sviluppo di una serie di applicativi web che girino sulla rete o ancora meglio una serie di piattaforme utilizzabili dalle aziende e dai cittadini i primi per ottimizzare  il loro business i secondi per dare un senso alla possibilità di connettersi per strada?

I fautori del progetto di Milano parlano di migliaia di antennine collegate alla fibra ottica.

Parlano di democratizzazione del web..... a me sembra più una valorizzazione di MetroWeb!!

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13/01/08

Impegno Sociale VS Business Plan

La massima aspirazione della mia vita sarebbe mettere a disposizione quel poco che so fare per contribuire a far star meglio chi non ha avuto la fortuna come me di nascere e vivere nella parte fortunata del pianeta.

Olpc_logo Sono convinto che Negroponte la pensasse nello stesso modo quando tre anni fa a Davos durante il World Economic Forum ha annunciato il progetto OLPC, One Laptop Per Child, che era finalizzato alla creazione di un laptop a bassissimo costo, e tecnologicamente evoluto tanto quanto quelli a cui siamo abituati quotidianamente, destinato alle popolazioni disagiate del pianeta e soprattutto chiaramente ai bambini nelle scuole.

Perché si anch’io sono convinto che sia primario soddisfare la fame e la sete e debellare le malattie che flagellano quello che più che terzo mondo ormai è un mondo parallelo, ma sono altrettanto convinto che sia necessario dotare questi paesi degli strumenti e delle infrastrutture che possano consentirgli di costruire un futuro il più indipendente possibile dai paesi “tecnologicamente evoluti”. 

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07/01/08

Quanti fili perderemo dal 2008? - Parte Seconda

Riprendo il feed inserito la settimana scorsa, in cui affrontavo alcuni possibili scenari riferiti alle telecomunicazioni senza fili e alla necessità di passare da una visione competitiva delle tecnologie esistenti ad un concetto di ecosistema di tecnologie di comunicazione senza fili, per completarlo con la seconda parte.
Nella prima parte ( che potete trovare qui ) ho riportato qualche riflessione sull'aumento della penetrazione di apparati di uso comune in grado di connettersi a diverse tecnologie wireless a partire dalla rete cellulare mobile fino al Wi-Fi e alle tecnologie a corto raggio come il bluetooth e in un futuro molto prossimo l'RFID e come questo si accompagni ad una sempre maggiore disponibilità, seppur in lenta progressione, di tecnologie di connettività mobile a banda larga.

In questa seconda parte proverò a fare un'escursione in quelle che sono le promesse del VOIP over Wi-Fi, delle reti di contenuto domestiche e chiaramente un salto non può mancare in quello che è l'argomento dell'ultimo anno : il Wi-Max.

Ma è il Wi-Max la vera soluzione? O tutto potrebbe essere "tecnologicamente" più semplice ed economico?

Chiaramente ogni commento è molto ben accetto.

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04/01/08

Quanti fili perderemo dal 2008?

Continua l’espansione del mondo wireless che ci circonda ed è sempre più difficile delinearne i contorni e soprattutto i confini che ci sono fra le varie tipologie di connessione alle reti senza fili.

Sembra proprio che il 2008 possa essere l’anno zero di una vita wireless vissuta in modo più o meno naturale e continuativa o per lo meno facile e trasparente per il consumatore finale.

Mentre la presenza nativa della connettività Wi-Fi sui PC portatili è ormai un fatto scontato ( in molti casi i portatili possono connettersi anche al protocollo 802.11a che consente di usufruire di una banda di oltre 100 Mb per lo meno in rete locale ) la diffusione sempre più ampia di telefoni cellulari e PDA con capacità di connessione al Broadband 3G e alle reti Wi-Fi e soprattutto con capacità di gestione di queste connessioni a partire dalla configurazione semplice dell’account fino alla gestione delle risorse energetiche, apre scenari estremamente interessanti se abbiamo il coraggio di analizzarli con una visione almeno a 3 anni da oggi.

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01/01/08

L'etica degli Operatori Telefonici, chi ce l'ha?

Rimango a volte veramente allibito e sconcertato dalla irrefrenabile necessità degli operatori telefonici di attirare i propri consumatori in trappole perfettamente nascoste ( o quasi ).

Mi permetto di usare questo spazio per questa volta per una mia questione personale ma che leggo sui vari forum di consumatori non riguardare solo me ma centinaia di persone che come me sono caduti in questi "errori" di comunicazione di Vodafone Italia.

Un mese fa sottoscrivo con entusiasmo il nuovo piano tariffario Facile XL perchè sembrava dalla lettura anche attenta delle note commerciali la tariffa giusta per le mie esigenze di navigazione in mobilità e in più mi dava un Nokia N95 che indubbiamente rappresenta un'ottima soluzione per chi fa un uso professionale del proprio telefono cellulare.

Anche dall'operatore del negozio Vodafone in Via Orefici a Milano mi viene confermato che, fra le altre offerte, il piano prevede la navigazione gratuita e senza limiti ai siti Web e Wap  ma si raccomanda diligentemente di non utilizzare il telefono come modem pena l'addebito a caro prezzo del traffico dati.

L'offerta era in promozione fino al 31 dicembre a 99 Euro al mese tutto compreso.

Con grande ingenuità ed entusiasmo utilizzo il servizio senza preoccuparmi di controllare la veridicità dell'offerta attraverso il mio conto online.

Questo fino a ieri sera quando da un controllo sul mio conto online ( fatto per altri motivi ) mi accorgo che Vodafone mi ha addebitato un traffico dati per oltre 200 Euro per il primo mese di utilizzo.

Il 190 candidamente mi risponde che in realtà il traffico compreso era solo quello Wap e non quello Web e scarica la colpa sul negoziante che non mi avrebbe informato bene. Mi invita comunque a mandare formale contestazione a Vodafone Italia via fax chiedendo il riaccredito dell'importo per errata comunicazione.

In realtà andando a rivedere i termini dell'offerta ancora pubblicati online e di cui riporto una schermata, si fa ecplicito riferimento al traffico Web e Wap compreso nell'offerta e Vodafone si cela dietro un generico " sono escluse le applicazioni non certificate da Vodafone" che non è dato sapere quali siano.

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A parte la mia sventura personale, ma da uomo che fa o cerca di fare comunicazione da tanti anni per le grandi aziende mi chiedo se sia sempre così necessario per gli operatori telefonici sventolare offerte allettanti per attirare ingenui ( come me ) clienti per poi celarvi dietro la sorpresa spesso nascosta da criptiche note e comunicazioni errate.

Non so se sia fatto in buona o cattiva fede, ma in questo secondo caso penso che per aziende multinazionali che fatturano miliardi di Euro sarebbe veramente eticamente triste.

Comunque a chi fosse capitato in questo "errore di comunicazione" consiglio di mandare subito un fax al 800034626 richiedendo il riaccredito del traffico perchè addebitanto illecitamente in seguito a comunicazione ingannevole e prospettando un ricorso anche all'AGCom e all'Antitrust e se fosse necessario anche una segnalazione alla Procura della Repubblica.

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09/07/07

Non è colpa tua....è che non ti merito......

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Può anche capitare che una compagnia telefonica vi recapiti una lettera in cui vi dice che dopo sofferta riflessione ha capito che non è la compagnia adatta alle vostre esigenze e quindi seppur a malincuore vi stacca il servizio lasciandovi liberi di trovare nuovi affetti telefonici.....

Ma come nelle migliori storie d'amore che finiscono con il classico..."lo faccio perchè non ti merito"....anche la vostra compagnia vi dice che potrete rimanere amici tanto che vi da' la possibilità entro una certa data di portarvi il vostro numero telefonico su un altro operatore.

E' quanto è successo proprio negli Stati Uniti a degli, immagino, sbigottiti clienti della Sprint che si sono visti cancellare l'abbonamento a causa dell'insistente ricorso al call center per lamentele, segnalazioni, ecc. ( vedere per credere la lettera )

La Sprint dagli inizi del 2007 ha perso circa 200.000 clienti..... mi chiedo ..... ma se in Italia dovessero mandare una lettera dicendo che a causa del continuo ricorso al call center si vedono costretti a staccare il contratto.....quanti sarebbero i tele-divorziati?

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03/07/07

Il DAB è morto lunga vita al DAB

E' di qualche giorno fa l'annuncio della RAI di voler abbandonare i progetti DVB-H per la trasmissione dei programmi televisivi sui telefoni cellulari.

Il DVB-H fu lanciato come la salvezza dei conti economici delle telecom mobili durante il 3GSM di Barcellona di due anni fa e mi ricordo che non si parlava di altro con grandi annunci trionfalistici da parte dei grandi operatori primo fra tutti 3.

In realtà poi, come spesso purtroppo accade, le aspettative sono state mano a mano deluse e in particolar modo 3, che ha puntato molto sul lancio dei suoi videofonini complice anche un Campionato del Mondo capitato a pennello, si è ritrovata con dei conti economici presumibilmente non brillanti e comunque sicuramente alla fine del 2006 aveva un numero di abbonati al servizio decisamente lontano dagli obiettivi ( 500.000 abbonati ).

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02/07/07

Il venditore del secolo!!! compreso quello scorso....

Per me è ormai un punto di riferimento e a tutti gli effetti un genio del male della tecnologia consumer dei tempi moderni e forse anche di quelli futuri.

Parlo di Steve Jobs che penso possa essere ormai considerato il venditore "imbonitore" del secolo.

Mi ricordo ancora quando tirò fuori il gioiello iPod e disse......provare la sensazione di vedere la musica che si ascolta.... un'esperienza nuova e irripetibile.... e via tutti a prendere l'iPod....

Poi tirò fuori lo shuffle e disse.... provate il brivido di non sapere quale sarà il brano che state per ascoltare..... e via di Shuffle

Adesso incalzato dai critici che gli fanno notare che sfortunatamente il nuovo iPhone funziona solo con la lenta rete Edge lui cosa fa? Tira fuori la carta Wi-Fi e dice....... bisogna liberarsi dal concetto che per navigare dobbiamo usare la rete cellulare....grazie ad iPhone i nostri clienti potranno fare l'esperienza di navigare con la più veloce ed economica delle tecnologie wireless...il Wi-Fi....con buona pace dell'AD di AT&T che certo felice non è di far sapere che i possessori di iPhone possono parlare online gratuitamente grazie a questo....

Mi chiedo......quando l'iPhone sarà pronto per l'UMTS o addirittura l'HSDPA ( anche perchè se no in Europa non entra ) quanto ci metterà il nostro amico a dire che è ora che la gente viva l'imperdibile esperienza di navigare con la telefonia cellulare piuttosto che essere legati al vecchio hot spot Wi-Fi che diciamocelo....è così scomodo....

Diavolo di un Jobs!!!

PS : di seguito l'interessante intervista rilasciata al Wall Street Journal http://online.wsj.com/article/SB118306134626851922-email.html

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01/07/07

La banda larga nel paese dei tesoretti

Mentre nel DPEF si fa riferimento accalorato al sostegno verso la costruzione di nuove reti digitali, gli stessi autori di questo bellissimo testo che in realtà poco di concreto dice, gongolano pensando all'ennesimo tesoretto che porterà la gara sul Wi-Max e la prossima gara per l'assegnazione delle frequenze ETACS.

Strano modo di supportare la costruzione delle nuove autostrade digitali, affossandone lo sviluppo con balzelli ( chiamati licenze ) per fare cassa che poi quasi sicuramente non verrà investita in strumenti per l'evoluzione digitale delle aree tecnologicamente depresse sparse su tutto il territorio nazionale.

Gentiloni parla, come tutti i suoi predecessori, di un'ingerenza dello stato necessaria per dipanare la giungla delle frequenze che i politici per primi hanno non solo fatto finta di non vedere ma spesso e volentieri facilitato.

E così con tutta probabilità saremo destinati a vedere di nuovo un'operazione falimentare tipo l'UMTS che, anche grazie ai costi carissimi delle licenze, ha faticato e sta ancora faticando moltissimo nel trovare il giusto modello di business.

La speranza è che persone decisamente più illuminate del nostro ministro come Viviane Reding vengano maggiormente ascoltate verso una liberalizzazione indispensabile per agevolare concretamente la lotta al divario digitale e continuo a dire soprattutto sociale.

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18/06/07

La memoria perde il filo

Queste notizie da un lato alimentano la mia ferma convinzione che il wireless sia un processo senza ritorno e dall'altro mi arrecano depressione perchè confermano che in Italia i fondi per la ricerca e sviluppo sono sempre più una chimera.

La Eye-Fi sta lanciando sul mercato una nuova memoria, tipo SD, in grado di rilevare reti Wi-Fi e di trasmettere i contenuti direttamente online o sul proprio PC sulla rete.

Il lancio sarà possibile grazie a fondi ricevuti per 5,5 milioni di dollari e, tanto per cambiare, anche questa azienda è di Mountain View.

Comunque le applicazioni di questa innovativa memoria sono veramente molte anche se non è dato sapere esattamente il funzionamento ( si parla di un modulo wireless incluso ) e il prezzo pare oscillerà intorno ai 100$ per 2 Gb.

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17/06/07

La ricarica senza fili...ma per ricaricare ha bisogno di un filo....

Wildcharger

Ad una settimana dall'annuncio dell'esperimento riuscito da parte di un  gruppo di ricerca del MIT, la Wildcharge annuncia per luglio il lancio sul mercato, in preordine, di un pad in grado di ricaricare in wireless telefoni cellulari, lettori MP3, PC e piccoli apparati in genere

In realtà è un oggetto già annunciato nel 2006  il cui funzionamento è sostanzialmente diverso rispetto l'esperimento del MIT ma, a parte il normale dubbio che potrà attanagliare chiunque vi appoggerà un hard disc, si tratta di un gadget simpatico anche se probabilmente poco pratico.

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5 buone ragioni per riflettere un po sul mito iPhone

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E' interessante come a livello internazionale molti analisti ritengano che l'iPhone stia alla telefonia mobile come Paris Hilton sta al mondo dello spettacolo......

Pur rendendomi conto di potermi attirare le ira dei super fan di Apple riporto questo interessante articolo pubblicato su Forbes che può aiutare a tentare perlomeno di ragionare un po su questo oggetto protagonista ormai dei sogni erotico-tecnologici di molti.....

http://www.forbes.com/technology/wireless/2007/06/08/iphone-problems-apple-tech-wireless-cx_df_0611iphonemain.html

Thinking about.....

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16/06/07

Quanto spendono gli italiani in tecnologia

38 Miliardi, questa la cifra che secondo il Sole24Ore di lunedì scorso gli italiani spendono per l'equipaggiamento digitale fra acquisto, costi d'uso e manuntenzione.

Chiaramente la spesa che fa da padrone è la telefonia mobile che, per buona pace di Bersani, continua a essere vissuta come molto cara dalla maggior parte degli italiani.

Fra i dati riportati dallo studio hanno attirato la mia attenzione quelli riferiti al numero di connessioni alla banda larga, circa 8,5 milioni ( stranamente abbastanza in linea con uno studio che ho riportato precedentemente ) e la penetrazione dei PC nelle case degli italiani che nel 56% hanno almeno un PC in casa con addirittura un 12% con due o più PC.

E' anche interessante la considerazione che di fatto esiste una sostanziale omogeneità fra il nord e il sud seppur con un lieve svantaggio per chi vive in quest'ultima area.

La considerazione che mi sento di fare è che con tutta probabilità non siamo in presenza di un divario nord/sud ma piuttosto di profonde differenze nell'opportunità di accesso alla rete fra i grandi centri abitati e le zone rurali o montane che le si voglia chiamare.

L'aspetto paradossale è che seppur le zone montane siano fondamentali per consentire la copertura wireless ( che sia cellulare o broadband wifi ) dei centri abitati a valle , vengono spesso e volentieri escluse dal servizio.

Servono quindi nuovi approcci tecnologici, e la volontà politica, per la creazione di un piano di sviluppo della banda larga che consenta di portare pari opportunità per l'accesso alla rete sia per i cittadini che per il tessuto produttivo radicato nei territtori rurali.   

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Le connessioni broadband nel mondo crescono ma non per tutti

Secondo una ricerca dell'agenzia londinese Point Topic ( è necessario iscriversi per vedere il contenuto ) gli utenti broadband nel mondo sono oggi circa 300 milioni.
Lo studio però disegna uno scenario a macchie di leopardo da cui si rileva come la crescita degli utilizzatori broadband nel mondo sia di fatto trainata dell'est europeo che registra un dato generale in salita del 10% in tutta la regione, con punte in Grecia di olte il 26% dall'inizio dell'anno.

Se in Cina gli abbonamenti sono passati da 51 mlioni del 2006 a 56 milioni del 2007, tallonando così gli Stati Uniti che rimangono leader con oltre 60 milioni di utenti, l'Europa occidentale, a parte qualche rara eccezione come la Francia che ha sfiorato un +10%, è rimasta sostanzialmente stabile con l'Italia che si posiziona all'8° posto con oltre 9 milioni di utenze.

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12/06/07

Un nuovo paradigma per l'accesso alla banda larga : open, pervasivo e collaborativo

L'accesso alla banda larga non è più considerabile come un optional "di lusso" ma come una vera e propria condizione base per evitare il diffondersi e addirittura l'accellerazione di quel divario che non è più solo digitale ma che a tutti gli effetti va chiamato Sociale.

Il pericolo di un vero e proprio divario sociale è confutato da una semplice ma fondamentale riflessione sullo sviluppo dei media dalla prima metà del secolo scorso a oggi.

Dalla sua invenzione, avvenuta verso la fine del XIX secolo, la radio è riuscita ad imporsi come fenomeno di importanza mondiale solo alla metà del secolo successivo, giocando, nel frattempo, un ruolo importantissimo per la diffusione delle informazioni durante la prima e la seconda guerra mondiale.
Successivamente, verso gli anni ’30 ebbero inizio i primi esperimenti di trasmissione televisiva che, nonostante lo scoppio della guerra, si sarebbe poi imposta come il più grande fenomeno mediale della storia dell’uomo moderno sin dai primi anni ’70.
Alla fine del XX secolo si assiste invece all’avvento di Internet la cui curva di espansione assume estensione senza precedenti: in meno di dieci anni la Rete delle reti diventa il più grande strumento di comunicazione di massa della storia dell’uomo.

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09/06/07

Il rumore delle barriere che cadono....

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L'ELETTRICITA' DEL FUTURO SARA' WIRELESS?

Devo ammettere che leggendo la notizia sul MIT News sono rimasto affascinato e perplesso nello stesso momento. Perplesso perchè non è la prima volta che si sfida l'ultima barriera del wired, il filo elettrico, ma affascinato perchè questo esperimento non fa che confermare quanto questo processo sia ormai irreversibile.

Li per li comunque l'ho presa come una notizia interessante ma non sconvolgente anche perchè si parla di distanze veramente minime e con apparecchiature assolutamente da laboratorio, ma comunque la strada adesso è segnata e sarà solo un problema di tempo.

Mi ha stupito poi questa mattina l'eco mediatico che la notizia si è guadagnata con pagine intere sulle principali testate nazionali e immagino servizi nei vari TG che stamattina ammetto non aver visto.

Vorrei quindi soffermarmi su un ragionamento che parte necessariamente dalla notizia in se e poi prenda in considerazione l'impatto dell'eco mediatico su quanto accade nel mondo e le aspettative, il più delle volte poi disattese, che questo crea nella gente.

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08/06/07

Wi-Fi, Wi-Max, UMTS, HSDPA......per favore chiamate un tecnico

Mi sembra ormai passata una vita da quando nel 2001 feci il primo incontro con un hot spot Wi-Fi in uno Starbucks di NY. Dopo aver preso un tazzone di ustionante acqua color caffè mi sedetti su una comodissima poltrona, aprii il mio portatile e grazie ad una delle prime schede Wi-Fi, regalatami da un caro amico della Cisco, in pochi minuti ero collegato ad Internet, stavo chattando con i miei colleghi a Milano e potevo lavorare come fossi seduto alla mia scrivania.....magico....tanto da non farmi neanche pensare a quanto stavo pagando.

Mi ricordo che, dopo aver superato l'imbarazzo tipicamente italiano di star seduto per ore in un bar con un caffe e un cornetto ( in Italia probabilmente mi avrebbero fatto più o meno gentilmente capire che era ora di lasciare il posto ), presi quello starbucks come il mio ufficio prendendo alla lettera la fisolosia del The Third Place.

Oggi siamo contornati da hot spot più o meno dichiarati e sicuramente a molti di noi sarà capitato di aver bisogno di una connessione e di provare ad accendere il proprio portatile per strada nella speranza di trovare qualche sprovveduto con un access point inconsapevolmente condiviso con il mondo.

Il tema della connessione a banda larga è sempre più sentito e non passa giorno che su un giornale, su un sito Internet di notizie o in giro per le televisioni non si parli del fenomeno delle reti municipali, del loro sviluppo e della loro importanza strategica per l'innovazione sociale.
I casi, anche molto importanti, proliferano in giro per il mondo e, tanto per cambiare, specialmente negli USA molte grandi città sono più o meno coperte dalle reti Wi-Fi.

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