Nicola De Carne -

Web/Tecnologia

29/04/08

Twitter per tutti?

Riporto un interessante articolo su ZDNet dove Steve O'Hear  si chiede se mai Twitter potrà diventare uno strumento mainstream visto anche il valore altissimo che gli viene accreditato, da 60 a 150 milioni di Dollari.

Steve fa una giusta riflessione sugli utilizzatori di Facebook considerando quest'ultimi un pubblico relativamente limitato perchè più specializzato rispetto gli appassionati di quello che si può in effetti considerare il mainstream dei Social Network e cioè Facebook.

Da qui la domanda : diventerà mai mainstream? o lo diventerà proprio grazie al fatto che gli stessi social network faranno da traino perchè grazie al suo utilizzo si potrà rimanere in costante contatto con i "geek" ( quanta tristezza mi fa sto termine...) della rete?

L'aspetto più interessante che emerge però è la considerazione che in effetti Twitter deve la maggior parte del suo successo alla politica, a mio parere centratissima, di rilasciare le API per lo sviluppo di applicativi di terze parti che hanno generato un ecosistema di comunicazione spontaneo e soprattutto gratuito che ha non solo fatto da ponte virale ma anche reso sempre più semplice l'uso del malefico microblogging.

Questo conferma che l'espansione dei social network dovrà obbligatoriamente passare attraverso lo sviluppo e il rilascio di Open API che consentano un'integrazione sempre più profonda fra le tecnologie di relazione per far si che ognuno possa portarsi dietro la propria esperienza digitale a prescindere dal dominio in cui  sta operando.

Nel frattempo speriamo che qualcuno trovi un modello di business per Twitter e per la maggior parte dei social network in giro per la rete.

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26/04/08

Il Web 2.Qualcosa

Si è chiuso oggi il Web2.0 Expo di San Francisco organizzato da O'Reilly che con il termine 2.0 ha sicuramente inaugurato un'epoca che sta se non cambiando perlomeno significativamente caratterizzando questo decennio digitale.

Fra i mille appuntamenti, meet up, wiki moment, twitter contest, e i mille termini che tanto piacciono e soprattutto fanno guadagnare soldini e status sociale a questa fantastica nuova Borghesia 2.0, due notizie hanno in particolare attirato la mia attenzione e in qualche modo confermato quanto penso ormai da un po e cioè che il futuro delle tecnologie di relazione passerà obbligatoriamente attraverso tre elementi : la convergenza di tutte le nostre identità digitali attraverso i social graph, l'espansione degli open social e il cloud computing visto anche come software as a service.

Non per niente Microsoft e Yahoo! hanno annunciato a un giorno uno dall'altro due servizi che vanno in questa direzione.

La prima ha lanciato il Microsoft Live Mesh che potrebbe sembrare una più o meno semplice piattaforma di sincronizzazione fra diversi device ma in realtà potrebbe riservare piacevoli sorprese per quello che riguarda la creazione di grafi sociali. Il nodo anche in questo caso, come quasi sempre quando si parla di Microsoft,  starà nella volonta di lasciare sufficiente aperto il sistema, ma sembra che l'Azienda di Redmond si stia concretamente impegnando in questo senso.

Yahoo! invece ha ufficializzato lo Y!OS ( Yahoo! Open Strategy )  che consentirà agli sviluppatori di utilizzare degli Open API per sfruttare i 500 milioni di utenti unici che ogni mese affollano le pagine del portale e utilizzano i suoi servizi.

Illuminante la dichiarazione riportata nel post che annuncia il lancio della nuova piattaforma :

"There’s a massive, latent social network within Yahoo!, and we’re going to bring it to the surface. We’re making Yahoo! more social, but we’re not building yet another social network. We already have an incredible social network… we just need to unlock it."

Il primo interessante servizio presentato da Yahoo! si chiama Search Monkey che si ripromette di trasformare il motore di ricerca in un potente strumento in grado di darci non solo l'indirizzo ad esempio di un medico, ma anche il rating che questo ha avuto dai pazienti che sono collegati al network Y!OS nonchè la sua disponibilità di agenda magari sincronizzata con il vostro Yahoo! Calendar...... in pratica il sogno espresso nel famoso articolo su Scientific American del 2001 di Tim Berners Lee quando profetizzava il web semantico.

Di seguito il video dello speech al Web2.0 Expo di Ari Balogh, CTO di Yahoo!, riportato sul blog di Yahoo! ( se riuscite a resistere alla sua camicia guardatelo fino in fondo perchè interessante ).

Se questa strategia di apertura dei Social API verrà seguita dagli altri grandi portali potremo veramente assistere ad una rivoluzione del modo di vivere la rete, dove ognuno a prescindere dai social newtork di cui potrà o meno fare parte avrà la possibilità di interagire con i migliori servizi messi a disposizione in rete, compresi i Software as a Service, mantenendo un'unica identità digitale che racchiuda tutte le sue esperienze e che sia in grado di sincronizzarsi con i propri strumenti desktop.

Qualcuno sicuramente si starà chiedendo quali potranno essere i problemi per la privacy e i rischi derivati dalla concentrazione di tanti dati tutti insieme, ma questa è un'ardua domanda a cui dare una risposta e obiettivamente almeno per adesso non me ne preoccupo.

Penso invece al fatto che senza una strategia comune basata su standard aperti e quindi sull'interconnessione delle grandi realtà che racchiudono il 90% del popolo della rete il rischio concreto è quello dell'implosione delle mille frammentazioni che oggi viviamo e che per adesso stanno in piedi solo sull'onda dell'entusiasmo e della positività dei mercati che stanno ancora una volta drogando la percezione dell'utilità e della sostenibilità di modelli tanto inutili quanto fragili.

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24/03/08

La rivoluzione del Social

Nosocial_2 

Da Geek and Poke

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18/03/08

Google ADWords sbarca in TV

Tv_small Non è un'idea originale di Google, negli USA esistono già una serie di Società che offrono la produzione e la pianificazione di Spot TV a basso costo sui circuiti televisivi locali, ma la notizia sicuramente scuoterà gli animi dei pubblicitari di tutto il mondo e specialmente dei centri media.

Google supera i confini del Web ADV e sbarca nel grande nemico giurato della rete, la televisione, offrendo un servizio di sicuro interesse grazie al quale sarà possibile pianificare Spot TV nei circuiti delle TV locali.

http://www.google.com/adwords/tvads/index.html

La modalità è semplice e ricalca il successo di AD Words : mi iscrivo, carico il mio Spot TV ( max 30 secondi ), scelgo i canali su cui pianificare e il budget a disposizione.

L'idea è molto interessante ma penso difficilmente applicabile in Italia visto il monopolio totale di Mediaset e RAI e soprattutto l'assenza di network televisivi locali significativi.

Ma chissà magari potrebbe dare vita a forme di syndacation radio e tv locali in grado di veicolare i messaggi TV anche nelle periferie dell'etere.

Via Twitter di Marco Montemagno

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28/02/08

Google guarda alle piccole e media imprese lanciando Google Sites

Giuro di non essere un dipendente di Google e a dire il vero per alcuni aspetti non mi stanno neanche così simpatici...... ma dopo il lancio di Google Talk ChatBack, oggi hanno rilasciato la nuova release dei Google Apps aggiungendo le funzionalità di collaboration di JotSpot e che va sotto l'etichetta di Google Sites.

In pratica si tratta di una soluzione di condivisione e collaborazione documentale piuttosto completa dedicata alle piccole e medie imprese, segmento di mercato a cui Google sta rivolgendo sempre più le sue attenzioni commerciali.

Per utilizzarla dovete avere un dominio Internet disponibile e abbinarlo al servizio ( se non lo avete potete registrarlo in modo semplice e veloce ).

Pur non essendo semplicissimo da configurare, sarà sufficiente avere delle conoscenze di base sulla gestione dei DNS per poterlo personalizzare ed utilizzare.

I possessori di un account google con @gmail.com, o con un dominio diverso da quello che decideranno di usare per creare il proprio Google Sites, potrebbero avere dei problemi conseguenti al fatto di avere due account di google distinti, uno per entrare nel proprio Google Sites  e uno per la propria posta o il calendario usato fino ad oggi, ma con alcuni piccoli accorgimenti sarà possibile far convivere entrambe le proprie Google Identità.

Attenzione però : dovete scegliere la versione americana di Google Sites perchè quella italiana non ha proprio le funzionalità di collaboration di JotSpot.

L'evoluzione tecnologica sta abbassando sempre più le barriere di accesso delle piccole e medie imprese a soluzioni basate su Internet che consentano di ottimizzare la gestione aziendale. Questo chiaramente porterà ad un abbassamento dei costi di queste soluzioni e le web agency o le software house dovranno seguirne molto bene l'evoluzione per evitare di farsi spiazzare ritrovandosi velocemente fuori dal mercato.

In pratica penso che in futuro chi opera in questo settore dovrà sempre più preoccuparsi di fare consulenza qualificata e soprattutto di educare ad un uso consapevole delle tecnologie. Il valore aggiunto non sarà più il codice o il ferro ma la conoscenza che il consulente sarà in grado di trasferire al cliente per aiutarlo ad avere un uso corretto della tecnologia, preoccupandosi soprattutto di trattarla sempre come il fattore abilitante e non la chiave della propria idea di business.

Per chi fosse curioso di vedere il panorama degli applicativi office 2.0 segnalo questo sito.

Se posso essere di aiuto nella configurazione della piattaforma non fatevi problemi a cercarmi su google chat

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26/02/08

Un vespaio sulla rete ( scusate ma non ce l'ho fatta a non scrivere questo titolo )

La settimana scorsa in una puntata di Porta a Porta, in cui “stranamente” si parlava di stragi di famiglia e delitti efferati, Bruno Vespa ha innescato e poi splendidamente infiammato una polemica su Internet e l’impatto che questo “ a lui sconosciuto” media ha sulle giovani generazioni.

Da uomo navigato, scusate il gioco di parole, e da persona estremamente intelligente si è visto bene dal prendere posizione sull’argomento lasciando ai suoi ospiti il piacere di dibattere sull’argomento e specialmente di fare una parziale disinformazione allo scopo chiaramente di aprire la strada per l’intervento del padre di Raffaele Sollecito, il ragazzo accusato dell'omicidio di Meredith, collegato in diretta da Bari.

Lo stralcio della puntata incriminata ha fatto il giro della rete, chiaramente partendo da YouTube e immagino anche da altri repository pubblici, e ha sollevato lo sdegno della blogosfera facendo urlare allo scandalo i principali attori dell’opinione pubblica 2.0.

Nonostante l’autorevolezza delle persone che hanno scritto infiammati feed sull’argomento come ad esempio Marco Montemagno e Marco Camisano Calzolari mi sento di dissentire in parte dalle proteste e soprattutto da alcuni argomenti portati a difesa di Internet come a giustificarne l’esistenza.

Ma soprattutto non riesco proprio ad accettare questa crescente corrente di pensiero che vorrebbe portare al muro contro muro del Web contro la televisione o i giornali, al “noi contro di loro” come se si trattasse del bene contro il male, del bianco e del nero, di Cristo e anticristo.

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18/02/08

Lessig 4 Congress!

Lessig4congressVoglio segnalare una bella iniziativa di un  Facebook Group  che sta promuovendo la candidatura di Lawrence Lessig,  figura di riferimento della Free Culture mondiale e creatore dei Creative Commons , al Congresso degli Stati Uniti d'America.

Non so quanto questo possa essere utopico, ma sarebbe sicuramente un'opporunità unica per provare a cambiare qualcosa non solo nel paese a stelle e strisce ma in tutto il Mondo.

Via ZDNet

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16/02/08

Editoria 2.0, potere ai lettori e nuove opportunità per gli scrittori in erba

Da molti anni l’editoria guarda con interesse al Web consapevole, al contrario della discografia, che sia indispensabile capirne le dinamiche per aprire nuovi canali distributivi e quindi creare nuove opportunità di crescita.

L’e-book stenta ancora a decollare, a parte rari casi di applicazione verticale in settore di educazione e formazione specifica, a causa in particolar modo della scarsa usabilità di questo strumento che costringe all’utilizzo di reader ancora piuttosto scomodi nonostante gli ultimi device abbiano fatto ottimi passi in avanti come ad esempio il nuovo AmazonKindle che comunque continua ad essere un po’ ingombrante   e onestamente costoso.

Ma anche l’editoria ha trovato nel famigerato Web2.0 e nell’inarrestabile voglia di essere scrittori del popolo di Internet nuovi spunti per la creazione di opportunità di business innovative come ad esempio network di lettori accaniti in cui è possibile condividere gusti letterari e scoprire titoli e autori prima mai conosciuti, oppure siti specializzati che forniscono un servizio di print on demand che punta a soddisfare il desiderio di stamparsi e perché no distribuirsi le proprie opere che altrimenti non verrebbero prese in considerazione dai grandi editori.

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08/02/08

MicroHoo! e il futuro della nostra identità digitale

070124_myspace_account_id_2  OpenID è un sistema di autenticazione che rappresenta una valida alternativa all'utilizzo di decine di user e pw che ormai accompagnano le nostre giornate online.

Ognuno di noi può avere una sua OpenID rivolgersi ai molti provider che ormai forniscono un'identità digitale che consente di autenticarsi in modo semplice e veloce presso i portali che hanno aderito all'iniziativa.

Solo qualche settimana fa Yahoo! ha annunciato la sua adesione al network di OpenID offrendo così al progetto un'importantissima opportunità di sviluppo grazie ai 250 milioni di suoi iscritti che avrebbero portato così automaticamente o quasi a circa 400 milioni gli account di OpenID.

Un aspetto che nella bufera mediatica esplosa intorno all'OPA di Microsoft ai più è sfuggito è proprio il futuro di OpenID in caso di fusione fra le due mega compagnie.

Microsoft ha un progetto simile a OpenID che si chiama Live ID ma che ovviamente funziona solo sui portali del gruppo e di cui non si conoscono dati sul numero di utilizzatori.

A questo punto potrebbero esserci due scenari possibili :

1. Microsoft cancella l'adesione di Yahoo! a OpenID assestando così una dura botta al piano di sviluppo dei concorrenti.

2. MicroHoo! conferma l'adesione a OpenID creando così in un colpo solo un enorme circuito di autenticazione da quasi 1 miliardo di utenti nel mondo, mettendo così le basi per la creazione di una piattaforma unica di autenticazione che significherebbe una svolta estremamente positiva verso una migliore accessibilità nei portali che scandiscono la nostra giornata virtuale.

Questo secondo scenario aprirebbe anche la strada dello sviluppo di Dataportability un nuovo e interessantissimo progetto finalizzato alla convergenza di tutta "l'esperienza" digitale di un navigatore all'interno di un unico profilo.

Staremo a vedere cosa succede e nel frattempo invito a leggere un interessante articolo su ReadWriteWeb

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03/02/08

Le parole nelle mani

MADV è un personaggio enigmatico che popola la rete e  ha la sua casa su YouTube. Un anno fa ha lanciato l'invito ad inviare dei video con dei messaggi scritti sulle mani e con alcuni dei messaggi arrivati ha creato questo video suggestivo.

A prescindere dai contenuti che potrebbero sembrare a occhi cinici piuttosto comuni anche  se importanti perchè generati "dal basso" , penso sia un'esperimento  estremamente riuscito è che ci dice quanto sia importante la creatività e quanto la semplicità del messaggio sia determinante perchè venga capito in un click dall'intero Pianeta.

Chissà che i grandi comunicatori comincino a tenerne conto.

Fra l'altro mi chiedo fino a quando i governanti del Mondo potranno ancora ignorare questi pensieri che arrivano "dal basso", forse per sempre?


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01/02/08

Anche l'Inghilterra sarà OpenSpectrum e l'Italia? guarda e non vede

La OfCom, l'Authority di controllo inglese sulle frequenze, ha annunciato la volontà del Governo di rilasciare alcune parti dello spettro di frequenze attualmente in uso dal Ministero della Difesa per un uso pubblico.

Ed Richards, CEO di OfCom, ha dichiarato testualmente che questa decisione  : "could create new opportunities for the development of wireless services for the whole country"......... ho un sogno.....che anche i nostri dirigenti pubblici che dovrebbero gestire il nostro spettro arrivino a rilasciare dichiarazioni e intenti così illuminati.......

Ma noi facciamo le gare per il Wi-Max e siamo anche in grado di vendercelo come la soluzione al digital divide......

Nei prossimi giorni approdondirò il tema delle opportunità che le open spectrum potrebbero dare all'economia dell'intero paese.

Nel frattempo vi rimando all'articolo uscito su  BBC Tech per approfondimenti sulla notizia della OfCom e sul sito www.openspectrum.info  curato da uno dei più grandi esperti di reti al mondo Robert Horvitz


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Microsoft vuole comprare Yahoo!

La notizia è stata battuta da qualche ora dalla Reuters e sta già rimbalzando sulla rete e facendo impazzire i server di Twitter.... Microsoft vuole Yahoo e mette sul piatto la bellezza di 44.6 Billion Dollars!!

Fra l'altro povero Ballmer lui rilascia le dichiarazioni e poi mettono sempre la foto del dimissionario Bill.

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31/01/08

Twitter o non Twitter

Twitter2_2   Dico subito che ho sempre guardato Twitter con grande scetticismo e non riesco ancora oggi a capire perchè uno debba passare il suo tempo a scrivere ogni tre minuti cosa sta facendo in quel preciso momento ed è ancora più misterioso per me il motivo che spinge poi le persone ad appassionarsi ai racconti di qualcuno in attesa del bus o magari mentre mangia un panino......

ma la curiosità che mi brucia dentro mi ha spinto qualche mese fa ad attivare un account per provare a vedere l'effetto che fa....vengo anchio.....

mi sono bastati 15 minuti per farmi prendere dallo sgomento e in preda a smarrimento ho abbandonato.

Ma il dubbio ha continuato a mordermi anche spinto dalle dichiarazioni di persone che ritengo avere una certa stabilità che elogiavano Twitter arrivando a dichiarare che il microblogging aveva cambiato il loro modo di vivere la rete.

Qualche giorno infine mi sono imbattuto in un un post di Darren Rowse, sul suo bellissimo blog Problogger , in cui descriveva come usava con successo Twitter per aumentare la visibilità del suo blog e incrementare il network di conoscenze da cui attingere ispirazioni e con il quale perchè no fare delle indagini volanti.

E allora mi son detto, vuoi vedere che comincio a capire come usare Twitter. Ho ridato vita al mio account e da un po di giorni ho cominciato ad usarlo prendendo qualche spunto da Darren, ad esempio creando un network seguendo i blogger che solitamente "ascolto" via RSS e inviando i miei post e i miei tumblr con TwitterFeed .

Una curiosità? chi di voi usa Twitter e perchè?

A proposito, se a qualcuno dovesse interessare mi può trovare cercando nicoladecarne, prometto di non mettermi a raccontare le mie appassionanti attese alla fermata del bus.

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22/01/08

WebTV..... back to the future?

Si fa sempre più un gran parlare di NET TV, WEB TV, ecc.ecc. con tutte le derivazioni del caso, On Demand, Streaming, P2P e quanto altro l’evoluzione tecnologica in veloce avanzata ci consente di realizzare.

Siamo sicuramente in presenza di un fenomeno di business che sta vivendo il suo apice dell’Hype Cycle come ci illustra in un bel intervento Tommaso Tessarolo sul suo Blog ma che mi porta ad una serie di riflessioni.

Mi sento dire che la Net TV mangerà la TV e che già oggi questo fenomeno è in atto, con la televisione su Internet che “ruba” punti percentuali agli investimenti pubblicitari sul vecchio tubo catodico e le agenzie media che corrono ai ripari cominciando a proporre pianificazioni alternative.

Su questo punto peraltro Massimo Scaglioni ha scritto un articolo interessante su Corriere Economia di ieri in cui rifletteva sulla possibilità che questi trionfali annunci di crescita degli investimenti pubblicitari online, a scapito del vecchio media, non siano distorti proprio dal monopolio della TV nel mercato pubblicitario tale per cui anche per piccoli scostamenti percentuali, e di questo ad oggi si tratta, l’onda di attenzione conseguente risulta alta.

E’ innegabile che il drastico abbassamento dei costi di produzione dei video, l’affacciarsi di tecnologie opensource e l’aumento generalizzato della banda larga, sempre a minor costo, stiano non solo facilitando ma soprattutto stimolando la crescita esponenziale della produzione, del consumo e dello scambio di materiali video online, ma ciò nonostante varrebbe la pena fermarsi su due piccole riflessioni.

In una recente intervista su VisionPost, Valerio Zingarelli, uno dei fautori delle reti mobili in Italia e attualmente AD di Babelgum (la nuova webTV di Fastweb), ha confermato il trend estremamente positivo di consumo di video online non solo nel  Mondo ma anche in Italia.

Quello che però probabilmente manca ancora è un modello di business o anche solo una visione chiara di cosa possiamo fare con i video online e soprattutto con la televisione su Internet.

Quali sono i modelli pubblicitari che dovrebbero sostenere poi la produzione e la distribuzione di materiali ad alta qualità?

Ad oggi siamo in presenza di una distribuzione dei video su Internet che mutua la sua natura dalla televisione dei nostri salotti e quindi si limita al broadcast di un segnale che viene consumato più o meno passivamente dai navigatori che, probabilmente inconsciamente, si trasformano in telespettatori digitali.

Le offerte attualmente sul mercato usano Internet quasi esclusivamente per il trasporto del contenuto e non per sfruttare le opportunità date dall’interazione che il protocollo Internet abilita.

La televisione “democratica”, quella che chi fa WebTV oggi dice che mette al centro il navigatore/telespettatore, non si può limitare alla possibilità di crearmi un mio palinsesto, questo lo posso già fare con SKY banalmente con il mio decoder e un semplice telecomando e già ho problemi a giostrarmi fra le decine e decine di canali.

Perché quindi, non dico mia mamma che ha 76 anni e adora “Un posto al sole”, ma per lo meno mia sorella dovrebbe oggi prendersi la briga di guardare su Internet un film che presumibilmente potrebbe vedere sul satellite, sul digitale terrestre o ancora più banalmente nello stesso identico modo sulla RAI o Mediaset o La7?

Personalmente penso sia necessario uno sforzo non solo tecnologico ma soprattutto creativo di chi è impegnato nello sviluppo di modelli di business basati su questa nuova tecnologia e che punti alla vera creazione di canali multimediali i cui contenuti siano usufruibili, smembrabili, riutilizzabili, condivisibili dal basso.

Il rischio altrimenti, e questa è la seconda e ultima riflessione, è che non sarà Internet a cambiare il modo di vivere la televisione ma forse la televisione che, insinuatasi nella rete come un virus, trasformerà il nostro monitor nel nuovo focolare casalingo, riducendo così la stessa Internet ad un surrogato del tubo catodico così tanto bistrattato.

La premessa che non ho fatto è che io non sono chiaramente un esperto di WebTV e per questo mi rimetto a chi esperto lo è o si sente tale.

In alternativa posso sedermi in poltrona e  aspettare il 2018 dove, sempre secondo la Hype Cycle tracciata da Tessarolo, la WebTV sarà in buona parte delle nostre case.

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13/01/08

Impegno Sociale VS Business Plan

La massima aspirazione della mia vita sarebbe mettere a disposizione quel poco che so fare per contribuire a far star meglio chi non ha avuto la fortuna come me di nascere e vivere nella parte fortunata del pianeta.

Olpc_logo Sono convinto che Negroponte la pensasse nello stesso modo quando tre anni fa a Davos durante il World Economic Forum ha annunciato il progetto OLPC, One Laptop Per Child, che era finalizzato alla creazione di un laptop a bassissimo costo, e tecnologicamente evoluto tanto quanto quelli a cui siamo abituati quotidianamente, destinato alle popolazioni disagiate del pianeta e soprattutto chiaramente ai bambini nelle scuole.

Perché si anch’io sono convinto che sia primario soddisfare la fame e la sete e debellare le malattie che flagellano quello che più che terzo mondo ormai è un mondo parallelo, ma sono altrettanto convinto che sia necessario dotare questi paesi degli strumenti e delle infrastrutture che possano consentirgli di costruire un futuro il più indipendente possibile dai paesi “tecnologicamente evoluti”. 

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Ode al genio

Dovete avere pazienza e aspettare dalla metà circa per capire...... come diceva Totò...voglio vedere dove va a finire....

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07/01/08

Bill saluta e se ne va

E' sicuramente una delle notizie del giorno. Bill Gates, dal palco del CES di Las Vegas ( la roboante carovana di quello che è e quello che sarà l'ICT mondiale ),  saluta il pubblico e se ne va ricordando quanto le sue visioni del digital decade fossero giuste e come la maggior parte di queste si siano realizzate.

Peccato che quasi sempre Microsoft si sia comportata da follower stando alla finestra e guardando quello che gli innovatori facevano per poi, non con poche titubanze, andare a comprarseli a suon di milioni di dollari.

Sia chiaro onore a Bill e a quello che ha saputo creare in poco più di 30 anni ma certo non me la sento di considerarlo l'innovatore del secolo.

Agli arbori della rete famosa fu la prima considerazione di Gates sull'inutilità di Internet che lo costrinse poi a correre affannosamente ai ripari.

Per meglio comprendere il perchè consiglio la lettura ad esempio del bel libro di Carlo Gubitosa Hacker Scienziati e Pionieri  ( anche scaricabile in versione PDF ).

Di seguito una copia "pirata" del video, decisamente simpatico, del saluto di Gates che pare però non sia possibile trovare liberamente online  ( un altro brevetto della Microsoft :) )

I miei migliori auguri per la sua nuova sfida, combattere le malattie che affligono i poveri del mondo e su questo non faccio sarcasmo perchè troppo importante e sacro come impegno e sono convinto che anche Gates lo sappia.

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Quanti fili perderemo dal 2008? - Parte Seconda

Riprendo il feed inserito la settimana scorsa, in cui affrontavo alcuni possibili scenari riferiti alle telecomunicazioni senza fili e alla necessità di passare da una visione competitiva delle tecnologie esistenti ad un concetto di ecosistema di tecnologie di comunicazione senza fili, per completarlo con la seconda parte.
Nella prima parte ( che potete trovare qui ) ho riportato qualche riflessione sull'aumento della penetrazione di apparati di uso comune in grado di connettersi a diverse tecnologie wireless a partire dalla rete cellulare mobile fino al Wi-Fi e alle tecnologie a corto raggio come il bluetooth e in un futuro molto prossimo l'RFID e come questo si accompagni ad una sempre maggiore disponibilità, seppur in lenta progressione, di tecnologie di connettività mobile a banda larga.

In questa seconda parte proverò a fare un'escursione in quelle che sono le promesse del VOIP over Wi-Fi, delle reti di contenuto domestiche e chiaramente un salto non può mancare in quello che è l'argomento dell'ultimo anno : il Wi-Max.

Ma è il Wi-Max la vera soluzione? O tutto potrebbe essere "tecnologicamente" più semplice ed economico?

Chiaramente ogni commento è molto ben accetto.

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06/01/08

Un telecomando Wii, un PC e le magie sono servite

Johnny Chung è un brillante ragazzotto laureato in Human-Computer Interaction Institute al Carnegie Mellon University.
E' più volte andato alla ribalta dei palcoscenici della tecnologia internazionale per le sue invenzioni proprio nel campo dell'interazione uomo macchina sviluppando interfacce d'uso assolutamente d'avanguardia.

A conferma che il genio si esprime specialmente per la creazione di oggetti semplici e a basso costo, nelle scorse settimane si è inventato alcune interfacce dagli incredibili risultati utilizzando solo un remote controll del Nintendo Wii, un PC, un televisore o un proiettore.

Qui un suo video che illustra come creare una lavagna elettronica per presentazioni "mozzafiato"

Sul suo blog potete trovare tutti i suoi progetti Wii e il software da scaricare per fare le prove da voi stessi ( non è consigliabile l'utilizzo per chi non ha basi di programmazione, infatti Johnny ci tiene a specificare che l'uso del software is at your own risk... ).

Qui trovate anche il suo sito.

Buon Divertimento

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Se hai voglia visita il mio Tumblr

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04/01/08

Quanti fili perderemo dal 2008?

Continua l’espansione del mondo wireless che ci circonda ed è sempre più difficile delinearne i contorni e soprattutto i confini che ci sono fra le varie tipologie di connessione alle reti senza fili.

Sembra proprio che il 2008 possa essere l’anno zero di una vita wireless vissuta in modo più o meno naturale e continuativa o per lo meno facile e trasparente per il consumatore finale.

Mentre la presenza nativa della connettività Wi-Fi sui PC portatili è ormai un fatto scontato ( in molti casi i portatili possono connettersi anche al protocollo 802.11a che consente di usufruire di una banda di oltre 100 Mb per lo meno in rete locale ) la diffusione sempre più ampia di telefoni cellulari e PDA con capacità di connessione al Broadband 3G e alle reti Wi-Fi e soprattutto con capacità di gestione di queste connessioni a partire dalla configurazione semplice dell’account fino alla gestione delle risorse energetiche, apre scenari estremamente interessanti se abbiamo il coraggio di analizzarli con una visione almeno a 3 anni da oggi.

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18/12/07

Buon Compleanno Transistor!!

Transistor2 Il 16 dicembre del 1947 i tre fisici William Shockley, John Bardeen e Walter Brattain, che avrebbero vinto qualche anno dopo il premio Nobel per la fisica, inventarono il primo transistor della dimensione di qualche centimetro ( ho riportato la foto della replica sul mio Tumblr ).

Mi sono chiesto se quel giorno siano riusciti ad immaginare quanto avrebbero cambiato le sorti del mondo e come avrebbero per sempre modificato da li a pochi anni le abitudini quotidiane di ognuno di noi.

Infatti è difficile concepire il fatto che io stia scrivendo, o tentando di farlo, queste righe e qualcuno dopo, forse, le leggerà grazie all’invenzione di questi tre personaggi, ai più sconosciuti, e chiaramente nessuno di noi o pochi di noi si soffermano a pensare che ormai molte delle nostre azioni quotidiane sono possibili grazie a questo “dadino” nero a tre piedini.

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04/09/07

Accendere una candela digitale

Nell’interminabile navigazione alla scoperta quotidiana della rete delle reti mi sono imbattuto in un’interminabile serie di Social Network, ma uno in particolar modo ha catturato la mia attenzione : http://www.prayabout.com/  il cui mistico claim dice Wonderful Thing Happen When You Share Your Light.

Dopo un primo sorriso e la solita considerazione a caldo un po’ sarcastica, mi sono perso in una riflessione sulla necessità ancestrale dell’uomo di riunirsi in gruppo e condividere gioie e dolori e del ruolo che questi nuovi strumenti digitali possono giocare.

PrayAbout in pratica è una grossa comunità intereligiosa ( ci sono componenti provenienti da ogni religione ) che si da’ mutua assistenza nel momento del bisogno e ad oggi conta circa 16.000 iscritti. Chiunque stia vivendo un problema di salute, economico, sentimentale, ecc. può chiedere soccorso morale ai componenti del network che si appresteranno a pregare per la soluzione del problema, accenderanno una candela virtuale o consoleranno direttamente l’amico in difficoltà.

Leggere le preghiere che i componenti della community lasciano sulle pagine del sito può far sorridere, ma appare quasi incomprensibile il perché delle persone che quasi sicuramente non si conoscono neanche e che magari vivono a migliaia di chilometri di distanza occupino una parte del loro tempo per lasciare le proprie preghiere online.

Si potrebbe pensare di essere di fronte ad una sorta di parrocchia globatizzata, una mutazione digitale di quanto solitamente accadeva e accade nelle comunità religiose locali in cui il sacerdote invita i credenti a impegnarsi nelle preghiere per intercedere presso il proprio Dio perché possa risolvere il problema di un’altra persona.

Con PrayAbout il sacerdote è sostituito dal sistema informatico e la chiesa non è più quella cattolica, anglicana, la moschea, il tempio o la sinagoga ma Internet.

Ecco come ancora una volta la mega rete mondiale senza spazio e senza confini si trasforma di fatto in una miriade di micro comunità locali composte da visi, corpi, nomi e vite che si intrecciano anche a migliaia di chilometri di distanza.

Qualcuno potrebbe anche dire che in realtà siamo di fronte ad una miriade di solitudini che disperate cercano conforto sulla rete affidando a degli sconosciuti i propri dolori e spesso i propri segreti.

Ma forse proprio qui sta il probabile successo di realtà come PrayAbout, ovvero il fatto che spesso il dolore, la malattia, il disagio sono vissuti come un motivo di vergogna, un qualcosa da tenere segreto ai propri vicini e quindi si è disposti a confidarsi a chi non ti conosce e proprio per questo, forse, faticherebbe a giudicarti.

Wonderful Thing Happen When You Share Your Light, ovvero se il vicino accende la propria candela non toglie luce alla tua ma la aumenta.

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09/07/07

Non è colpa tua....è che non ti merito......

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Può anche capitare che una compagnia telefonica vi recapiti una lettera in cui vi dice che dopo sofferta riflessione ha capito che non è la compagnia adatta alle vostre esigenze e quindi seppur a malincuore vi stacca il servizio lasciandovi liberi di trovare nuovi affetti telefonici.....

Ma come nelle migliori storie d'amore che finiscono con il classico..."lo faccio perchè non ti merito"....anche la vostra compagnia vi dice che potrete rimanere amici tanto che vi da' la possibilità entro una certa data di portarvi il vostro numero telefonico su un altro operatore.

E' quanto è successo proprio negli Stati Uniti a degli, immagino, sbigottiti clienti della Sprint che si sono visti cancellare l'abbonamento a causa dell'insistente ricorso al call center per lamentele, segnalazioni, ecc. ( vedere per credere la lettera )

La Sprint dagli inizi del 2007 ha perso circa 200.000 clienti..... mi chiedo ..... ma se in Italia dovessero mandare una lettera dicendo che a causa del continuo ricorso al call center si vedono costretti a staccare il contratto.....quanti sarebbero i tele-divorziati?

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04/07/07

L'economia delle conoscenze

Ho letto un interessante articolo di Franco Morganti su Corriere Economia di lunedi scorso che mi ha portato a riflettere, più di quello che faccio solitamente, sul mondo degli innovatori e il rapporto con le Università e i fondi di investimento.

Si fa un gran parlare di questo tema e si buttano al vento centinaia di ore di convegni per parlare dell'importanza dell'innovazione e della piaga della mancanza della stessa, ma non ci si sofferma mai sul fatto che in realtà non mancano in Italia gli innovatori ma manca il sistema che dovrebbe consentirgli di mettere in atto le innovazioni e farle diventare poi profittevoli ( parola che a volte provoca disgusto fino a quando non andiamo al bancomat a ritirare ).

Gli innovatori per loro natura non si muovono su un mercato regolamentato anzi tendono a sovvertire le regole per riscriverle e creare quindi nuove prospettive.

In Italia gli investitori confondono il fare innovazione con il fare gli inseguitori e questo perchè non esiste un sistema di investimenti in capitale evoluto almeno quanto le idee che dovrebbero finanziare.

Ci troviamo davanti a persone con il manuale del giovane investitore che non contempla l'innovazione in quanto tale ma solo la tecnologia, qualsiasi essa sia, facile e con pochi rischi.

Sul manuale dei giovani investitori non c'è la dicitura :  investire in innovazione comporta sicuramente rischi maggiori e fattori di valutazione atipici rispetto l'investimento in tecnologie o mercati tradizionali.

E così ci si trova a parlare con fondi di investimento che si eleggono a investitori in innovazione ma che alla fine non chiedono altro che  un'idea brillante, nuova, che cresca in fretta e con pochi rischi/competitori.

Ma se uno avesse per le mani un miracolo del genere avrebbe bisogno di chiederti dei soldi??!!

Il problema vero è che in Italia manca un vero sistema di sostegno finanziario dell'innovazione sia pubblico che privato perchè in questo momento le strutture delegate a fare questo si muovono in modo ceco, senza una visione a medio e lungo termine dell'evoluzione tecnologica e usano come fari del futuro riviste tipo PCMania, Computer Magazine, T3 ( riviste di assoluto rispetto ma non certo punti di riferimento per disegnare scenari futuri ) invece di affidarsi a veri studi fatti magari da persone capace e illuminate in grado di percepire in poche battute la grande opportunità che si para davanti.

La riflessione che quindi faccio sempre più spesso è che in realtà in questo paese essere degli innovatori è un handicap non una risorsa ma è indispensabile perseverare in questo pur senza illusioni ma con la fermezza di dover fare la differenza creando quel valore aggiunto che la finanza dovrebbe premiare ma invece addirittura fatica a capire.

Nel frattempo gli innovatori si trovino lo zio d'America perchè qui viviamo ancora in quello che Morganti definisce, in una riflessione assolutamente e tristemente azzeccata, l'economia delle conoscenze più che della conoscenza

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03/07/07

Il DAB è morto lunga vita al DAB

E' di qualche giorno fa l'annuncio della RAI di voler abbandonare i progetti DVB-H per la trasmissione dei programmi televisivi sui telefoni cellulari.

Il DVB-H fu lanciato come la salvezza dei conti economici delle telecom mobili durante il 3GSM di Barcellona di due anni fa e mi ricordo che non si parlava di altro con grandi annunci trionfalistici da parte dei grandi operatori primo fra tutti 3.

In realtà poi, come spesso purtroppo accade, le aspettative sono state mano a mano deluse e in particolar modo 3, che ha puntato molto sul lancio dei suoi videofonini complice anche un Campionato del Mondo capitato a pennello, si è ritrovata con dei conti economici presumibilmente non brillanti e comunque sicuramente alla fine del 2006 aveva un numero di abbonati al servizio decisamente lontano dagli obiettivi ( 500.000 abbonati ).

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01/07/07

La banda larga nel paese dei tesoretti

Mentre nel DPEF si fa riferimento accalorato al sostegno verso la costruzione di nuove reti digitali, gli stessi autori di questo bellissimo testo che in realtà poco di concreto dice, gongolano pensando all'ennesimo tesoretto che porterà la gara sul Wi-Max e la prossima gara per l'assegnazione delle frequenze ETACS.

Strano modo di supportare la costruzione delle nuove autostrade digitali, affossandone lo sviluppo con balzelli ( chiamati licenze ) per fare cassa che poi quasi sicuramente non verrà investita in strumenti per l'evoluzione digitale delle aree tecnologicamente depresse sparse su tutto il territorio nazionale.

Gentiloni parla, come tutti i suoi predecessori, di un'ingerenza dello stato necessaria per dipanare la giungla delle frequenze che i politici per primi hanno non solo fatto finta di non vedere ma spesso e volentieri facilitato.

E così con tutta probabilità saremo destinati a vedere di nuovo un'operazione falimentare tipo l'UMTS che, anche grazie ai costi carissimi delle licenze, ha faticato e sta ancora faticando moltissimo nel trovare il giusto modello di business.

La speranza è che persone decisamente più illuminate del nostro ministro come Viviane Reding vengano maggiormente ascoltate verso una liberalizzazione indispensabile per agevolare concretamente la lotta al divario digitale e continuo a dire soprattutto sociale.

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18/06/07

La memoria perde il filo

Queste notizie da un lato alimentano la mia ferma convinzione che il wireless sia un processo senza ritorno e dall'altro mi arrecano depressione perchè confermano che in Italia i fondi per la ricerca e sviluppo sono sempre più una chimera.

La Eye-Fi sta lanciando sul mercato una nuova memoria, tipo SD, in grado di rilevare reti Wi-Fi e di trasmettere i contenuti direttamente online o sul proprio PC sulla rete.

Il lancio sarà possibile grazie a fondi ricevuti per 5,5 milioni di dollari e, tanto per cambiare, anche questa azienda è di Mountain View.

Comunque le applicazioni di questa innovativa memoria sono veramente molte anche se non è dato sapere esattamente il funzionamento ( si parla di un modulo wireless incluso ) e il prezzo pare oscillerà intorno ai 100$ per 2 Gb.

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16/06/07

Quanto spendono gli italiani in tecnologia

38 Miliardi, questa la cifra che secondo il Sole24Ore di lunedì scorso gli italiani spendono per l'equipaggiamento digitale fra acquisto, costi d'uso e manuntenzione.

Chiaramente la spesa che fa da padrone è la telefonia mobile che, per buona pace di Bersani, continua a essere vissuta come molto cara dalla maggior parte degli italiani.

Fra i dati riportati dallo studio hanno attirato la mia attenzione quelli riferiti al numero di connessioni alla banda larga, circa 8,5 milioni ( stranamente abbastanza in linea con uno studio che ho riportato precedentemente ) e la penetrazione dei PC nelle case degli italiani che nel 56% hanno almeno un PC in casa con addirittura un 12% con due o più PC.

E' anche interessante la considerazione che di fatto esiste una sostanziale omogeneità fra il nord e il sud seppur con un lieve svantaggio per chi vive in quest'ultima area.

La considerazione che mi sento di fare è che con tutta probabilità non siamo in presenza di un divario nord/sud ma piuttosto di profonde differenze nell'opportunità di accesso alla rete fra i grandi centri abitati e le zone rurali o montane che le si voglia chiamare.

L'aspetto paradossale è che seppur le zone montane siano fondamentali per consentire la copertura wireless ( che sia cellulare o broadband wifi ) dei centri abitati a valle , vengono spesso e volentieri escluse dal servizio.

Servono quindi nuovi approcci tecnologici, e la volontà politica, per la creazione di un piano di sviluppo della banda larga che consenta di portare pari opportunità per l'accesso alla rete sia per i cittadini che per il tessuto produttivo radicato nei territtori rurali.   

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14/06/07

Hacker Scienziati e pionieri

"La storia della scienza è costellata da scoperte e invenzioni che si sono affermate solamente quando la società e la cultura accademica del tempo sono state in grado di apprezzare la portata e i benefici dei nuovi paradigmi e delle nuove visioni tecnologiche che accompagnavano ogni innovazione.
Nessuna conquista è purtamente scientifica, ma porta con se anche un approccio culturale, una visione del mondo e una prospettiva rivoluzionaria che si intrecciano inevitabilmente con la nuova tecnica, e che rendono ogni invenzione assolutamente inutile se non trova un contesto sociale e culturale pronto ad accogliere questa nuova scoperta e a farla propria
"

Ho deciso di riportare questa citazione dal bellissimo  libro di Carlo Gubitosa, Hacker Scienziati e Pionieri edito da Stampa Alternativa, perchè penso sintetizzi perfettamente il paradosso che le grandi innovazioni di ogni tempo hanno vissuto, essere troppo fuori dal contesto e quindi essere destinate a cadere, spesso per lunghi periodi, nell'oblio.

Un esempio di questi giorni è la trasmissione wireless della corrente elettrica fatta al MIT di Boston che ho riportato in un mio post precedente. Un matto di nome Nikola Testa alla fine del 19° secolo aveva trattato la possibilità di trasmettere la corrente elettrica con onde radio......indovinate come è andata a finire.

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13/06/07

Il Guru del software libero a Torino

Richard Stallman a Torino ha dato lezioni non tanto sul software libero ma soprattutto sull'obbligo morale e civile delle pubbliche amministrazioni di usare il software libero per garantirsi non solo risparmi considerevoli ma specialmente l'indipendenza indispensabile per ottenere la massima efficacia dalle proprie scelte tecnologiche.

Ha toccato anche un tema decisamente di attualità ovvero gli accordi che si stanno chiudendo fra la Microsoft, le istituzioni pubbliche e gli enti accademici, come il Politecnico di Torino.

Non penso sia da eccepire il