Nicola De Carne -

Tecnologia

04/05/08

Il Ranking del Broadband

La Information Technology e Innovation Foundation ha pubblicato un interessante rapporto sulle politiche di sviluppo del broadband negli Stati Uniti e in alcuni paesi del mondo e non ha risparmiato critiche per le scelte dell'attuale governo Bush affermando chiaramente che gli Stati Uniti potrebbero prendere a modello le politiche utilizzate in altri paesi.

E' possibile consultare il PDF qui  ( armatevi di pazienza sono oltre 100 pagine ma ne vale la pena ).

Contemporaneamente ha rilasciato anche il ranking della penetrazione broadband di 30 principali paesi nel mondo.
Farà piacere sapere che l'Italia si piazza ventunesima con una banda larga disponibile media di 4,2 Mbps.

E' pensare che qualcuno vorrebbe venderci il fatto che ormai andiamo a 7,2 Mbps su telefonia cellulare.

L'auspicio è che  il nuovo governo che si accinge ad occupare le poltrone trovi anche il tempo per riflettere sul fatto che  l'accesso alla banda larga è un requisito imprescindibile per aumentare la propria efficienza e capacità produttiva oltre che per fare quello che questo paese alla deriva ha smesso di provare a fare da tempo..... innovare.

A questo proposito segnalo anche la prima bozza di rapporto sul software open source rilasciata dalla commissione  per l'uso dell'Opensource nella PA presieduta dal Prof. Angelo Raffaele Meo e che spero non venga dimenticata dal nuovo esecutivo.

Peraltro ho avuto la fortuna di lavorare per un po di tempo con il Prof. Meo e da lui e dai suoi stretti collaboratori, alcuni dei quali sono diventati poi miei colleghi, ho imparato l'importanza dello sviluppo delle tecnologie opensource e soprattutto l'importanza di apportare innovazione seppur in questo paese significhi avere vita molto dura.


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21/04/08

il Wi-Fi nell'era bizantina

Pare proprio ci sia qualcuno messo peggio di noi con i decreti pro digital divide.

Secondo il sito Fontanka.ru ( inutile cercare di leggerlo perchè è in cirillico ) il governo russo intenderebbe introdurre l'obbligo di registrare ogni apparato in grado di connettersi o di trasmettere un segnale Wi-Fi.

Si tratterebbe di un enorme passo indietro visto che attualmente in Russia è possibile collegarsi a reti pubbliche aperte in modo libero nella maggior parte del territorio.

Grazie a questa decisione ogni possessore di computer portatile, pda o altro oggetto wifi based dovrà registrarne la proprietà entro 10 giorni e successivamente all'accettazione della registrazione da parte dell'ufficio competente solo il proprietario potrà utilizzare la connettività.

La vita non sarà più semplice anche per chi vorrà creare una rete wireless domestica che si ritroverà a dover compilare qualche chilo di documenti per chiedere l'autorizzazione.

Il sito The Other Russia riporta l'articolo in inglese.

Speriamo solo che si limitino a comprarsi un pezzo di Alitalia senza ispirare i nostri governanti verso chicche di questo genere.

Via

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19/04/08

Quando l'innovazione è in grado di emozionare..... all'estero....

Due ricercatori di Osaka hanno sviluppato un sistema di geo tagging e orientation sensor basato sulla piattaforma Android assolutamente impressionante e che apre una visione completamente nuova per l'interazione fra device mobili e ambiente.


Enkin from Enkin on Vimeo.

Rimango sempre piacevolmente stupito dalla genialità di alcune persone.

A questo proposito qualche giorno fa ho letto che al contest Mind The Bridge per la selezione di start up innovative italiane da portare nella Silicon Valley ha vinto una Società che ha presentato un guida multimediale turistica che, con tutto rispetto per chi l'ha creata, a mio parere, da quello che ho letto, di innovativo ha veramente molto poco.

Visti anche alcuni dei capital venture coinvolti nella manifestazione peraltro non mi stupisco di tale scelta.

Spero che possano trarre ispirazione da questi due ragazzi e capire come rendere veramente innovativa la loro proposition.


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Yochai Benkler e la richezza delle reti

Riporto un intervento di Yochai Benkler sull'importanza delle reti collaborative e dello sviluppo di tecnologie open in grado di rompere l'establishment delle grandi corporation e più che altro di creare dei nuovi paradigmi tecnologici che le stesse corporation per motivi quasi esclusivamente commerciali tendono ad osteggiare perchè potenzialmente pericolosi per il proprio business model.



A riprova della capacità di questo Professore di Legge di vedere oltre va notato che il video risale al 2005 ma ancora oggi le sue dichiarazioni e visioni hanno un suono estremamente attuale e sono ancora fonte di ispirazione per futuri e auspicabili nuovi modelli di rete partecipativa.

Le sue riflessioni sono state anche spunto per i nostri lavori di ricerca per la creazione di reti wireless collaborative in grado di generarsi attraverso la partecipazione attiva di ogni apparato che fa parte di quella rete.

Ma come spesso capita quando si ha a che fare con soluzioni disruptive le difficoltà non stanno tanto negli aspetti tecnologici, quanto nella reazione che l'establishment scatena davanti a nuovi paradigmi che, seppur semplici, mettono in discussione un sistema che ha abituato milioni di persone a comportarsi in base a precisi modelli di business.

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06/03/08

Twitter in Plain English

Ancora un bellissimo video del duo di Commoncraft in cui spiegano in modo molto semplice il funzionamento e il perchè di Twitter.

Commoncraft è una piccola agenzia composta da un ragazzo e una ragazza secondo me geniali che si sono inventati un modo decisamente disruptive per fare presentazioni efficaci che spieghino cose anche complicate di questo mondo digitale utilizzando pezzetti di carta e una telecamera.

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28/02/08

Google guarda alle piccole e media imprese lanciando Google Sites

Giuro di non essere un dipendente di Google e a dire il vero per alcuni aspetti non mi stanno neanche così simpatici...... ma dopo il lancio di Google Talk ChatBack, oggi hanno rilasciato la nuova release dei Google Apps aggiungendo le funzionalità di collaboration di JotSpot e che va sotto l'etichetta di Google Sites.

In pratica si tratta di una soluzione di condivisione e collaborazione documentale piuttosto completa dedicata alle piccole e medie imprese, segmento di mercato a cui Google sta rivolgendo sempre più le sue attenzioni commerciali.

Per utilizzarla dovete avere un dominio Internet disponibile e abbinarlo al servizio ( se non lo avete potete registrarlo in modo semplice e veloce ).

Pur non essendo semplicissimo da configurare, sarà sufficiente avere delle conoscenze di base sulla gestione dei DNS per poterlo personalizzare ed utilizzare.

I possessori di un account google con @gmail.com, o con un dominio diverso da quello che decideranno di usare per creare il proprio Google Sites, potrebbero avere dei problemi conseguenti al fatto di avere due account di google distinti, uno per entrare nel proprio Google Sites  e uno per la propria posta o il calendario usato fino ad oggi, ma con alcuni piccoli accorgimenti sarà possibile far convivere entrambe le proprie Google Identità.

Attenzione però : dovete scegliere la versione americana di Google Sites perchè quella italiana non ha proprio le funzionalità di collaboration di JotSpot.

L'evoluzione tecnologica sta abbassando sempre più le barriere di accesso delle piccole e medie imprese a soluzioni basate su Internet che consentano di ottimizzare la gestione aziendale. Questo chiaramente porterà ad un abbassamento dei costi di queste soluzioni e le web agency o le software house dovranno seguirne molto bene l'evoluzione per evitare di farsi spiazzare ritrovandosi velocemente fuori dal mercato.

In pratica penso che in futuro chi opera in questo settore dovrà sempre più preoccuparsi di fare consulenza qualificata e soprattutto di educare ad un uso consapevole delle tecnologie. Il valore aggiunto non sarà più il codice o il ferro ma la conoscenza che il consulente sarà in grado di trasferire al cliente per aiutarlo ad avere un uso corretto della tecnologia, preoccupandosi soprattutto di trattarla sempre come il fattore abilitante e non la chiave della propria idea di business.

Per chi fosse curioso di vedere il panorama degli applicativi office 2.0 segnalo questo sito.

Se posso essere di aiuto nella configurazione della piattaforma non fatevi problemi a cercarmi su google chat

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26/02/08

Ricevi commenti in diretta con Google Talk

Talk_logo Google ha appena rilasciato un widget secondo me molto interessante che consente di chattare con i lettori del proprio blog, anche chi non fosse in possesso di account google o google talk.

Si tratta di Google Talk ChatBack badge e permette di integrare facilmente una piccola finestrella sul proprio blog o sito che consente ai visitatori dello stesso di entrare in contatto direttamente via chat one to one.

Un modulo semplice che potrebbe trovare applicazione anche in attività di customer relationship per piccole imprese che non possono permettersi grandi sistemi di assistenza online.

Un altro passo di Google verso la semplicità sul web..... o ancora un passo verso il grande fratello? nel frattempo è gratis e divertente.

Take it easy.

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13/01/08

Impegno Sociale VS Business Plan

La massima aspirazione della mia vita sarebbe mettere a disposizione quel poco che so fare per contribuire a far star meglio chi non ha avuto la fortuna come me di nascere e vivere nella parte fortunata del pianeta.

Olpc_logo Sono convinto che Negroponte la pensasse nello stesso modo quando tre anni fa a Davos durante il World Economic Forum ha annunciato il progetto OLPC, One Laptop Per Child, che era finalizzato alla creazione di un laptop a bassissimo costo, e tecnologicamente evoluto tanto quanto quelli a cui siamo abituati quotidianamente, destinato alle popolazioni disagiate del pianeta e soprattutto chiaramente ai bambini nelle scuole.

Perché si anch’io sono convinto che sia primario soddisfare la fame e la sete e debellare le malattie che flagellano quello che più che terzo mondo ormai è un mondo parallelo, ma sono altrettanto convinto che sia necessario dotare questi paesi degli strumenti e delle infrastrutture che possano consentirgli di costruire un futuro il più indipendente possibile dai paesi “tecnologicamente evoluti”. 

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07/01/08

Quanti fili perderemo dal 2008? - Parte Seconda

Riprendo il feed inserito la settimana scorsa, in cui affrontavo alcuni possibili scenari riferiti alle telecomunicazioni senza fili e alla necessità di passare da una visione competitiva delle tecnologie esistenti ad un concetto di ecosistema di tecnologie di comunicazione senza fili, per completarlo con la seconda parte.
Nella prima parte ( che potete trovare qui ) ho riportato qualche riflessione sull'aumento della penetrazione di apparati di uso comune in grado di connettersi a diverse tecnologie wireless a partire dalla rete cellulare mobile fino al Wi-Fi e alle tecnologie a corto raggio come il bluetooth e in un futuro molto prossimo l'RFID e come questo si accompagni ad una sempre maggiore disponibilità, seppur in lenta progressione, di tecnologie di connettività mobile a banda larga.

In questa seconda parte proverò a fare un'escursione in quelle che sono le promesse del VOIP over Wi-Fi, delle reti di contenuto domestiche e chiaramente un salto non può mancare in quello che è l'argomento dell'ultimo anno : il Wi-Max.

Ma è il Wi-Max la vera soluzione? O tutto potrebbe essere "tecnologicamente" più semplice ed economico?

Chiaramente ogni commento è molto ben accetto.

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06/01/08

Un telecomando Wii, un PC e le magie sono servite

Johnny Chung è un brillante ragazzotto laureato in Human-Computer Interaction Institute al Carnegie Mellon University.
E' più volte andato alla ribalta dei palcoscenici della tecnologia internazionale per le sue invenzioni proprio nel campo dell'interazione uomo macchina sviluppando interfacce d'uso assolutamente d'avanguardia.

A conferma che il genio si esprime specialmente per la creazione di oggetti semplici e a basso costo, nelle scorse settimane si è inventato alcune interfacce dagli incredibili risultati utilizzando solo un remote controll del Nintendo Wii, un PC, un televisore o un proiettore.

Qui un suo video che illustra come creare una lavagna elettronica per presentazioni "mozzafiato"

Sul suo blog potete trovare tutti i suoi progetti Wii e il software da scaricare per fare le prove da voi stessi ( non è consigliabile l'utilizzo per chi non ha basi di programmazione, infatti Johnny ci tiene a specificare che l'uso del software is at your own risk... ).

Qui trovate anche il suo sito.

Buon Divertimento

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Se hai voglia visita il mio Tumblr

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04/01/08

Quanti fili perderemo dal 2008?

Continua l’espansione del mondo wireless che ci circonda ed è sempre più difficile delinearne i contorni e soprattutto i confini che ci sono fra le varie tipologie di connessione alle reti senza fili.

Sembra proprio che il 2008 possa essere l’anno zero di una vita wireless vissuta in modo più o meno naturale e continuativa o per lo meno facile e trasparente per il consumatore finale.

Mentre la presenza nativa della connettività Wi-Fi sui PC portatili è ormai un fatto scontato ( in molti casi i portatili possono connettersi anche al protocollo 802.11a che consente di usufruire di una banda di oltre 100 Mb per lo meno in rete locale ) la diffusione sempre più ampia di telefoni cellulari e PDA con capacità di connessione al Broadband 3G e alle reti Wi-Fi e soprattutto con capacità di gestione di queste connessioni a partire dalla configurazione semplice dell’account fino alla gestione delle risorse energetiche, apre scenari estremamente interessanti se abbiamo il coraggio di analizzarli con una visione almeno a 3 anni da oggi.

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18/12/07

Buon Compleanno Transistor!!

Transistor2 Il 16 dicembre del 1947 i tre fisici William Shockley, John Bardeen e Walter Brattain, che avrebbero vinto qualche anno dopo il premio Nobel per la fisica, inventarono il primo transistor della dimensione di qualche centimetro ( ho riportato la foto della replica sul mio Tumblr ).

Mi sono chiesto se quel giorno siano riusciti ad immaginare quanto avrebbero cambiato le sorti del mondo e come avrebbero per sempre modificato da li a pochi anni le abitudini quotidiane di ognuno di noi.

Infatti è difficile concepire il fatto che io stia scrivendo, o tentando di farlo, queste righe e qualcuno dopo, forse, le leggerà grazie all’invenzione di questi tre personaggi, ai più sconosciuti, e chiaramente nessuno di noi o pochi di noi si soffermano a pensare che ormai molte delle nostre azioni quotidiane sono possibili grazie a questo “dadino” nero a tre piedini.

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04/09/07

Accendere una candela digitale

Nell’interminabile navigazione alla scoperta quotidiana della rete delle reti mi sono imbattuto in un’interminabile serie di Social Network, ma uno in particolar modo ha catturato la mia attenzione : http://www.prayabout.com/  il cui mistico claim dice Wonderful Thing Happen When You Share Your Light.

Dopo un primo sorriso e la solita considerazione a caldo un po’ sarcastica, mi sono perso in una riflessione sulla necessità ancestrale dell’uomo di riunirsi in gruppo e condividere gioie e dolori e del ruolo che questi nuovi strumenti digitali possono giocare.

PrayAbout in pratica è una grossa comunità intereligiosa ( ci sono componenti provenienti da ogni religione ) che si da’ mutua assistenza nel momento del bisogno e ad oggi conta circa 16.000 iscritti. Chiunque stia vivendo un problema di salute, economico, sentimentale, ecc. può chiedere soccorso morale ai componenti del network che si appresteranno a pregare per la soluzione del problema, accenderanno una candela virtuale o consoleranno direttamente l’amico in difficoltà.

Leggere le preghiere che i componenti della community lasciano sulle pagine del sito può far sorridere, ma appare quasi incomprensibile il perché delle persone che quasi sicuramente non si conoscono neanche e che magari vivono a migliaia di chilometri di distanza occupino una parte del loro tempo per lasciare le proprie preghiere online.

Si potrebbe pensare di essere di fronte ad una sorta di parrocchia globatizzata, una mutazione digitale di quanto solitamente accadeva e accade nelle comunità religiose locali in cui il sacerdote invita i credenti a impegnarsi nelle preghiere per intercedere presso il proprio Dio perché possa risolvere il problema di un’altra persona.

Con PrayAbout il sacerdote è sostituito dal sistema informatico e la chiesa non è più quella cattolica, anglicana, la moschea, il tempio o la sinagoga ma Internet.

Ecco come ancora una volta la mega rete mondiale senza spazio e senza confini si trasforma di fatto in una miriade di micro comunità locali composte da visi, corpi, nomi e vite che si intrecciano anche a migliaia di chilometri di distanza.

Qualcuno potrebbe anche dire che in realtà siamo di fronte ad una miriade di solitudini che disperate cercano conforto sulla rete affidando a degli sconosciuti i propri dolori e spesso i propri segreti.

Ma forse proprio qui sta il probabile successo di realtà come PrayAbout, ovvero il fatto che spesso il dolore, la malattia, il disagio sono vissuti come un motivo di vergogna, un qualcosa da tenere segreto ai propri vicini e quindi si è disposti a confidarsi a chi non ti conosce e proprio per questo, forse, faticherebbe a giudicarti.

Wonderful Thing Happen When You Share Your Light, ovvero se il vicino accende la propria candela non toglie luce alla tua ma la aumenta.

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04/07/07

L'economia delle conoscenze

Ho letto un interessante articolo di Franco Morganti su Corriere Economia di lunedi scorso che mi ha portato a riflettere, più di quello che faccio solitamente, sul mondo degli innovatori e il rapporto con le Università e i fondi di investimento.

Si fa un gran parlare di questo tema e si buttano al vento centinaia di ore di convegni per parlare dell'importanza dell'innovazione e della piaga della mancanza della stessa, ma non ci si sofferma mai sul fatto che in realtà non mancano in Italia gli innovatori ma manca il sistema che dovrebbe consentirgli di mettere in atto le innovazioni e farle diventare poi profittevoli ( parola che a volte provoca disgusto fino a quando non andiamo al bancomat a ritirare ).

Gli innovatori per loro natura non si muovono su un mercato regolamentato anzi tendono a sovvertire le regole per riscriverle e creare quindi nuove prospettive.

In Italia gli investitori confondono il fare innovazione con il fare gli inseguitori e questo perchè non esiste un sistema di investimenti in capitale evoluto almeno quanto le idee che dovrebbero finanziare.

Ci troviamo davanti a persone con il manuale del giovane investitore che non contempla l'innovazione in quanto tale ma solo la tecnologia, qualsiasi essa sia, facile e con pochi rischi.

Sul manuale dei giovani investitori non c'è la dicitura :  investire in innovazione comporta sicuramente rischi maggiori e fattori di valutazione atipici rispetto l'investimento in tecnologie o mercati tradizionali.

E così ci si trova a parlare con fondi di investimento che si eleggono a investitori in innovazione ma che alla fine non chiedono altro che  un'idea brillante, nuova, che cresca in fretta e con pochi rischi/competitori.

Ma se uno avesse per le mani un miracolo del genere avrebbe bisogno di chiederti dei soldi??!!

Il problema vero è che in Italia manca un vero sistema di sostegno finanziario dell'innovazione sia pubblico che privato perchè in questo momento le strutture delegate a fare questo si muovono in modo ceco, senza una visione a medio e lungo termine dell'evoluzione tecnologica e usano come fari del futuro riviste tipo PCMania, Computer Magazine, T3 ( riviste di assoluto rispetto ma non certo punti di riferimento per disegnare scenari futuri ) invece di affidarsi a veri studi fatti magari da persone capace e illuminate in grado di percepire in poche battute la grande opportunità che si para davanti.

La riflessione che quindi faccio sempre più spesso è che in realtà in questo paese essere degli innovatori è un handicap non una risorsa ma è indispensabile perseverare in questo pur senza illusioni ma con la fermezza di dover fare la differenza creando quel valore aggiunto che la finanza dovrebbe premiare ma invece addirittura fatica a capire.

Nel frattempo gli innovatori si trovino lo zio d'America perchè qui viviamo ancora in quello che Morganti definisce, in una riflessione assolutamente e tristemente azzeccata, l'economia delle conoscenze più che della conoscenza

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03/07/07

Il DAB è morto lunga vita al DAB

E' di qualche giorno fa l'annuncio della RAI di voler abbandonare i progetti DVB-H per la trasmissione dei programmi televisivi sui telefoni cellulari.

Il DVB-H fu lanciato come la salvezza dei conti economici delle telecom mobili durante il 3GSM di Barcellona di due anni fa e mi ricordo che non si parlava di altro con grandi annunci trionfalistici da parte dei grandi operatori primo fra tutti 3.

In realtà poi, come spesso purtroppo accade, le aspettative sono state mano a mano deluse e in particolar modo 3, che ha puntato molto sul lancio dei suoi videofonini complice anche un Campionato del Mondo capitato a pennello, si è ritrovata con dei conti economici presumibilmente non brillanti e comunque sicuramente alla fine del 2006 aveva un numero di abbonati al servizio decisamente lontano dagli obiettivi ( 500.000 abbonati ).

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02/07/07

Industria 2015

Segnalo un'interessante iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico che ha avviato la consultazione sui temi prioritari per il Progetto di innovazione industriale sulla mobilità sostenibile.

Le imprese interessate sono da oggi, e fino al 27 luglio, invitate a partecipare alla consultazione, indicando i temi prioritari e suggerendo idee progettuali.

Il progetto ha lo scopo di favorire lo sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni tecnologicamente innovative in grado di rispondere ai bisogni di mobilità e trasporto di persone e merci, più efficienti e al tempo stesso maggiormente rispettose dei vincoli ambientali e sociali, accrescendo così la capacità competitiva dei settori industriali coinvolti.

La consultazione è rivolta anche a Regioni e Province autonome per l'individuazione di tutte le sinergie e le complementarietà attivabili. Per maggiori informazioni e per iscriversi all'iniziativa www.industria2015.ipi.it

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18/06/07

La memoria perde il filo

Queste notizie da un lato alimentano la mia ferma convinzione che il wireless sia un processo senza ritorno e dall'altro mi arrecano depressione perchè confermano che in Italia i fondi per la ricerca e sviluppo sono sempre più una chimera.

La Eye-Fi sta lanciando sul mercato una nuova memoria, tipo SD, in grado di rilevare reti Wi-Fi e di trasmettere i contenuti direttamente online o sul proprio PC sulla rete.

Il lancio sarà possibile grazie a fondi ricevuti per 5,5 milioni di dollari e, tanto per cambiare, anche questa azienda è di Mountain View.

Comunque le applicazioni di questa innovativa memoria sono veramente molte anche se non è dato sapere esattamente il funzionamento ( si parla di un modulo wireless incluso ) e il prezzo pare oscillerà intorno ai 100$ per 2 Gb.

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17/06/07

La ricarica senza fili...ma per ricaricare ha bisogno di un filo....

Wildcharger

Ad una settimana dall'annuncio dell'esperimento riuscito da parte di un  gruppo di ricerca del MIT, la Wildcharge annuncia per luglio il lancio sul mercato, in preordine, di un pad in grado di ricaricare in wireless telefoni cellulari, lettori MP3, PC e piccoli apparati in genere

In realtà è un oggetto già annunciato nel 2006  il cui funzionamento è sostanzialmente diverso rispetto l'esperimento del MIT ma, a parte il normale dubbio che potrà attanagliare chiunque vi appoggerà un hard disc, si tratta di un gadget simpatico anche se probabilmente poco pratico.

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5 buone ragioni per riflettere un po sul mito iPhone

Iphone_clk

E' interessante come a livello internazionale molti analisti ritengano che l'iPhone stia alla telefonia mobile come Paris Hilton sta al mondo dello spettacolo......

Pur rendendomi conto di potermi attirare le ira dei super fan di Apple riporto questo interessante articolo pubblicato su Forbes che può aiutare a tentare perlomeno di ragionare un po su questo oggetto protagonista ormai dei sogni erotico-tecnologici di molti.....

http://www.forbes.com/technology/wireless/2007/06/08/iphone-problems-apple-tech-wireless-cx_df_0611iphonemain.html

Thinking about.....

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16/06/07

Le connessioni broadband nel mondo crescono ma non per tutti

Secondo una ricerca dell'agenzia londinese Point Topic ( è necessario iscriversi per vedere il contenuto ) gli utenti broadband nel mondo sono oggi circa 300 milioni.
Lo studio però disegna uno scenario a macchie di leopardo da cui si rileva come la crescita degli utilizzatori broadband nel mondo sia di fatto trainata dell'est europeo che registra un dato generale in salita del 10% in tutta la regione, con punte in Grecia di olte il 26% dall'inizio dell'anno.

Se in Cina gli abbonamenti sono passati da 51 mlioni del 2006 a 56 milioni del 2007, tallonando così gli Stati Uniti che rimangono leader con oltre 60 milioni di utenti, l'Europa occidentale, a parte qualche rara eccezione come la Francia che ha sfiorato un +10%, è rimasta sostanzialmente stabile con l'Italia che si posiziona all'8° posto con oltre 9 milioni di utenze.

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14/06/07

Hacker Scienziati e pionieri

"La storia della scienza è costellata da scoperte e invenzioni che si sono affermate solamente quando la società e la cultura accademica del tempo sono state in grado di apprezzare la portata e i benefici dei nuovi paradigmi e delle nuove visioni tecnologiche che accompagnavano ogni innovazione.
Nessuna conquista è purtamente scientifica, ma porta con se anche un approccio culturale, una visione del mondo e una prospettiva rivoluzionaria che si intrecciano inevitabilmente con la nuova tecnica, e che rendono ogni invenzione assolutamente inutile se non trova un contesto sociale e culturale pronto ad accogliere questa nuova scoperta e a farla propria
"

Ho deciso di riportare questa citazione dal bellissimo  libro di Carlo Gubitosa, Hacker Scienziati e Pionieri edito da Stampa Alternativa, perchè penso sintetizzi perfettamente il paradosso che le grandi innovazioni di ogni tempo hanno vissuto, essere troppo fuori dal contesto e quindi essere destinate a cadere, spesso per lunghi periodi, nell'oblio.

Un esempio di questi giorni è la trasmissione wireless della corrente elettrica fatta al MIT di Boston che ho riportato in un mio post precedente. Un matto di nome Nikola Testa alla fine del 19° secolo aveva trattato la possibilità di trasmettere la corrente elettrica con onde radio......indovinate come è andata a finire.

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13/06/07

Il Guru del software libero a Torino

Richard Stallman a Torino ha dato lezioni non tanto sul software libero ma soprattutto sull'obbligo morale e civile delle pubbliche amministrazioni di usare il software libero per garantirsi non solo risparmi considerevoli ma specialmente l'indipendenza indispensabile per ottenere la massima efficacia dalle proprie scelte tecnologiche.

Ha toccato anche un tema decisamente di attualità ovvero gli accordi che si stanno chiudendo fra la Microsoft, le istituzioni pubbliche e gli enti accademici, come il Politecnico di Torino.

Non penso sia da eccepire il fatto che una coroporation come Microsoft faccia accordi di ricerca e sviluppo con atenei o con la pubblica amministrazione, ma ritengo sia indispensabile la massima trasparenza quando detti accordi prevedono l'uso di denaro pubblico che deve sempre essere speso per aumentare la conoscenza comune e non per arricchire ulteriormente le grandi multinazionali che difficilmente condivideranno tale investimento con la collettività.

L'articolo di Anna Masera su La Stampa che riporta anche il faccia a faccia fra Stallman e il Rettore del Politecnico di Torino Profumo. ( non me ne vorranno gli amici del Sole24Ore)

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12/06/07

Un nuovo paradigma per l'accesso alla banda larga : open, pervasivo e collaborativo

L'accesso alla banda larga non è più considerabile come un optional "di lusso" ma come una vera e propria condizione base per evitare il diffondersi e addirittura l'accellerazione di quel divario che non è più solo digitale ma che a tutti gli effetti va chiamato Sociale.

Il pericolo di un vero e proprio divario sociale è confutato da una semplice ma fondamentale riflessione sullo sviluppo dei media dalla prima metà del secolo scorso a oggi.

Dalla sua invenzione, avvenuta verso la fine del XIX secolo, la radio è riuscita ad imporsi come fenomeno di importanza mondiale solo alla metà del secolo successivo, giocando, nel frattempo, un ruolo importantissimo per la diffusione delle informazioni durante la prima e la seconda guerra mondiale.
Successivamente, verso gli anni ’30 ebbero inizio i primi esperimenti di trasmissione televisiva che, nonostante lo scoppio della guerra, si sarebbe poi imposta come il più grande fenomeno mediale della storia dell’uomo moderno sin dai primi anni ’70.
Alla fine del XX secolo si assiste invece all’avvento di Internet la cui curva di espansione assume estensione senza precedenti: in meno di dieci anni la Rete delle reti diventa il più grande strumento di comunicazione di massa della storia dell’uomo.

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10/06/07

L'Innovazione in Italia : quali investimenti.

Ho letto con grande interesse il post di Gianluca Salvatori su Territori e Politiche dell'Innovazione ( http://gianlucasalvatori.nova100.ilsole24ore.com/2007/06/territori_e_pol.html ) e mi sento di dire che sono totalmente daccordo con le sue riflessioni sul tema.

Ogni giorno chi fa ricerca e sviluppo in Italia e ancor di più chi cerca di improntare la crescita della propria attività attraverso sistemi innovativi, si scontra con i decisori locali che spesso non presentano le dovute caratteristiche di rischio indispensabili per chi deve decidere le sorti di iniziative altamente innovative ma per questo sicuramente più "rischiose" di altre.

L'atteggiamento in generale è sicuramente conservativo e mirato soprattutto a non sperperare il patrimonio di riconoscibilità personale ancora prima del patrimonio economico. Ovvero il curriculum del decisore influenza fortemente le sue scelte e porta il decisore stesso a tirar fuori il manuale del giovane investitore ( che sia pubblico o privato ) che lo rende cieco all'effettivo valore aggiunto delle opportunità che ha di fronte.

Sarebbe importante usare politiche di investimento innovative, almeno per il mercato italiano, almeno quanto lo sono le iniziative che dovrebbero finanziare, ma, come dice giustamente Salvatori, si tratta di affermazioni apparentemente scontate ma al limite del realizzabile se non irrealizzabili nel contesto attuale della ricerca e sviluppo in Italia, termine di cui i politici e gli investitori in genere si riempiono la bocca ma che poi diventa quasi un handicap per le aziende che veramente vogliono farne un asset strategico.

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09/06/07

Il rumore delle barriere che cadono....

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L'ELETTRICITA' DEL FUTURO SARA' WIRELESS?

Devo ammettere che leggendo la notizia sul MIT News sono rimasto affascinato e perplesso nello stesso momento. Perplesso perchè non è la prima volta che si sfida l'ultima barriera del wired, il filo elettrico, ma affascinato perchè questo esperimento non fa che confermare quanto questo processo sia ormai irreversibile.

Li per li comunque l'ho presa come una notizia interessante ma non sconvolgente anche perchè si parla di distanze veramente minime e con apparecchiature assolutamente da laboratorio, ma comunque la strada adesso è segnata e sarà solo un problema di tempo.

Mi ha stupito poi questa mattina l'eco mediatico che la notizia si è guadagnata con pagine intere sulle principali testate nazionali e immagino servizi nei vari TG che stamattina ammetto non aver visto.

Vorrei quindi soffermarmi su un ragionamento che parte necessariamente dalla notizia in se e poi prenda in considerazione l'impatto dell'eco mediatico su quanto accade nel mondo e le aspettative, il più delle volte poi disattese, che questo crea nella gente.

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08/06/07

Le scelte illuminate

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A parte le emozioni che il marchio Nintendo può generare in quelli della mia generazione  ripensando alle giornate passate al bar davanti a Donkey Kong, mentre nel frattempo i miei compagni di classe avevano le loro prime ragazzine ( ma almeno al Nintendo qualche possibilità di vincere l'avevo ), rilevo con soddisfazione che, pur non potendo essere considerati un first mover nei giochi online, la multinazionale del gioco giapponese ci ha visto di nuovo lungo  intuendo per tempo che un servizio di connessione gratuito a hot spot Wi-Fi distribuiti sul territorio sarebbe stata una forte differenziazione.

Grazie infatti al servizio Wi-Fi Connection fornito gratuitamente a tutti i possessori di una Nintendo DS oggi la Società Nipponica può contare 5.000.000 di utenti unici registrati che in soli 2 anni  hanno generato qualcosa come 200.000.000 di sessioni di gioco.

Ma gli amici di Mario Bros non si sono limitati agli aspetti del gioco online spingendosi a concepire la nuova Nintendo DS come una vera e propria consolle multimediale che una volta collegata alla banda larga è in grado di accedere a vari servizi online di contenutistica, canali interattivi oltre che i canali Wii.

Non so se in futuro vedremo nelle birrerie o nelle caffetterie ( ad oggi peraltro i Nintendo Wi-Fi Connection Point sono limitati ad alcune grandi città nel mondo ) tanti matti scatenarsi con un Wii collegato in Wi-Fi con la DS ma sicuramente siamo in presenza di un'azienda "illuminata" che ha capito bene come la connessione gratuita alla banda larga non debba obbligatoriamente essere un business in se ma un fattore abilitante di altri modelli di business.

    

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Wi-Fi, Wi-Max, UMTS, HSDPA......per favore chiamate un tecnico

Mi sembra ormai passata una vita da quando nel 2001 feci il primo incontro con un hot spot Wi-Fi in uno Starbucks di NY. Dopo aver preso un tazzone di ustionante acqua color caffè mi sedetti su una comodissima poltrona, aprii il mio portatile e grazie ad una delle prime schede Wi-Fi, regalatami da un caro amico della Cisco, in pochi minuti ero collegato ad Internet, stavo chattando con i miei colleghi a Milano e potevo lavorare come fossi seduto alla mia scrivania.....magico....tanto da non farmi neanche pensare a quanto stavo pagando.

Mi ricordo che, dopo aver superato l'imbarazzo tipicamente italiano di star seduto per ore in un bar con un caffe e un cornetto ( in Italia probabilmente mi avrebbero fatto più o meno gentilmente capire che era ora di lasciare il posto ), presi quello starbucks come il mio ufficio prendendo alla lettera la fisolosia del The Third Place.

Oggi siamo contornati da hot spot più o meno dichiarati e sicuramente a molti di noi sarà capitato di aver bisogno di una connessione e di provare ad accendere il proprio portatile per strada nella speranza di trovare qualche sprovveduto con un access point inconsapevolmente condiviso con il mondo.

Il tema della connessione a banda larga è sempre più sentito e non passa giorno che su un giornale, su un sito Internet di notizie o in giro per le televisioni non si parli del fenomeno delle reti municipali, del loro sviluppo e della loro importanza strategica per l'innovazione sociale.
I casi, anche molto importanti, proliferano in giro per il mondo e, tanto per cambiare, specialmente negli USA molte grandi città sono più o meno coperte dalle reti Wi-Fi.

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07/06/07

ci sono anchio

Eccomi qua ci sono anchio insieme ai 100 di NOVA!!

In queste pagine cercherò di condividere insieme a chi ne avrà voglia l'importanza di creare reti di telecomunicazione, o più semplicemente di comunicazione, sempre più facili e veloci da usare e la necessità, oserei dire quasi sociale, di portare ovunque  una connessione a banda larga per consentire alla maggior parte delle persone nel mondo di usufruire liberamente di uno strumento ormai imprescindibile per la creazione di quello stato di conoscenza che contribuisca ad una migliore convivenza nei popoli e fra i popoli.

Molti anni fa fui folgorato da una riflessione trovata su un libro, di cui in verità non ricordo il titolo, che da quel giorno feci mia, plasmando su di essa una parte significativa del il mio essere oggi e la mia passione per la creazione delle reti.

La riflessione riguardava la stretta connessione fra la capacità dell'uomo di comunicare  a distanza e la sua evoluzione.

L'invenzione della stampa a caratteri mobili ha significato un passo fondamentale per la capacità di comunicare e soprattutto per la diffusione della conoscenza ( principio a mio parere basico per l'evoluzione e per la creazione di una condizione di pace).

Ma fino all'invenzione del telegrafo la capacità di comunicare a distanza dell'uomo era vincolata alla velocità dell'animale ( cavallo, mulo o piccione viaggiatore che fosse ).
Con l'invezione del telegrafo l'uomo si è svincolato dal mezzo fisico ed è stato in grado di comunicare a distanza a velocità impensabili fino a quel momento.
Se riflettiamo sugli ultimi 150 anni potremo constatare come l'evoluzione dell'essere umano, nel bene e nel male, abbia conosciuto una crescita esponenziale assolutamente non paragonabile alla crescita avuta nei precedenti millenni e questo grazie alla capacità di comunicare in modo sempre più veloce, sempre più a lunga distanza e soprattutto creando reti di comunicazione e aggregazione in grado di abbattere barriere e confini non solo geografiche ma anche culturali.

L’impatto infine che Internet e tutte le tecnologie basate su Internet Protocol hanno avuto sull’evoluzione tecnologica, medica, scientifica, culturale e sociale è difficilmente identificabile e quantificabile, ma sicuramente rappresenta un fattore di accelerazione ineguagliabile per la crescita e il progresso dell’essere umano.

Per questo motivo ho spesso buona parte degli ultimi anni sulla creazione e promozione di soluzioni di comunicazione basate su Internet e soprattutto sulla creazione e promozione delle reti e della loro enorme ricchezza.

Cercherò di utilizzare l'occasione data da questo blog  per condividere idee, situazioni positive e negative, discutere possibili soluzioni, riflettere su quanto accade nel mondo ospitando anche amici che con il loro punto di vista offrono sempre preziosi spunti e nuove finestre da cui avere visuali sempre diverse e per questo preziose.

Nova100