Nicola De Carne -

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26/03/08

La terza via del Municipal Wireless

E' molto molto tempo ormai che io e i miei compagni di avventura al Politecnico di Torino andiamo in giro professando la necessità di rivedere il modello di business delle reti wireless municipali.

Cerchiamo di sensibilizzare le amministrazioni pubbliche locali sulla necessità di concepire ecosistemi di comunicazione a banda larga senza fili costruiti attraverso le reti "naturali" già esistenti sul territorio come ad esempio i trasporti pubblici, gli uffici pubblici, i provider di utilities come acqua ed elettricità, lo smaltimento rifiuti, ecc.

Infatti fino ad ora se ci pensiamo bene  la connettività senza limiti di tempo a livello pratico è riferibile solo alle strutture e non agli utenti: le tariffe flat consentono di non staccare mai il proprio collegamento domestico o la connessione dell’ufficio, ma questo non riguarda in maniera immediata i fruitori della rete. Chiunque può collegarsi attraverso la propria connettività domestica, l’accesso a Internet sul posto di lavoro, a scuola / all’Università, presso le strutture ricettive o gli spazi pubblici dotati di aree wi-fi, ecc. ma ogni volta questo avviene come se si fosse in presenza di soggetti diversi.

Siamo quindi in presenza di una frammentazione della connettività wireless che ne annulla di fatto la sua principale caratteristica e cioè la pervasività.La connettività non legata alla persona ma al luogo fisico perchè appunto in presenza di progetti non organici sul territorio e specialmente quello comunale dove invece esistono una pluralità di reti “pubbliche” e “private”, le quali, nella migliore delle ipotesi, si ignorano o, peggio, si disturbano vicendevolmente contendendosi le risorse.

Un modello nel quale queste reti riuscissero invece a cooperare tra loro si tradurrebbe in un considerevole risparmio di risorse a livello di sistema e in una facilitazione all’accesso per tutti gli utenti (cittadini, aziende e P.A.).
Investimenti frazionati comportano un utilizzo non ottimale delle risorse; ogni rete deve essere autonoma e autosufficiente: perché ciò si realizzi c’è il rischio concreto che le singole reti siano in competizione per le stesse risorse entrando in conflitto con un conseguente decadimento delle prestazioni.

Tutto questo non richiede un salto tecnologico ma bensì culturale.

E questo salto in avanti pare che sia in atto in una contea della Florida, Broward County, dove il municipio, le scuole, gli ospedali, l'ufficio dello sceriffo e altri enti pubblici hanno creato un consorzio delineando le caratteristiche di una rete wireless "globale" che preveda l'utilizzo anche di diverse tecnologie di trasmissione e connessione e che sia in grado di creare quel famoso ecosistema di trasmissione sfruttando le risorse già in essere presso l'amministrazione pubblica per fornire servizi di connessione a banda larga gratuiti ai cittadini e a pagamento per le imprese e i servizi specializzati.

Chissa che prima o poi anche i nostri governanti capiscano come prendere la "terza via" per l'ottimizzazione delle risorse e la costruzione di servizi a valore aggiunto per i propri cittadini e per il tessuto produttivo del paese.

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Commenti

Tra l'altro il modello di condivisione che proponete e' l'unico (non uno dei tanti, proprio l'unico) che economicamente puo' stare in piedi.

Che feedback avete dalle PA ?

Ciao,
mauro

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