Nicola De Carne -

Religione

27/01/08

Pikolo e Primo Levi per non dimenticare

Primolevi1sized “eravamo sei a raschiare e pulire l’interno di una cisterna(….). La polvere di ruggine ci bruciava sotto le palpebre e ci impastava la gola e la bocca con un sapore quasi di sangue.

Oscillò la scaletta di corda. Era Jean, il Pikolo (…). Jean era molto benvoluto. La carica di Pikolo costituisce un gradino già assai elevato nella gerarchia : il Pikolo ha mani libere sui fondi del rancio e può stare tutto il giorno vicino alla stufa”

Da “Se questo è un uomo” di Primo Levi - Einaudi

Chi ha la sventura di conoscermi sa che non ho memoria, mia madre mi dice sempre che la riconosco perché ci ho vissuto insieme 20 anni, eppure appena ho cominciato a leggere queste parole qualche giorno fa sul Corriere della Sera, ogni riga del libro mi era chiara nella mente come se le avessi lette il giorno prima e non 25 anni fa.

Continua a leggere "Pikolo e Primo Levi per non dimenticare" »

Nova100 tags: , , , ,

13/01/08

Strani pensieri della domenica sera

Stamattina leggendo sul Corriere della Sera l’ultima idea del buon Ferrara di catapultarsi in commissione Manifesto del costituendo PD mi è venuto un dubbio che sicuramente è malsano e privo di fondamento.

Peraltro, fra parentesi, mi fa sempre tenerezza questa irrefrenabile voglia di  commissioni culturali e costituenti quasi fosse un bisogno ancestrale che arriva dritto dritto da Botteghe Oscure,

Provo a fare un disegno di fanta politica che presupporrebbe una mente molto fine che non escludo che il padrino di mille battaglie un po’ a destra e un po’ a sinistra possa avere.

Qualche settimana fa il direttore de Il Foglio, modello peraltro di coerenza politica per le prossime generazioni, ha capito con lucida intelligenza che la moratoria contro la pena di morte approvata dall’ONU e sbandierata ai quattro venti dall’attuale governo di centro sinistra, che si è anche affrettato a produrre uno spot pubblicitario ad hoc, poteva trasformarsi in un boomerang politico per il nuovo PD già così disorientato e non molto coeso nelle decisioni del proprio futuro politico, culturale e soprattutto etico e religioso.

E quindi cosa si inventa? Che essendo passata la moratoria contro la pena di morte la comunità internazionale si deve sentire in obbligo di approvare una nuova moratoria contro quella che secondo lui è una diffusissima esecuzione capitale e cioè l’aborto. Per perorare la causa è disposto anche a dimagrire mettendosi in dieta forzata, peraltro con tempismo perfetto visto il periodo post natalizio, e mette in campo tutte le amicizie ultra cattoliche come il caro amico Baget Bozzo, gli amici della CDL e le testate Mediaset, riuscendo così ad ottenere ampi spazi sulle principali testate giornalistiche stampa e televisive.

E fino a questo punto mi sono detto….. guarda cosa non si fa per vendere qualche copia in più del proprio giornale.

E si perché uno per vendere più copie è anche disposto a calpestare i sentimenti di quelle donne che hanno dovuto far ricorso ad una soluzione estrema che lascia il segno per sempre.

Dire che dell’aborto se ne fa un uso allegro e che ormai è usato come sostitutivo degli anticoncezionali vuol dire non aver sicuramente mai dovuto ricorrere a questo intervento, vuol dire non essere mai entrato in quei reparti e guardare in faccia le donne che erano sedute in attesa, su fredde sedie con lo schienale in ferro, spaventate e purtroppo spesso da sole.

Vuol dire non aver mai sentito quel freddo dentro.
 

Il sudore che si vede scendere copioso e fastidioso sulla fronte di questi squallidi parlatori non è il caldo degli studi o il loro grasso che preme ma solo un metodo naturale per scivolare meglio sulle proprie parole vuote.
 

Ma poi stamattina mi sono detto…… facciamo un po’ di conti :

  • La      moratoria dell’ONU è stata fortemente voluta dall’attuale governo di      centro sinistra
  • Il      nuovo PD è lacerato da mille correnti e ormai rappresenta sempre di più il      nuovo centro
  • La      Binetti certo sta facendo un gran lavoro di destabilizzazione ma un po’ di      aiuto non guasterebbe
  • Ferrara      era a sinistra, poi a destra e certo adesso una bella sistemata al centro ci      starebbe
  • Nel      PD non si contano più le commissioni sull’etica, sulla laicità e sui      valori cattolici e l’aborto è un argomento sicuramente spinoso ma centrale      per l’avvicinamento del popolo cattolico verso il nuovo carrozzone di Fra’      Veltroni.
         Peraltro un avvicinamento in questo senso è già il nome…..Partito      Democratico. Mi ha fatto venire in mente una delle tante riunioni negli      anni 80 nelle case degli allora compagni di Torino. Una sera riuniti a casa      di chi non mi ricordo più, io ero ancora ragazzino ma una possibile promessa      della sinistra giovanile (fino a quando non ho preso atto del sapore      profondamente ingenuo delle mie convinzioni e dei miei ideali ), uno dei      signori che adesso brama per il popolo di centro disse che era rimasto      fulminato dal fatto che sua mamma gli avevo confidato che non poteva      votare per il partito comunista perché non c’era la parola democrazia nel      marchio…….. assolutamente profetica la signora…..
  • Tornando      a Ferrara : nel caso si crei il grande centro allora perchè non prenotarsi      una bella poltrona come il porta bandiera dei valori cattolici a garanzia      del popolo di centro che ancora teme per l’incolumità della propria      chiesa?
  • E      cosa meglio quindi di alzare un bel po’ di polvere inutile, costringere i      perenni uomini delle commissioni sulla cultura, sull’etica, sulla politica,      sull’opportunità o meno di continuare a servire la salamella alle feste      dell’Unità, ad aprire un tavolo di discussione con lui e quindi farlo      candidare come l’interlocutore del mondo di destra per i problemi etici.
  • Se      così non è allora i signori riuniti in commissione Manifesto devono      spiegare sotto quale veste hanno accettato la presenza di Ferrara visto      che l’accesso ai giornalisti non era consentito.

 Si tratta di fantapolitica lo so……ma è domenica sera e avevo voglia di una parentesi di fantasia prima di iniziare la settimana.

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Nova100 tags: , , , , ,

04/09/07

Accendere una candela digitale

Nell’interminabile navigazione alla scoperta quotidiana della rete delle reti mi sono imbattuto in un’interminabile serie di Social Network, ma uno in particolar modo ha catturato la mia attenzione : http://www.prayabout.com/  il cui mistico claim dice Wonderful Thing Happen When You Share Your Light.

Dopo un primo sorriso e la solita considerazione a caldo un po’ sarcastica, mi sono perso in una riflessione sulla necessità ancestrale dell’uomo di riunirsi in gruppo e condividere gioie e dolori e del ruolo che questi nuovi strumenti digitali possono giocare.

PrayAbout in pratica è una grossa comunità intereligiosa ( ci sono componenti provenienti da ogni religione ) che si da’ mutua assistenza nel momento del bisogno e ad oggi conta circa 16.000 iscritti. Chiunque stia vivendo un problema di salute, economico, sentimentale, ecc. può chiedere soccorso morale ai componenti del network che si appresteranno a pregare per la soluzione del problema, accenderanno una candela virtuale o consoleranno direttamente l’amico in difficoltà.

Leggere le preghiere che i componenti della community lasciano sulle pagine del sito può far sorridere, ma appare quasi incomprensibile il perché delle persone che quasi sicuramente non si conoscono neanche e che magari vivono a migliaia di chilometri di distanza occupino una parte del loro tempo per lasciare le proprie preghiere online.

Si potrebbe pensare di essere di fronte ad una sorta di parrocchia globatizzata, una mutazione digitale di quanto solitamente accadeva e accade nelle comunità religiose locali in cui il sacerdote invita i credenti a impegnarsi nelle preghiere per intercedere presso il proprio Dio perché possa risolvere il problema di un’altra persona.

Con PrayAbout il sacerdote è sostituito dal sistema informatico e la chiesa non è più quella cattolica, anglicana, la moschea, il tempio o la sinagoga ma Internet.

Ecco come ancora una volta la mega rete mondiale senza spazio e senza confini si trasforma di fatto in una miriade di micro comunità locali composte da visi, corpi, nomi e vite che si intrecciano anche a migliaia di chilometri di distanza.

Qualcuno potrebbe anche dire che in realtà siamo di fronte ad una miriade di solitudini che disperate cercano conforto sulla rete affidando a degli sconosciuti i propri dolori e spesso i propri segreti.

Ma forse proprio qui sta il probabile successo di realtà come PrayAbout, ovvero il fatto che spesso il dolore, la malattia, il disagio sono vissuti come un motivo di vergogna, un qualcosa da tenere segreto ai propri vicini e quindi si è disposti a confidarsi a chi non ti conosce e proprio per questo, forse, faticherebbe a giudicarti.

Wonderful Thing Happen When You Share Your Light, ovvero se il vicino accende la propria candela non toglie luce alla tua ma la aumenta.

Nova100 tags: , ,

Nova100