Nicola De Carne -

Televisione

18/03/08

Google ADWords sbarca in TV

Tv_small Non è un'idea originale di Google, negli USA esistono già una serie di Società che offrono la produzione e la pianificazione di Spot TV a basso costo sui circuiti televisivi locali, ma la notizia sicuramente scuoterà gli animi dei pubblicitari di tutto il mondo e specialmente dei centri media.

Google supera i confini del Web ADV e sbarca nel grande nemico giurato della rete, la televisione, offrendo un servizio di sicuro interesse grazie al quale sarà possibile pianificare Spot TV nei circuiti delle TV locali.

http://www.google.com/adwords/tvads/index.html

La modalità è semplice e ricalca il successo di AD Words : mi iscrivo, carico il mio Spot TV ( max 30 secondi ), scelgo i canali su cui pianificare e il budget a disposizione.

L'idea è molto interessante ma penso difficilmente applicabile in Italia visto il monopolio totale di Mediaset e RAI e soprattutto l'assenza di network televisivi locali significativi.

Ma chissà magari potrebbe dare vita a forme di syndacation radio e tv locali in grado di veicolare i messaggi TV anche nelle periferie dell'etere.

Via Twitter di Marco Montemagno

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05/03/08

Amici o Poeti?

Un programma televisivo che raduna intorno al tubo catodico 70 milioni ( detto anche 70.000.000 ) di appassionati telespettatori? si può immaginare di essere nell'evoluto occidente che sforna modelli di civiltà e che va a educare le popolazioni meno civili.

Sarà una nuova trovata di quel fenomeno mediatico della Maria De Filippi che ormai ci ha abituato a format sempre innovativi e che fanno grande audience?

No siamo negli Emirati Arabi e si tratta di "Million's Poet" un programma completamente dedicato alla poesia dove si fronteggiano poeti e narratori per ottenere lo scettro non solo per se stessi ma anche magari per la propria tribu. ( la presenza di poeti di origine tribale pare sia molto alta ).

Chiaramente il programma ha generato un fiume di polemiche e accuse da parte dei "fondamentalisti" che hanno ritenuto l'iniziativa ridicolizzante della cultura del paese ma i dati di ascolto e la grande partecipazione di pubblico hanno avuto la meglio e si è anche sentita qualche citazione polemica fra le righe delle poesie come ad esempio "servono più soldi, non possiamo berci il petrolio".

Nello studio comunque sono sopravvissuti alcuni dogmi come la divisione netta del pubblico in uomini e donne ma per lo meno non c'erano i tronisti.

E' solo un programma televisivo ma dovrebbe far riflettere sull'opportunità o meno di continuare con la favola dei paesi più o meno civilizzati e forse cominciare ad aver rispetto delle culture altrui valutandone gli aspetti positivi e negativi ma senza cercare di sovvertirne l'equilibrio.

L'articolo su APCom e quello su Zawia

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26/02/08

Un vespaio sulla rete ( scusate ma non ce l'ho fatta a non scrivere questo titolo )

La settimana scorsa in una puntata di Porta a Porta, in cui “stranamente” si parlava di stragi di famiglia e delitti efferati, Bruno Vespa ha innescato e poi splendidamente infiammato una polemica su Internet e l’impatto che questo “ a lui sconosciuto” media ha sulle giovani generazioni.

Da uomo navigato, scusate il gioco di parole, e da persona estremamente intelligente si è visto bene dal prendere posizione sull’argomento lasciando ai suoi ospiti il piacere di dibattere sull’argomento e specialmente di fare una parziale disinformazione allo scopo chiaramente di aprire la strada per l’intervento del padre di Raffaele Sollecito, il ragazzo accusato dell'omicidio di Meredith, collegato in diretta da Bari.

Lo stralcio della puntata incriminata ha fatto il giro della rete, chiaramente partendo da YouTube e immagino anche da altri repository pubblici, e ha sollevato lo sdegno della blogosfera facendo urlare allo scandalo i principali attori dell’opinione pubblica 2.0.

Nonostante l’autorevolezza delle persone che hanno scritto infiammati feed sull’argomento come ad esempio Marco Montemagno e Marco Camisano Calzolari mi sento di dissentire in parte dalle proteste e soprattutto da alcuni argomenti portati a difesa di Internet come a giustificarne l’esistenza.

Ma soprattutto non riesco proprio ad accettare questa crescente corrente di pensiero che vorrebbe portare al muro contro muro del Web contro la televisione o i giornali, al “noi contro di loro” come se si trattasse del bene contro il male, del bianco e del nero, di Cristo e anticristo.

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03/02/08

Ha vinto Cetto La Qualunque....

Cettolaqualunque Me lo ero perso due sabati fa su Che Tempo che Fa, il programa di Fabio Fazio du Rai3,  ma grazie ad alla segnalazione di un amico ho potuto vedere una delle migliori interpretazioni di Antonio Albanese con Cetto La Qualunque che continua ad essere, per nostra sfortuna, uno dei personaggi più diabolicamente reali e aderenti alla realtà politica italiana.

Per chi non lo avesse visto qui c'è il video del suo intervento la cui chiusura ha un sapore comico ma profondamente amaro allo stesso tempo.

Vi consiglio di vederlo tutto.

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22/01/08

WebTV..... back to the future?

Si fa sempre più un gran parlare di NET TV, WEB TV, ecc.ecc. con tutte le derivazioni del caso, On Demand, Streaming, P2P e quanto altro l’evoluzione tecnologica in veloce avanzata ci consente di realizzare.

Siamo sicuramente in presenza di un fenomeno di business che sta vivendo il suo apice dell’Hype Cycle come ci illustra in un bel intervento Tommaso Tessarolo sul suo Blog ma che mi porta ad una serie di riflessioni.

Mi sento dire che la Net TV mangerà la TV e che già oggi questo fenomeno è in atto, con la televisione su Internet che “ruba” punti percentuali agli investimenti pubblicitari sul vecchio tubo catodico e le agenzie media che corrono ai ripari cominciando a proporre pianificazioni alternative.

Su questo punto peraltro Massimo Scaglioni ha scritto un articolo interessante su Corriere Economia di ieri in cui rifletteva sulla possibilità che questi trionfali annunci di crescita degli investimenti pubblicitari online, a scapito del vecchio media, non siano distorti proprio dal monopolio della TV nel mercato pubblicitario tale per cui anche per piccoli scostamenti percentuali, e di questo ad oggi si tratta, l’onda di attenzione conseguente risulta alta.

E’ innegabile che il drastico abbassamento dei costi di produzione dei video, l’affacciarsi di tecnologie opensource e l’aumento generalizzato della banda larga, sempre a minor costo, stiano non solo facilitando ma soprattutto stimolando la crescita esponenziale della produzione, del consumo e dello scambio di materiali video online, ma ciò nonostante varrebbe la pena fermarsi su due piccole riflessioni.

In una recente intervista su VisionPost, Valerio Zingarelli, uno dei fautori delle reti mobili in Italia e attualmente AD di Babelgum (la nuova webTV di Fastweb), ha confermato il trend estremamente positivo di consumo di video online non solo nel  Mondo ma anche in Italia.

Quello che però probabilmente manca ancora è un modello di business o anche solo una visione chiara di cosa possiamo fare con i video online e soprattutto con la televisione su Internet.

Quali sono i modelli pubblicitari che dovrebbero sostenere poi la produzione e la distribuzione di materiali ad alta qualità?

Ad oggi siamo in presenza di una distribuzione dei video su Internet che mutua la sua natura dalla televisione dei nostri salotti e quindi si limita al broadcast di un segnale che viene consumato più o meno passivamente dai navigatori che, probabilmente inconsciamente, si trasformano in telespettatori digitali.

Le offerte attualmente sul mercato usano Internet quasi esclusivamente per il trasporto del contenuto e non per sfruttare le opportunità date dall’interazione che il protocollo Internet abilita.

La televisione “democratica”, quella che chi fa WebTV oggi dice che mette al centro il navigatore/telespettatore, non si può limitare alla possibilità di crearmi un mio palinsesto, questo lo posso già fare con SKY banalmente con il mio decoder e un semplice telecomando e già ho problemi a giostrarmi fra le decine e decine di canali.

Perché quindi, non dico mia mamma che ha 76 anni e adora “Un posto al sole”, ma per lo meno mia sorella dovrebbe oggi prendersi la briga di guardare su Internet un film che presumibilmente potrebbe vedere sul satellite, sul digitale terrestre o ancora più banalmente nello stesso identico modo sulla RAI o Mediaset o La7?

Personalmente penso sia necessario uno sforzo non solo tecnologico ma soprattutto creativo di chi è impegnato nello sviluppo di modelli di business basati su questa nuova tecnologia e che punti alla vera creazione di canali multimediali i cui contenuti siano usufruibili, smembrabili, riutilizzabili, condivisibili dal basso.

Il rischio altrimenti, e questa è la seconda e ultima riflessione, è che non sarà Internet a cambiare il modo di vivere la televisione ma forse la televisione che, insinuatasi nella rete come un virus, trasformerà il nostro monitor nel nuovo focolare casalingo, riducendo così la stessa Internet ad un surrogato del tubo catodico così tanto bistrattato.

La premessa che non ho fatto è che io non sono chiaramente un esperto di WebTV e per questo mi rimetto a chi esperto lo è o si sente tale.

In alternativa posso sedermi in poltrona e  aspettare il 2018 dove, sempre secondo la Hype Cycle tracciata da Tessarolo, la WebTV sarà in buona parte delle nostre case.

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20/01/08

SKY truffa da 45 Milioni........

Riporto un importante post di Giglioli riguardo una vera e propria truffa che SKY sta tentando nei confronti della sua clientela nascondendosi come sempre sotto la tecnica della comunicazione ingannevole.

La riporto perchè pensi interessi a molta gente che altrimenti non ci farebbe caso : SKYlife Truffa da 45 Milioni

Peraltro spero che i signori di SKY mi lascino in pace con la proposta dello Sport che tentano di propinarmi ormai ogni due giorni con telefonate del call center a qualsiasi ora senza alcun rispetto della privacy delle persone.

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09/07/07

I paradossi dell'ambientalismo

Ultimora200707084 Tralasciando la "sfiga terribile" di Al Gore a cui beccano il figlio ubriaco e con la droga in auto giusto la sera prima del megaconcertone mondiale, ho cercato di riflettere un po sulle polemiche scoppiate sul Live Heart e quanto è costato al pianeta in termini di produzione di gas serra.

Il problema forse va ancora oltre e bisognerebbe chiedersi che senso hanno ancora queste enormi manifestazioni di massa a cui ormai siamo non solo abituati ma quasi assuefatti.

A riprova di questo solo a Wembley ci sono stati 2 megaconcerti nell'arco di una settimana, roba che gi artisti non sapevano bene se stavano cantando ancora per LadyD, per salvare la terra o se era il caso di portarsi avanti e cantare già per il prossimo Live Aid che il buon Geldof e Bono si staranno già adoperando a organizzare.

Mi risulta difficile nell'era della comunicazione digitale, del web 2.0 e del chi più ne ha più ne trasmetta, accettare queste operazioni amarcord stampo anni 80 che ormai sono ridotte a enormi vetrine planetarie per gli organizzatori più che essere risposte concrete ai problemi a cui si rivolgono o dicono di rivolgersi.

E' indubbiamente vero, seppur triste, che i grandi cantanti, le star del cinema ( forse comprese le porno star ), quelle della televisione, hanno una forza di persuasione molto forte sulla massa ( basti pensare che qualcuno crede veramente che Corona sia un martire del potere assolutistico di uno stato dittatoriale ) ma proprio per questo mi chiedo se non sarebbe più efficace e concreto fare in modo che questi grandi opinion leader, grazie alle nuove tecnologie di comunicazione, possano raggiungere quasi personalmente ogni singolo fan per convincerlo ad avere atteggiamenti più corretti nei confronti del pianeta su cui vive.

Il risultato forse sarebbe meno spettacolare e si venderebbero meno diritti televisivi, gadget,compilation, ma con tutta probabilità costringerebbe la gente ad una riflessione sul proprio stile di vita che purtroppo sempre più spesso si rifà allo stile di vita di chi sta dietro il tubo catodico o, per essere più attuali, lo schermo LCD.

Ma questo potrebbe significare dover dire che certi prodotti non vanno comprati, che certi mezzi di trasporto non vanno presi, che in certi paesi magari sarebbe meglio non andare a portar soldi fino a quando non si decidono a mettersi in regola con la nostra Terra...... vabbe.... meglio continuare ad andare ai concerti....

La vignetta è ripresa dal bellissimo Alboblog della crew di Shockdom.

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03/07/07

Il DAB è morto lunga vita al DAB

E' di qualche giorno fa l'annuncio della RAI di voler abbandonare i progetti DVB-H per la trasmissione dei programmi televisivi sui telefoni cellulari.

Il DVB-H fu lanciato come la salvezza dei conti economici delle telecom mobili durante il 3GSM di Barcellona di due anni fa e mi ricordo che non si parlava di altro con grandi annunci trionfalistici da parte dei grandi operatori primo fra tutti 3.

In realtà poi, come spesso purtroppo accade, le aspettative sono state mano a mano deluse e in particolar modo 3, che ha puntato molto sul lancio dei suoi videofonini complice anche un Campionato del Mondo capitato a pennello, si è ritrovata con dei conti economici presumibilmente non brillanti e comunque sicuramente alla fine del 2006 aveva un numero di abbonati al servizio decisamente lontano dagli obiettivi ( 500.000 abbonati ).

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17/06/07

Hanno azzittito lo scoiattolo....

Faccio una diversione e mi permetto di parlare di quello che peraltro è il mio secondo mestiere e cioè la comunicazione.....

Mi sono accorto che la Vigorsol ha cambiato lo spot dello scoiattolino che salva la foresta grazie alla forza rinfrescante del Virgosol Air Action.....

Per capire il perchè mi sono fatto un giro sui vari blog dei comunicatori e il risultato è stata la conferma del "momento difficile" che vive la comunicazione pubblicitaria in Italia. I commenti erano :

  • è diseducativa hanno fatto bene : allora dovremmo cancellare 3/4 di quello che gira in TV
  • cosa c'entra con il messaggio che rinfresca l'alito : ma se ti rinfresca un peto figurati cosa fa al tuo alito
  • il messaggio non era proprio corretto per il target : troppi aperitivi fanno veramente male

Tralascio gli altri commenti per non cadere in depressione ma mi permetto solo di dire che era uno spot incredibilmente azzeccato e geniale nella sua banalità.

Secondo me non solo il messaggio era ad effetto ma sono sicuro che se chiedessimo a chi l'ha visto di ricordarsi la marca se la ricorderebbe sicuramente, cosa che non succede in molte pubblicità ritenute geniali ( provate a chiedere chi si ricorda che auto pubblicizzava lo spot "Buonasera......" ).

Lunga vita allo scoiattolo..... lo salvo almeno in questo post

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