Google guarda alle piccole e media imprese lanciando Google Sites
Giuro di non essere un dipendente di Google e a dire il vero per alcuni aspetti non mi stanno neanche così simpatici...... ma dopo il lancio di Google Talk ChatBack, oggi hanno rilasciato la nuova release dei Google Apps aggiungendo le funzionalità di collaboration di JotSpot e che va sotto l'etichetta di Google Sites.
In pratica si tratta di una soluzione di condivisione e collaborazione documentale piuttosto completa dedicata alle piccole e medie imprese, segmento di mercato a cui Google sta rivolgendo sempre più le sue attenzioni commerciali.
Per utilizzarla dovete avere un dominio Internet disponibile e abbinarlo al servizio ( se non lo avete potete registrarlo in modo semplice e veloce ).
Pur non essendo semplicissimo da configurare, sarà sufficiente avere delle conoscenze di base sulla gestione dei DNS per poterlo personalizzare ed utilizzare.
I possessori di un account google con @gmail.com, o con un dominio diverso da quello che decideranno di usare per creare il proprio Google Sites, potrebbero avere dei problemi conseguenti al fatto di avere due account di google distinti, uno per entrare nel proprio Google Sites e uno per la propria posta o il calendario usato fino ad oggi, ma con alcuni piccoli accorgimenti sarà possibile far convivere entrambe le proprie Google Identità.
Attenzione però : dovete scegliere la versione americana di Google Sites perchè quella italiana non ha proprio le funzionalità di collaboration di JotSpot.
L'evoluzione tecnologica sta abbassando sempre più le barriere di accesso delle piccole e medie imprese a soluzioni basate su Internet che consentano di ottimizzare la gestione aziendale. Questo chiaramente porterà ad un abbassamento dei costi di queste soluzioni e le web agency o le software house dovranno seguirne molto bene l'evoluzione per evitare di farsi spiazzare ritrovandosi velocemente fuori dal mercato.
In pratica penso che in futuro chi opera in questo settore dovrà sempre più preoccuparsi di fare consulenza qualificata e soprattutto di educare ad un uso consapevole delle tecnologie. Il valore aggiunto non sarà più il codice o il ferro ma la conoscenza che il consulente sarà in grado di trasferire al cliente per aiutarlo ad avere un uso corretto della tecnologia, preoccupandosi soprattutto di trattarla sempre come il fattore abilitante e non la chiave della propria idea di business.
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Se posso essere di aiuto nella configurazione della piattaforma non fatevi problemi a cercarmi su google chat






