Il Wi-Max chi?
Continuano i problemi per il Wi-Max e dopo un anno passato a colpi di hype cominciano ad emergere quelle che potrebbero essere le pecche di una tecnologia probabilmente sopravalutata e soprattutto sovrastimata con licenze vendute a suon di milioni di euro e di dollari.
In altri post ho riportato i nomi degli operatori nazionali ed internazionali che nel corso dell'ultimo anno si sono ritirati dal business del Wi-Max e primo fra tutti AT&T.
Notizia di ieri riportata da Punto Informatico della retromarcia di Gart Freeman, CEO di Buzz Brodband che in una recente manifestazione ha dichiarato che il Wi-Max, al contrario di quanto dichiarato dagli sponsor della tecnologia, in assenza di visibilità ottica ha performance anche al di sotto delle ormai "normali" frequenze a 2.4 Ghz a cui siamo abituati ( Wi-Fi ).
Non si è fatta attendere la risposta del fornitore di tecnologia di Buzz Broadband, Airspan, sempre riportata da Punto Informatico, che accusa Freeman di aver sbagliato in realtà il progetto oggetto delle disastrose considerazioni.
Ho letto la replica e onestamente mi sembra non abbia grandi fondamenta.
Il problema è che secondo me continuiamo a girare intorno alle soluzioni semplici ed evidenti facendo finta di non vederle probabilmente per giustificare economicamente e forse soprattutto politicamente costosissime licenze e promesse non raggiungibili.
Guardiamo un po più in basso appunto verso quelle frequenze che potrebbero veramente darci una mano per la lotta al digital divide che io sempre più chiamo cultural divide.

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