Nicola De Carne -

« marzo 2008 | Principale | maggio 2008 »

aprile 2008

30/04/08

I suoi primi 15 anni

Tim Berners Lee, il papà del WWW, rilascia un'intervista su BBC Technology News e parla della nascita, della crescita e soprattutto del futuro del World Wide Web a 15 anni dal rilascio del codice pubblico e gratuito da parte del CERN.

Si sono solo 15 anni che il Browser, la finestra aperta sul mondo, ha fatto capolino in un PC, da quel non così lontano 1993.

Oggi il mondo della rete conta circa 165 milioni di siti vari secondo la Società di ricerca Netcraft ma siamo solo all'inizio e sarebbe bene ricordarsene ogni volta che le esigenze dei mercati finanziari decretano la nascita e la morte e poi di nuovo la rinascita della creatura di Sir Lee e compagni.

Consiglio sempre la lettura del bellissimo libro di Berners Lee "L'architettura della nuova rete" in cui il ricercatore ripercorre le tappe di una faticosa e interminabile corsa agli ostacoli fra la diffidenza e l'indifferenza di buona parte dei decisori.
Fra le righe potrete rivivere tutti gli stati d'animo tipici di chi è condannato a essere un pioniere.

Immagine di L' architettura del nuovo Web       

Nova100 tags: , , ,

Più Wi-Fi per tutti

Un po di tempo fa avevo scritto sul nuovo fenomeno del taglio del nastro virtuale per l'inaugurazione di aree wi-fi gratuite durante le campagne elettorali.
Infatti è sempre più frequente che i candidati sindaco o gli assessori in generale durante il periodo elettorale promettano innovazione tecnologica al posto dei "vecchi"centri sportivi, case di riposo, piscine, ecc.

E' il caso del candidato Sindaco di Londra Brian Paddick che dal proprio sito promette di trasformare Londra nella prima citta completamente Wi-Fi Free.

Una cosa interessante comunque Paddick la dice affermando che si impegnerà a dialogare con le strutture private per far si che Londra diventi una città Wi-Fi, il che mi sembra un approccio molto intelligente e forse l'unico sostenibile per la creazione di reti metropolitane.

Consiglio per la Moratti, meglio che si sbrighi se non vuole farsi bruciare sul tempo dal potenziale collega londinese....

Nova100 tags: , , ,

29/04/08

Twitter per tutti?

Riporto un interessante articolo su ZDNet dove Steve O'Hear  si chiede se mai Twitter potrà diventare uno strumento mainstream visto anche il valore altissimo che gli viene accreditato, da 60 a 150 milioni di Dollari.

Steve fa una giusta riflessione sugli utilizzatori di Facebook considerando quest'ultimi un pubblico relativamente limitato perchè più specializzato rispetto gli appassionati di quello che si può in effetti considerare il mainstream dei Social Network e cioè Facebook.

Da qui la domanda : diventerà mai mainstream? o lo diventerà proprio grazie al fatto che gli stessi social network faranno da traino perchè grazie al suo utilizzo si potrà rimanere in costante contatto con i "geek" ( quanta tristezza mi fa sto termine...) della rete?

L'aspetto più interessante che emerge però è la considerazione che in effetti Twitter deve la maggior parte del suo successo alla politica, a mio parere centratissima, di rilasciare le API per lo sviluppo di applicativi di terze parti che hanno generato un ecosistema di comunicazione spontaneo e soprattutto gratuito che ha non solo fatto da ponte virale ma anche reso sempre più semplice l'uso del malefico microblogging.

Questo conferma che l'espansione dei social network dovrà obbligatoriamente passare attraverso lo sviluppo e il rilascio di Open API che consentano un'integrazione sempre più profonda fra le tecnologie di relazione per far si che ognuno possa portarsi dietro la propria esperienza digitale a prescindere dal dominio in cui  sta operando.

Nel frattempo speriamo che qualcuno trovi un modello di business per Twitter e per la maggior parte dei social network in giro per la rete.

Nova100 tags: , , ,

27/04/08

the free culture must survive

Leggendo questo articolo apparso su ARS Technology ho avuto tre reazioni consecutive :

La prima è stata un sorriso ironico

La seconda una risata

La terza un sollievo derivante dal fatto che non solo in Italia abbiamo testate giornalistiche come Libero e Il Foglio.

Il sorriso ironico era verso l'arteffata interpretazione della testata ultra conservatrice e filo repubblicana RedState che accusava Barack Obama di essere un anti cristiano solo per il fatto di aver appoggiato la candidatura al senato del padre della Free Culture, Lawrence Lessig.
Tutto quanto nasce da un video che riporta una lezione di Lessig alla Stanford University sull'importanza del mix e sull'impatto delle tecnologie su questa nuova forma espressiva, portando ad esempio un video virale prodotto da Javier Prato ( un viral video producer di indubbia creatività ) per il lancio di un musical sulla vita di Gesù.

 

Jesus Christ: The Musical

Premettendo che ritengo questo video decisamente ironico e personalmente non offensivo della morale cristiana, rispondo subito a quanti potranno indignarsi che sono nel pieno diritto di farlo esattamente come Javier Prato era nel pieno diritto di crearlo e le persone come me sono nel pieno diritto di sorridere e passarci sopra.

Questo perchè siamo in uno stato libero, spero il piu a lungo possibile, e questo fa la differenza fra noi e un popolo che sfortunatamente deve convivere ogni giorno con la violenza di chi non vuole che si esprimano opinioni differenti dalla sua interpretazione della religione o del credo politico che sia.

Il video comunque è diventato famoso per la guerra legale che si è scatenata fra lo stesso Javier  e la Universal Music che non ha tanto dimostrato preoccupazione per la morale del video quanto per il fatto che la colonna sonora utilizzata è il brano di Gloria Gaynor "I Will Survive"  di cui la Universal è detentrice e per cui non si è vista riconoscere nulla.

Questo era il tema della lezione di Lessig.

Ma la notizia è stata usata dalla testata RedState per attaccare il candidato democratico Barack Obama incolpandolo di essere un denigratore di Gesù, pronto ad appoggiare addirittura teorie blasfeme sulla sessualità dell'uomo di Nazareth.

Non ho particolare feeling con Barack Obama come peraltro non ne ho con la  Clinton ma ritengo che questi tipi di attacchi siano oltre che pretestuosi anche un po tristi e vuoti di contenuti.
Temo purtroppo che l'attacco non sia solo nei confronti di Obama ma anche verso lo stesso Lessig che rappresenta sempre più un punto di riferimento per quanti vogliono provare a costruire un eco sistema di comunicazione  sostenibile partendo dalla costruzione della stessa rete che sia open network, open spectrum, e open content.

I giornali e le televisioni ad esempio parlano del web citando i rapporti dei grandi centri di ricerca e ci rassicurano sulla libertà di espressione affermando che il popolo di Internet è in continua crescita grazie anche all'ingresso nella rete di popoli fino ad oggi emarginati come quello cinese ma omettendo di specificare che i navigatori del sol levante in realtà vivono in un'immensa e distorta Intranet il cui Admin si chiama "governo".

Costruire e vigilare su reti di comunicazione aperte e interscambiali è la condizione inderogabile per lo sviluppo di una conoscenza collettiva del mondo che ci circonda e quindi un requisito fondamentale per vivere in una società libera perchè consapevole.

Nova100 tags: , , , ,

Enterprise 2.0 : motivarne l'uso

Enterprise206b_2


































By Geek and Poke



Nova100 tags: , ,

26/04/08

Il Web 2.Qualcosa

Si è chiuso oggi il Web2.0 Expo di San Francisco organizzato da O'Reilly che con il termine 2.0 ha sicuramente inaugurato un'epoca che sta se non cambiando perlomeno significativamente caratterizzando questo decennio digitale.

Fra i mille appuntamenti, meet up, wiki moment, twitter contest, e i mille termini che tanto piacciono e soprattutto fanno guadagnare soldini e status sociale a questa fantastica nuova Borghesia 2.0, due notizie hanno in particolare attirato la mia attenzione e in qualche modo confermato quanto penso ormai da un po e cioè che il futuro delle tecnologie di relazione passerà obbligatoriamente attraverso tre elementi : la convergenza di tutte le nostre identità digitali attraverso i social graph, l'espansione degli open social e il cloud computing visto anche come software as a service.

Non per niente Microsoft e Yahoo! hanno annunciato a un giorno uno dall'altro due servizi che vanno in questa direzione.

La prima ha lanciato il Microsoft Live Mesh che potrebbe sembrare una più o meno semplice piattaforma di sincronizzazione fra diversi device ma in realtà potrebbe riservare piacevoli sorprese per quello che riguarda la creazione di grafi sociali. Il nodo anche in questo caso, come quasi sempre quando si parla di Microsoft,  starà nella volonta di lasciare sufficiente aperto il sistema, ma sembra che l'Azienda di Redmond si stia concretamente impegnando in questo senso.

Yahoo! invece ha ufficializzato lo Y!OS ( Yahoo! Open Strategy )  che consentirà agli sviluppatori di utilizzare degli Open API per sfruttare i 500 milioni di utenti unici che ogni mese affollano le pagine del portale e utilizzano i suoi servizi.

Illuminante la dichiarazione riportata nel post che annuncia il lancio della nuova piattaforma :

"There’s a massive, latent social network within Yahoo!, and we’re going to bring it to the surface. We’re making Yahoo! more social, but we’re not building yet another social network. We already have an incredible social network… we just need to unlock it."

Il primo interessante servizio presentato da Yahoo! si chiama Search Monkey che si ripromette di trasformare il motore di ricerca in un potente strumento in grado di darci non solo l'indirizzo ad esempio di un medico, ma anche il rating che questo ha avuto dai pazienti che sono collegati al network Y!OS nonchè la sua disponibilità di agenda magari sincronizzata con il vostro Yahoo! Calendar...... in pratica il sogno espresso nel famoso articolo su Scientific American del 2001 di Tim Berners Lee quando profetizzava il web semantico.

Di seguito il video dello speech al Web2.0 Expo di Ari Balogh, CTO di Yahoo!, riportato sul blog di Yahoo! ( se riuscite a resistere alla sua camicia guardatelo fino in fondo perchè interessante ).

Se questa strategia di apertura dei Social API verrà seguita dagli altri grandi portali potremo veramente assistere ad una rivoluzione del modo di vivere la rete, dove ognuno a prescindere dai social newtork di cui potrà o meno fare parte avrà la possibilità di interagire con i migliori servizi messi a disposizione in rete, compresi i Software as a Service, mantenendo un'unica identità digitale che racchiuda tutte le sue esperienze e che sia in grado di sincronizzarsi con i propri strumenti desktop.

Qualcuno sicuramente si starà chiedendo quali potranno essere i problemi per la privacy e i rischi derivati dalla concentrazione di tanti dati tutti insieme, ma questa è un'ardua domanda a cui dare una risposta e obiettivamente almeno per adesso non me ne preoccupo.

Penso invece al fatto che senza una strategia comune basata su standard aperti e quindi sull'interconnessione delle grandi realtà che racchiudono il 90% del popolo della rete il rischio concreto è quello dell'implosione delle mille frammentazioni che oggi viviamo e che per adesso stanno in piedi solo sull'onda dell'entusiasmo e della positività dei mercati che stanno ancora una volta drogando la percezione dell'utilità e della sostenibilità di modelli tanto inutili quanto fragili.

Nova100 tags: , , , , , , ,

25/04/08

il sentimento digitale

Jonathan Harris e  Sep Kamvar sono due visual artist che in questi giorni hanno creato un'installazione digitale al NYC's Museum of Modern Art intitolata "I want you to want me".

In pratica raccolgono profili e dati derivanti da siti di dating e attraverso un processo di analisi degli stessi li trasformano in immagini e animazioni con cui è possibile interagire attraverso un touchscreen.

Via

Il risultato è la visualizzazione di stati d'animo, esperienze, richieste, delusioni, in pratica una visualizzazione di un frammento di animo umano.

I due artisti hanno anche realizzato il sito wefeelfine.org dove attraverso una serie di filtri è possibile visualizzare in un'animazione grafica i sentimenti registrati in rete negli ultimi anni grazie all'elaborazione di milioni di Tag.  Sotto una schermata del Tag Cloud dinamico di Milano

Dinamyc_cloud_milano_2

Questi sono solo esempi di cosa è possibile creare applicando la creatività alla tecnologia e quali potranno essere gli impatti delle tecnologie di relazione anche sull'arte.

Emozionante

Nova100 tags: , , , ,

22/04/08

Scienza 2.qualcosa

Scientific American ha pubblicato un interessante articolo sull’impatto degli strumenti di collaboration online sulla ricerca scientifica e quanto questi stiano, seppur lentamente, cambiando il paradigma di accesso agli studi e soprattutto di collaborazione fra gli istituti di ricerca.

A dispetto di quanto si possa generalmente pensare gli Istituti di ricerca sono spesso fra di loro  estremamente competitivi e celano i loro segreti e i loro brevetti gelosamente nei caveau dei loro laboratori di ricerca.

Negli ultimi anni però molti centri si sono aperti alle tecnologie collaborative con risultati a volte eccezionali.

Il Massachusetts Institute of Technology ad esempio nel 2005, grazie ad un'iniziativa di un gruppo di studenti, ha creato OpenWetWare, una piattaforma di condivisione e collaborazione online nata inizialmente per rendere più semplici gli aggiornamenti e poi, grazie ad un uso intelligente di un semplice Wi-Ki, diventata una best practice per l'intero mondo scientifico che si affaccia al web 2.qualcosa.

In effetti strumenti come i WI-Ki, i Blog e alcune forme di social networking sono l'ideale per la condivisione scientifica e la creazione di team "allargati" che possono lavorare in ogni parte del mondo.

Significativa in questo senso la dichiarazione di Jean-Claude Bradley, un chimico della Drexel University, che dice  "we suddenly found people discovering us on Google and wanting to work together. The National Cancer Institute contacted me, wanting to test our compounds as antitumor agents. Rajarshi Guha at Indiana University offered to help us do calculations about docking—figuring out which molecules will be reactive. Now we’re not just one lab doing research but a network of labs collaborating."

Grazie al web 2. qualcosa quindi i laboratori possono abbattere le loro pareti e creare veri e propri network di ricerca in grado di lavorare in pratica 24 ore al giorno o destinare ricerche di nicchia a specializzati in ogni parte del mondo.

La strada è solo all'inizio e lo scetticismo è ancora fortemente radicato fra i ricercatori ma come dichiara Christopher Surridge, Managing Director della rivista online Plosone : "Web 2.0 fits so perfectly with the way science works. It’s not whether the transition will happen but how fast"

Via

Nova100 tags: , , ,

99 anni quasi tutti spesi per la scienza

Semplicemente i miei auguri a Rita Levi Montalcini e un grazie per il suo impegno nella scienza e per quanto può averci regalato con la sua umiltà.

Grazie

Nova100 tags: , ,

21/04/08

il Wi-Fi nell'era bizantina

Pare proprio ci sia qualcuno messo peggio di noi con i decreti pro digital divide.

Secondo il sito Fontanka.ru ( inutile cercare di leggerlo perchè è in cirillico ) il governo russo intenderebbe introdurre l'obbligo di registrare ogni apparato in grado di connettersi o di trasmettere un segnale Wi-Fi.

Si tratterebbe di un enorme passo indietro visto che attualmente in Russia è possibile collegarsi a reti pubbliche aperte in modo libero nella maggior parte del territorio.

Grazie a questa decisione ogni possessore di computer portatile, pda o altro oggetto wifi based dovrà registrarne la proprietà entro 10 giorni e successivamente all'accettazione della registrazione da parte dell'ufficio competente solo il proprietario potrà utilizzare la connettività.

La vita non sarà più semplice anche per chi vorrà creare una rete wireless domestica che si ritroverà a dover compilare qualche chilo di documenti per chiedere l'autorizzazione.

Il sito The Other Russia riporta l'articolo in inglese.

Speriamo solo che si limitino a comprarsi un pezzo di Alitalia senza ispirare i nostri governanti verso chicche di questo genere.

Via

Nova100 tags: , , , ,

Una rampa dalla Bavaria agli States

Immagino sia stato già abbondantemente riportato da blogger di tutto rispetto nell'ambito del non conventional advertising, ma dopo aver visto il video non posso far altro che riportarlo anchio per condividerlo con quanti capitino, e penso solo per caso, da queste pagine.

Si tratta del video risultato di una strategia  geniale della BMW per il lancio della serie 1 negli Stati Uniti.

In pratica racconta della fantastica storia di un immaginario paesino nella Bavaria chiamato Oberpfaffelbachen, di cui è stato anche fatto un sito Internet, in cui viene costruita una rampa di oltre 450 metri per letteralmente lanciare la nuova serie 1 oltre Oceano fino negli Stati Uniti.

Il video è un po lungo ma assolutamente da vedere.

       

Nova100 tags: , ,

19/04/08

Italia quartultima per l'uso di Internet.....

Secondo un rapporto pubblicato dalla Commissione Europea l'Italia sarebbe quartultima  per l'uso di Internet, davanti solo a Romania, Bulgaria e Grecia.
Sempre secondo il rapporto sembra che fra le principali cause ci sia la scarsa accessibilità alle reti a banda larga.

Meno male che abbiamo allargato l'Europa se no eravamo ultimi......

L'auspicio è che questo nuovo governo si attivi per la creazione di un sistema politico ed economico che faciliti la lotta al digital divide e soprattutto agevoli l'uso di soluzioni a basso costo e opensource.

Un buon inizio comunque potrebbe essere la cancellazione di un decreto che oltre che assolutamente inutile ha minato in modo significato la diffusione delle connessioni pubbliche in Italia e cioè il Decreto Pisanu che ha portato questo paese agli ultimi posti della democrazia digitale.

Nova100 tags: , , ,

Quando l'innovazione è in grado di emozionare..... all'estero....

Due ricercatori di Osaka hanno sviluppato un sistema di geo tagging e orientation sensor basato sulla piattaforma Android assolutamente impressionante e che apre una visione completamente nuova per l'interazione fra device mobili e ambiente.


Enkin from Enkin on Vimeo.

Rimango sempre piacevolmente stupito dalla genialità di alcune persone.

A questo proposito qualche giorno fa ho letto che al contest Mind The Bridge per la selezione di start up innovative italiane da portare nella Silicon Valley ha vinto una Società che ha presentato un guida multimediale turistica che, con tutto rispetto per chi l'ha creata, a mio parere, da quello che ho letto, di innovativo ha veramente molto poco.

Visti anche alcuni dei capital venture coinvolti nella manifestazione peraltro non mi stupisco di tale scelta.

Spero che possano trarre ispirazione da questi due ragazzi e capire come rendere veramente innovativa la loro proposition.


Nova100 tags: , , ,

Yochai Benkler e la richezza delle reti

Riporto un intervento di Yochai Benkler sull'importanza delle reti collaborative e dello sviluppo di tecnologie open in grado di rompere l'establishment delle grandi corporation e più che altro di creare dei nuovi paradigmi tecnologici che le stesse corporation per motivi quasi esclusivamente commerciali tendono ad osteggiare perchè potenzialmente pericolosi per il proprio business model.



A riprova della capacità di questo Professore di Legge di vedere oltre va notato che il video risale al 2005 ma ancora oggi le sue dichiarazioni e visioni hanno un suono estremamente attuale e sono ancora fonte di ispirazione per futuri e auspicabili nuovi modelli di rete partecipativa.

Le sue riflessioni sono state anche spunto per i nostri lavori di ricerca per la creazione di reti wireless collaborative in grado di generarsi attraverso la partecipazione attiva di ogni apparato che fa parte di quella rete.

Ma come spesso capita quando si ha a che fare con soluzioni disruptive le difficoltà non stanno tanto negli aspetti tecnologici, quanto nella reazione che l'establishment scatena davanti a nuovi paradigmi che, seppur semplici, mettono in discussione un sistema che ha abituato milioni di persone a comportarsi in base a precisi modelli di business.

Nova100 tags: , , ,

09/04/08

Scaricare nell'era 2.0

Livingsocial02_2













By Geek and Poke

07/04/08

L'opportunità partirà dal 2015

Expo1906 La scorsa settimana è stato un continuo di articoli, speciali e feste per l'importantissima assegnazione dell'Expo 2015 a Milano.
Le parole più ricorrenti sono state "occasione" e "opportunità" e di fatto proprio di opportunità, irripetibile forse, si tratta per una città che amo profondamente e a cui devo quel poco che ho potuto costruire.
Ma l'opportunità deve partire dal 2015 e non da questa settimana che, finite le feste a cui tutti i politici di ogni schieramento si sono affrettati ad affacciarsi, dovrebbe segnare l'inizio dei lavori.
Premettendo i complimenti al Sindaco di Milano, che certo non è esattamente in linea con le mie idee, e al suo staff per il lavoro svolto e soprattutto per il risultato ottenuto e strappato via con i denti visti anche i non troppi voti di scarto da Smirne, è veramente fondamentale che ora si vigili su come verranno spesi tutti questi soldi, tanti, che arriveranno per l'Expo per evitare che prevalga la tentazione di speculazioni edilizie e arrichimenti veloci sicuramente sempre molto forte in avvenimenti importanti come questi ( giusto ieri abbiamo vissuto a Milano l'abbattimento di un monumento allo spreco risalente a Italia 90 ).

In questi giorni si susseguono le polemiche, le dichiarazioni e le smentite sulle colate di cemento, sui grattacieli e le torri più o meno simbolo della manifestazione facendo anche molta confusione su quali sono le opere legate all'Expo e quali quelle già previste e in fase di realizzazione come il megacentro residenziale nell'area ex Fiera di Milano, ma la verità è che per adesso mi sembra di vedere tanti progetti fini all'evento in se e non progettati in una visione a lungo termine che veda la rinascita di Milano così come fu nel 1906 quandol'Expo ci lasciò in eredità il traforo del Sempione e un'enorme superfice verde che ancora oggi è il Parco Sempione e non una torre di 200 metri.

Come ha scritto De Rita nell'editoriale sul Corriere del 1° aprile non è l'evento in se che conta o il richiamo dei visitatori ma l'avvio di una lenta evoluzione del territorio e quindi non solo di Milano ma di una rete periferica che ha da sempre fortemente contribuito a fare di questa città una delle principali capitali economiche europee.

Ma soprattutto questa è l'occasione per Milano per non essere solo la capitale della moda, del design e un po' dell'effimero ma anche e soprattutto la capitale della ricerca, della tecnologia applicata in modo sapiente per la qualità della vita e per il rispetto dell'ambiente, del saper vivere una quotidianità che deve necessariamente riportare al rilancio sociale e culturale non solo della città della madonnina ma dell'intero paese.

Mi rendo conto essere un po' utopistico come obiettivo ma è l'unico modo a mio parere per non perdersi nei clientelismi, nelle spartizioni delle ricchezze sempre fra i soliti, nello sperpero del denaro per l'arrichimento della solita piccola cerchia che ritroviamo più nelle cronache mondane, se non giudiziarie,  che non nelle notizie economiche e finanziarie non dico internazionali ma almeno del nostro paese.

La riapertura della via dell'acqua è una grande iniziativa che a molti potrebbe sembrare un vezzo stilistico ma che io tendo invece ad interpretare come la volontà di costruire un futuro senza necessariamente sotterrare il passato, perchè la storia non sempre diventa le fondamenta del futuro, spesso ne è lo specchio e quella di Milano è stata una storia gloriosa.

E  onestamente non serve fare un'area di realtà virtuale per rivivere la storia di Milano ( non oso pensare quanti soldi butteranno via per questa Disneyland meneghina ) basta poter passare ogni giorno di fianco a quella vera per sentirne ancora l'energia.

Quell'energia che, come ha meravigliosamente scritto Sergio Romano sul Corriere del 31 marzo,  nel primo dopoguerra  servì ad una Milano che seppe ricostruire se stessa e guidare la ricostruzione del paese a passo di carica.

Nova100 tags: , , ,

Nova100