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Uairless!! di Nicola De Carne

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Bottom up….ma anche no….

Ieri sera ho letto e ascoltato con interesse un post di Robin Good, uno dei blogger di riferimento per la rete italiana, riguardo la prossima venuta di Al Gore a Roma e le politiche di coinvolgimento dei blogger italiani nell’evento.

In pratica sembra che dopo un entusiastico invito ai blogger e soprattutto agli influencers italiani a partecipare piu o meno numerosi all’evento che si prometteva Bottom Up e aperto alle domande live e soprattutto libere,  ci sia stato un dietro front degli organizzatori.

Cito un passaggio della mail di invito di Marco Montegnano riportata dallo stesso Robin Good :
"Per allargare però la partecipazione e evitare elite e
autoreferenzialità, in aggiunta si darebbe a ogni blogger una ventina di
inviti per i propri lettori (così che la domanda *live* a Gore, magari la
fa il blogger ma questa può essere la summa di quanto ognuno di noi sul
blog riceverà come commenti).

Non so come la vedi ma pensavo che potesse essere una buona idea che Al
Gore anzichè venire a fare solo la solita conferenza stampa incontrasse
i blogger italiani…

…E’ la prima volta a memoria, che si fa una cosa del genere – senza un
intento troppo marchettaro, non essendoci di fatto un prodotto da
vendere ma con la voglia di aprire ai blogger… "

Pare che qualche giorno dopo però sia arrivata una mail in cui si annunciava che, per problemi di gestione degli interventi e di minor tempo a disposizione rispetto il previsto, l’organizzazione era passata alla richiesta di pre-sottomettere le domande che sarebbero state poi votate da una non bene precisata giuria  e solo le più votate sarebbe state sottoposte al nuovo guru dell’ecosostenibilità e paladino del futuro della Terra.

Robin Good esprime quindi la sua perplessità e anche un amarezza su questa gestione non completamente coerente e forse poco bottom up, ma nonostante tutto si ripromette di esserci anche se con un provocatorio e simpatico "Al Gore ti aspetto fuori".

Personalmente non ci trovo nulla di strano e di così nuovo in questo atteggiamento che rispecchia quella che forse è la realtà del fantomatico mondo 2.0 e forse conferma un po i dubbi espressi da Kevin Kelly, protagonista da sempre della rete e autore di Out of Control, che in un recente e provocatorio articolo si chiedeva se il modello bottom up fosse reale o se in realtà anche la blogosfera necessiti di un controllo mediato Top Down, esattamente come, secondo me, è successo in questo evento tanto amplificato dalla blogosfera e che probabilmente senza la stessa non avrebbe avuto tanta risonanza nel pubblico ( o target ) di riferimento di Al Gore e della sua casa editrice.


PS: grazie ad Elena per l’ispirazione sul titolo :)



Commenti

Finche' ci sara' chi detiene una conoscenza e vorra' portarla a chi non ce l'ha, ci sara' sempre un sistema "broadcast" (uno a molti). Trasformare la comunicazione da "uno a molti" a " molti a molti" porta rumore di fondo nel canale comunicativo e di conseguenza l'informazione non potrebbe viaggiare... Alex
Mah, mi pare oggettivamente difficile garantire una comunicazione many-to-many all'interno di uno slot di tempo (per quanto ampio) finito ... non sarebbe piu' semplice postare le domande in un sito pubblico e poi votare quelle da utilizzare "live" ? Io utilizzo molto www.xing.com ma credo che uno valga l'altro. Mauro