Report RAI3 e il Wi-Fi : quando l'informazione diventa terrorismo psicologico
Domenica sera è andata in onda una puntata di Report in cui è stato ritrasmesso integralmente un servizio del programma settimanale Panorama della BBC, ormai di un anno fa, dove veniva lanciato un allarme piuttosto importante e grave sull'uso dei sistemi Wi-Fi nelle città inglesi e sui danni che le radiazioni emesse dagli apparati di trasmissione causano ai cittadini e in particolar modo ai bambini nelle scuole.
Il video era online sul sito di Report fino a ieri nel primo pomeriggio ma poi è misteriosamente scomparso anche se voglio immaginare per un problema di diritti con la BBC.
Comunque grazie a Youtube il video è ancora accedibile e ne riporto la prima delle tre parti.
La seconda parte è possibile vederla qui e la terza qui
Premetto che ho sempre considerato Report un programma di informazione abbastanza attendibile, anche se dai toni un po troppo inquisitori, ma dopo questa puntata devo purtroppo ricredermi e non perchè, come qualcuno potrà sicuramente pensare, io lavoro nel settore delle telecomunicazioni ma semplicemente perchè la Redazione di Report ha volutamente omesso un piccolo dettaglio che da' l'idea di quanto questo servizio fosse ingannevole.
Partiamo dall'inizio.
A Marzo del 2007 BBC Panorama manda in onda il servizio che basa la sue teorie allarmistiche essenzialmente sul parere di Sir William Stewart un quotato biologo cellulare e Capo dell'agenzia per la protezione sulla Salute inglese, una sorta di ARPA italiana.
Sir William, supportato da altri eminenti scienziati, afferma che le frequenze utilizzate dai sistemi Wi-Fi sono molto dannose arrivando fino ad affermare che l'agenzia mondiale per la salute dovrà rivedere le sue affermazioni "ingannevoli" sulla non esistenza di prove certe sulla pericolosità di queste frequenze.
Il servizio si sviluppa attraverso misurazioni di campo all'interno di scuole che usano il Wi-Fi e dichiarazioni tecniche che agli occhi di qualsiasi persona un minimo preparata non possono non apparire quantomeno campate per aria.
A parte continue commistioni fra le tecnologie cellulari e quelle Wi-Fi, si arriva anche ad affermare che utilizzino le stesse frequenze, i tecnici in campo effettuano misurazioni comparando i diversi segnali senza, volutamente, tener conto delle diverse condizioni di utilizzo percui ne viene fuori uno scenario che in pratica dice : dove ci sono i cellulari le radizioni sono minime, dove c'è il Wi-Fi le radiazioni sono decine di volte superiori.
E' chiaro che se faccio una misurazione di campo per le tecnologie cellulari, che hanno frequenze molto più basse di quelle Wi-Fi, in un momento in cui le cellule non sono utilizzate rileverò una potenza di segnale molto bassa.
Se al contrario farò una rilevazione di un segnale Wi-Fi che lavora su una frequenza molto più alta mentre sarò all'interno di una stanza con tutti i PC accessi e magari una decina di download in corso, troverò una potenza di segnale decisamente più elevata anche se all'interno dei parametri massimi definiti dalle normative.
Ma lo scenario drammatico disegnato dai giornalisti della BBC non si ferma alla scuola dei bambini, prosegue anche oltre confine fino a Stoccolma dove si va a casa di una ragazza che si sta facendo dipingere i muri della propria stanza con una speciale vernice nera per bloccare le radiazioni.
In realtà non è poi dato bene sapere da quali tipi di radiazioni questa ragazza debba proteggersi.
Si arriva addirittura a parlare di livelli di invalidità civile per esposizione al Wi-Fi.
In tutto questo rumore apocalittico cerca di fare un minimo di chiarezza o per lo meno di far sentire un'opinione diversa il Prof. Repacholi che però viene inserito all'interno di un panino mediatico che avrebbe fatto invidia anche al buon Mimun.
Inoltre in più occasioni l'integrità del Prof. Repacholi viene "velatamente" messa in discussione tirando in ballo suoi passati interessi e consulenze ad aziende del settore.
Nei giorni subito successivi alla puntata in Inghilterra si è scatenata una feroce polemica non solo nel mondo delle telecomunicazioni ma soprattutto nel mondo scientifico che si è in generale schierato non tanto contro l'allarme lanciato dal programma ma quanto contro il modo non certo definibile trasparente ed equo con cui il problema è stato trattato.
La BBC ha aperto un'inchiesta interna mirata a chiarire se ci fossero state delle forzature e il risultato è stato un comunicato della ECU (Editorial Complaints Unit) a fine novembre 2007 in cui, seppur sostanzialmente ribadendo l'esistenza di un potenziale problema di salute pubblica, si ammettevano parziali forzature a favore della sola tesi basata sulle opinioni di Sir William Stewart.
E qui sta a mio parere la grave mancanza e il risvolto anche professionalmente triste dell'atteggiamento della redazione di Report la quale non ha fatto alcun riferimento alla rettifica della stessa BBC che, successivamente ad un'indagine interna, ha definito il proprio servizio non bilanciato e non completamente veritiero sui fatti.
Dichiarazione peraltro riportata da autorevoli testate giornalistiche come il The Guardian e quindi facilmente reperibile attraverso Google.
Questo modo di fare giornalismo sfortunatamente non dovrebbe essere di testate che hanno costruito la loro storia sulla credibilità e l'equidistanza, questo giornalismo non è comunicazione ma vero e proprio terrorismo psicologico gratuito.
Inoltre non mi è chiaro perchè in tutto il servizio Report non abbia fatto alcun accenno alla tecnologia Wi-Max del tutto assimilabile al Wi-Fi ma con potenze in gioco decisamente più elevate ( e con questo ancora non significa che sia per forza letale per la popolazione ).
Questo modo di informare mi fa venire in mente un sito scientifico che tratta del Monossido di Idrogeno ( questa la versione italiana ) in cui si afferma che questa sostanza sia ad esempio la principale causa delle pioggie acide, che mieta migliaia di vittime ogni anno per la sua inalazione e che sia stata sempre utilizzata dai peggiori killer protagonisti delle stragi nelle scuole.
Il Monossido di Idrogeno altro non è che l'acqua ma certo descritta così fa molta più paura.
Chissa se i signori di Report riteranno anche loro di dover fare una rettifica la prossima settimana dando magari voce anche a chi ha un parere scientifico contrario basato su dati altrettanto validi di quelli usati per lanciare l'allarme Wi-Fi.










