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Continuano i problemi per il Wi-Max e dopo un anno passato a colpi di hype cominciano ad emergere quelle che potrebbero essere le pecche di una tecnologia probabilmente sopravalutata e soprattutto sovrastimata con licenze vendute a suon di milioni di euro e di dollari.
In altri post ho riportato i nomi degli operatori nazionali ed internazionali che nel corso dell'ultimo anno si sono ritirati dal business del Wi-Max e primo fra tutti AT&T.
Notizia di ieri riportata da Punto Informatico della retromarcia di Gart Freeman, CEO di Buzz Brodband che in una recente manifestazione ha dichiarato che il Wi-Max, al contrario di quanto dichiarato dagli sponsor della tecnologia, in assenza di visibilità ottica ha performance anche al di sotto delle ormai "normali" frequenze a 2.4 Ghz a cui siamo abituati ( Wi-Fi ).
Non si è fatta attendere la risposta del fornitore di tecnologia di Buzz Broadband, Airspan, sempre riportata da Punto Informatico, che accusa Freeman di aver sbagliato in realtà il progetto oggetto delle disastrose considerazioni.
Ho letto la replica e onestamente mi sembra non abbia grandi fondamenta.
Il problema è che secondo me continuiamo a girare intorno alle soluzioni semplici ed evidenti facendo finta di non vederle probabilmente per giustificare economicamente e forse soprattutto politicamente costosissime licenze e promesse non raggiungibili.
Guardiamo un po più in basso appunto verso quelle frequenze che potrebbero veramente darci una mano per la lotta al digital divide che io sempre più chiamo cultural divide.
So di essere il milionesimo almeno che posta questo inno alla politica trash ma è stato più forte di me.
Anni e anni di passioni, di ideali, di "lotte", buttati nel CESSO!!
Scusate ma proprio non ce la faccio a non essere volgare.
E' molto molto tempo ormai che io e i miei compagni di avventura al Politecnico di Torino andiamo in giro professando la necessità di rivedere il modello di business delle reti wireless municipali.
Cerchiamo di sensibilizzare le amministrazioni pubbliche locali sulla necessità di concepire ecosistemi di comunicazione a banda larga senza fili costruiti attraverso le reti "naturali" già esistenti sul territorio come ad esempio i trasporti pubblici, gli uffici pubblici, i provider di utilities come acqua ed elettricità, lo smaltimento rifiuti, ecc.
Infatti fino ad ora se ci pensiamo bene la connettività senza limiti di tempo a livello pratico è riferibile solo alle strutture e non agli utenti: le tariffe flat consentono di non staccare mai il proprio collegamento domestico o la connessione dell’ufficio, ma questo non riguarda in maniera immediata i fruitori della rete. Chiunque può collegarsi attraverso la propria connettività domestica, l’accesso a Internet sul posto di lavoro, a scuola / all’Università, presso le strutture ricettive o gli spazi pubblici dotati di aree wi-fi, ecc. ma ogni volta questo avviene come se si fosse in presenza di soggetti diversi.
Siamo quindi in presenza di una frammentazione della connettività wireless che ne annulla di fatto la sua principale caratteristica e cioè la pervasività.La connettività non legata alla persona ma al luogo fisico perchè appunto in presenza di progetti non organici sul territorio e specialmente quello comunale dove invece esistono una pluralità di reti “pubbliche” e “private”, le quali, nella migliore delle ipotesi, si ignorano o, peggio, si disturbano vicendevolmente contendendosi le risorse.
Un modello nel quale queste reti riuscissero invece a cooperare tra loro si tradurrebbe in un considerevole risparmio di risorse a livello di sistema e in una facilitazione all’accesso per tutti gli utenti (cittadini, aziende e P.A.).
Investimenti frazionati comportano un utilizzo non ottimale delle risorse; ogni rete deve essere autonoma e autosufficiente: perché ciò si realizzi c’è il rischio concreto che le singole reti siano in competizione per le stesse risorse entrando in conflitto con un conseguente decadimento delle prestazioni.
Tutto questo non richiede un salto tecnologico ma bensì culturale.
E questo salto in avanti pare che sia in atto in una contea della Florida, Broward County, dove il municipio, le scuole, gli ospedali, l'ufficio dello sceriffo e altri enti pubblici hanno creato un consorzio delineando le caratteristiche di una rete wireless "globale" che preveda l'utilizzo anche di diverse tecnologie di trasmissione e connessione e che sia in grado di creare quel famoso ecosistema di trasmissione sfruttando le risorse già in essere presso l'amministrazione pubblica per fornire servizi di connessione a banda larga gratuiti ai cittadini e a pagamento per le imprese e i servizi specializzati.
Chissa che prima o poi anche i nostri governanti capiscano come prendere la "terza via" per l'ottimizzazione delle risorse e la costruzione di servizi a valore aggiunto per i propri cittadini e per il tessuto produttivo del paese.
E' così che si conclude la nuova lettera che Google ha inviato il 21 marzo all'FCC aprendo un nuovo importante capitolo verso la liberalizzazione degli spettri di frequenza utili per la costruzione di un vero ecosistema di trasmissione a banda larga e soprattutto a basso costo per la lotta al digital divide.
Dopo essere usciti dall'asta per l'assegnazione dei 700 Mhz come probabilmente i veri vincitori, non hanno sborsato alla fine un Dollaro e hanno ottenuto comunque di poter utilizzare una parte delle frequenze che gli incumbent vincitori saranno costretti a tenere aperti, Google lancia una nuova sfida e chiede di liberalizzare una parte del TV White Space che trasmette la televisione analogica americana che smetterà di funzionare nel 2009.
Secondo il gigante di Mountain View si potrebbe utilizzare il White Space o parte di questo per la realizzazione a basso costo di un sistema di trasmissione a banda larga e per questo si rende subito disponibile a mettere a disposizione la tecnologia necessaria " at no cost for the third part".
La strada anche in questo caso è lunga ma ormai la roadmap che Google ha disegnato per la costruzione di un openspectrum ha degli obiettivi molto chiari e che forse sarà difficile fermare.
Per la cronaca anche in Italia esisterebbe questa grande opportunità e insieme a persone molto capaci di questo paese lo abbiamo più volte fatto notare.....ma la speranza è sempre l'ultima a morire.
Due notizie mi hanno colpito leggendo il giornale di oggi.
La prima è che secondo l'Unicef ogni anno vengono prodotte 12 miliardi di pallottole.....due per ognuno di noi.
Inutile ogni altro commento......
La seconda è la sfida di Mehboba, una ragazzina afghana di 19 anni di Kabul che, sfindando ogni resistenza politico religiosa, sarà l'unica donna a rappresentare il suo paese come mezzofondista. Ma quello che mi ha colpito in particolare è stato ricordare che l'Afghanistan è stato escluso per anni dalle Olimpiadi perchè, giustamente, accusato di violazione dei diritti umani durante il regime dei Taleban.
Ma allora mi chiedo, come la mettiamo quest'anno con il governo che organizza le Olimpiadi e che ieri ha dichiarato che schiacceranno in modo fermo ogni tentativo di protesta timbrando come secessionisti, deliquenti e assassini un popolo che vorrebbe solo la propria indipendenza.
A dimenticavo, che stupido, l'Afghanistan non aveva un'economia in forte crescita e non rischiava con eventuali ritorsioni commerciali di affossare gli export di molti di quei governi, compreso il nostro, che predicano la democrazia nel Mondo e che non si fanno problemi a invadere nazioni nel nome della stessa.
La marcia di Lessig verso il Congresso Americano lo ha portato lo scorso 20 marzo a tenere uno speech a Washington in cui ha presentato il dettaglio del suo progetto "Change Congress" nonchè i 4 punti principali della sua proposta di riforma per la trasparenza della politica negli Stati Uniti.
A supporto di questo nuovo auspicato corso c'è proprio il sito Change Congress in cui verranno "mappati" i politici che presteranno fede ai 4 cardini di trasparenza proposti da Lessig e, grazie ad un Wiki, potranno essere monitorati e commentati dagli stessi elettori per i propri comportamenti.
Non so quanto tutto questo sarà fattibile ma come sempre è una grande provocazione del signore dell'open life.
Sono un fervido sostenitore della necessità, per consentire una lotta vera al digital divide non solo fra le aree geografiche ma anche fra gli abitanti di una stessa via, di prevedere modelli di connessione alle reti wi-fi gratuiti per la popolazione e finalizzati a servizi specifici.
La possibilità di connettersi gratuitamente a reti wireless in aree pubbliche è una condizione indispensabile per consentire un utilizzo "massificato" di questa tecnologia in particolar modo all'interno di aree urbane dove altrimenti il solo pagamento di una fee aggiuntiva ai normali costi telefonici domestici ne scoraggeranno l'uso.
Ma senza una finalità precisa di queste reti difficilmente potremo vedere persone che si collegano, se non sporadicamente, da Piazza del Duomo a Milano o da Piazza del Plebiscito a Napoli.
Per questo motivo a mio parere si rende indispensabile lo sviluppo di reti wireless metropolitane che non si limitino alla semplice connessione ( come se fossimo in presenza di migliaia di cavi appesi dai pali della luce ) ma che prevedano servizi utili al cittadino residenziale come al visitatore di passaggio.
A questo proposito avevo scritto un post qualche tempo fa
Ma qualcosa si sta muovendo e ultimamente, ad esempio, sono state lanciate due iniziative molto interessanti, la prima dalla National Express East Coast in Inghilterra e la seconda dalla Società di trasporti pubblici di Stoccolma.
Nel primo caso la National Express East Coast ha abbattutto il costo di connessione azzerando la fee di 4,95 sterline/ora solitamente richieste ai viaggiatori sulle proprie tratte per un collegamento broadband.
Il risultato è stata la triplicazione degli utilizzatori del servizio e presumibilmente un aumento dei clienti della compagnia. Indubbiamente la possibilità di ricevere connettività wireless a banda larga sui treni è il tema sempre più in grado di spostare l'ago della bilancia a favore del trasporto sui binari rispetto i voli aerei per le tratte a medio raggio.
A Stoccolma invece la compagnia di trasporti ha inaugurato un servizio che consente di avere connettività gratuita durante i viaggi extraurbani ricevendo anche informazioni sul viaggio, news, ecc.
In questo caso il servizio è fornito con un mix di tecnologia Wi-Max e Wi-Fi a riprova del fatto che non esistono tecnologie wireless concorrenti ma solo l'opportunità di creare ecosistemi di connessione che utilizzino le tecnologie disponibili ( Wi-Fi, Wi-Max, 3g, 4g, ecc.).
Non possiamo dimenticarci che esiste un tema legato alla sicurezza di queste connessioni che puntualmente viene tirato fuori in modo più o meno allarmistico e spesso, a mio parere, si tratta di azioni di terrorismo psicologico fatto da chi ha interesse che si blindino le porte anche dove basterebbe un semplice lucchetto.
Il problema sicuramente esiste ma come sempre è necessario valutarne gli ambiti di utilizzo e i veri livelli di rischio.
Business Week a questo proposito ha pubblicato un articolo interessante che lancia un giusto avvertimento sulle tematiche di sicurezza ma indicando allo stesso tempo alcune piccole precauzioni che chiaramente è sempre meglio adottare per evitare spiacevoli sorprese, dopo tutto non penso che qualcuno di noi urli il proprio codice segreto mentre sta facendo un prelievo al bancomat, bene le stesse semplici precauzioni valgono per una sana connessione ad un hot spot pubblico.
E' significativo che un Guru della sicurezza come Bruce Shneier abbia scritto questo interessantissimo post dove, dichiarando di avere una rete wireless domestica completamente aperta, si diceva stupito della reazione quasi scandalizzata di colleghi e amici per la presunta leggerezza informatica.
Sempre più spesso mi capita di parlare con responsabili IT che hanno crisi convulsive parlando del Wi-Fi per la propria azienda e poi lasciano che i dipendenti mandino in giro mail con contenuti sensibili in chiaro...........
Non è un'idea originale di Google, negli USA esistono già una serie di Società che offrono la produzione e la pianificazione di Spot TV a basso costo sui circuiti televisivi locali, ma la notizia sicuramente scuoterà gli animi dei pubblicitari di tutto il mondo e specialmente dei centri media.
Google supera i confini del Web ADV e sbarca nel grande nemico giurato della rete, la televisione, offrendo un servizio di sicuro interesse grazie al quale sarà possibile pianificare Spot TV nei circuiti delle TV locali.
http://www.google.com/adwords/tvads/index.html
La modalità è semplice e ricalca il successo di AD Words : mi iscrivo, carico il mio Spot TV ( max 30 secondi ), scelgo i canali su cui pianificare e il budget a disposizione.
L'idea è molto interessante ma penso difficilmente applicabile in Italia visto il monopolio totale di Mediaset e RAI e soprattutto l'assenza di network televisivi locali significativi.
Ma chissà magari potrebbe dare vita a forme di syndacation radio e tv locali in grado di veicolare i messaggi TV anche nelle periferie dell'etere.
bellissimo spot della London Transport
Via Seth Godin
Morire sul lavoro è un qualcosa che rende eroi del quotidiano quegli uomini e quelle donne che perdono la vita magari per mille euro al mese.
Ma suicidarsi a 40 anni perchè il lavoro non c'è e la tristezza, la vergogna e l'angoscia non ti lascianno respirare è una sconfitta per tutti noi e spero diventi un monito per tutti coloro che la mattina alzandosi non hanno il problema di guardare in faccia la moglie e i figli e che nella loro infinità stupidità pensano che capiti sempre agli altri.
Lo hanno fatto ancora! E si qualcuno ha osato ancora oltraggiare la sacra rete!
Red Ronnie in un'intervista su YouMark rilancia la battaglia epocale sulla musica su Internet SI la musica su Internet NO, mettendola sul piano della qualità e invita a "buttare" Internet per riavvicinarsi all'ascolto di qualità portando l'esempio di una ragazzina coreana che si esibirà con il suo Stradivari amplificato da casse fatte con lo stesso legno degli Stradivari.
Detto che in effetti da alcuni studi scientifici pare che l'orecchio delle nuove generazioni sia sempre meno in grado di sentire le frequenze alte ma che non tutti, io no sicuramente, possiamo permetterci delle casse Stradivari, spero che la Borghesia 2.0 non chieda indignata anche al povero Red di ritirare quanto ha detto in "offesa" della sacra rete.
No, non si tratta di una deportazione di tutto il personale Microsoft nelle gelide terre ai confini del Pianeta, ma della decisione dei vertici di Redmond di spostare buona parte dei database contenenti i loro 300.000.000 di utenti email in Siberia.
Le voci sul perchè di questa scelta sono molte ma una su tutte ne campeggia una e cioè il tentativo di Microsoft di sfuggire alla Foreign Intelligence Surveillance Act, la legge che regolamenta le intercettazioni elettroniche e che sotto l'amministrazione del buon Bush e dopo l'11 settembre ha subito un'inasprimento più volte contestato per gli eccessivi livelli di controllo a dispetto della privacy dei cittadini.
Infatti la FISA, nonostante sia scaduta e non rinnovata dal Congresso lo scorso 17 febbraio, potrebbe tornare in auge creando non pochi problemi ai grandi gestori di dati pubblici come appunto Microsoft, Google e Yahoo!
C'è anche da chiedersi se questi spostamenti in terre così disperse e lontane non siano invece un modo per essere più indipendenti rispetto i controlli sempre più severi delle autorità per la privacy sia negli USA che in Europa.
Ancora un bellissimo video del duo di Commoncraft in cui spiegano in modo molto semplice il funzionamento e il perchè di Twitter.
Commoncraft è una piccola agenzia composta da un ragazzo e una ragazza secondo me geniali che si sono inventati un modo decisamente disruptive per fare presentazioni efficaci che spieghino cose anche complicate di questo mondo digitale utilizzando pezzetti di carta e una telecamera.
Un programma televisivo che raduna intorno al tubo catodico 70 milioni ( detto anche 70.000.000 ) di appassionati telespettatori? si può immaginare di essere nell'evoluto occidente che sforna modelli di civiltà e che va a educare le popolazioni meno civili.
Sarà una nuova trovata di quel fenomeno mediatico della Maria De Filippi che ormai ci ha abituato a format sempre innovativi e che fanno grande audience?
No siamo negli Emirati Arabi e si tratta di "Million's Poet" un programma completamente dedicato alla poesia dove si fronteggiano poeti e narratori per ottenere lo scettro non solo per se stessi ma anche magari per la propria tribu. ( la presenza di poeti di origine tribale pare sia molto alta ).
Chiaramente il programma ha generato un fiume di polemiche e accuse da parte dei "fondamentalisti" che hanno ritenuto l'iniziativa ridicolizzante della cultura del paese ma i dati di ascolto e la grande partecipazione di pubblico hanno avuto la meglio e si è anche sentita qualche citazione polemica fra le righe delle poesie come ad esempio "servono più soldi, non possiamo berci il petrolio".
Nello studio comunque sono sopravvissuti alcuni dogmi come la divisione netta del pubblico in uomini e donne ma per lo meno non c'erano i tronisti.
E' solo un programma televisivo ma dovrebbe far riflettere sull'opportunità o meno di continuare con la favola dei paesi più o meno civilizzati e forse cominciare ad aver rispetto delle culture altrui valutandone gli aspetti positivi e negativi ma senza cercare di sovvertirne l'equilibrio.
Attenzione blog perditempo sempre intenti a perdere buona parte della vostra giornata ad aggiornare il vostro fantastico blog. potreste ricevere messaggi del genere......
Si tratta di un fantastico viral che integra splendidamente tecnologie di ripresa video con linguaggi RIA ( Rich Internet Application )
Cliccando alla fine del video potete andare sul blog da dove potrete rispedire il messaggio personalizzato a chi volete ( ci sono anche soggetti dedicati ai perditempo davanti alla televisione, allo sport, ecc. ecc. )
Altro esperimento interessante anche se un po' datato è il viral sviluppato per il lancio dell'album di Dylan a ottobre dell'anno scorso. Per vederlo potete cliccare qui