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Uairless!! di Nicola De Carne

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Google guarda alle piccole e media imprese lanciando Google Sites

Giuro di non essere un dipendente di Google e a dire il vero per alcuni aspetti non mi stanno neanche così simpatici…… ma dopo il lancio di Google Talk ChatBack, oggi hanno rilasciato la nuova release dei Google Apps aggiungendo le funzionalità di collaboration di JotSpot e che va sotto l’etichetta di Google Sites.

In pratica si tratta di una soluzione di condivisione e collaborazione documentale piuttosto completa dedicata alle piccole e medie imprese, segmento di mercato a cui Google sta rivolgendo sempre più le sue attenzioni commerciali.

Per utilizzarla dovete avere un dominio Internet disponibile e abbinarlo al servizio ( se non lo avete potete registrarlo in modo semplice e veloce ).

Pur non essendo semplicissimo da configurare, sarà sufficiente avere delle conoscenze di base sulla gestione dei DNS per poterlo personalizzare ed utilizzare.

I possessori di un account google con @gmail.com, o con un dominio diverso da quello che decideranno di usare per creare il proprio Google Sites, potrebbero avere dei problemi conseguenti al fatto di avere due account di google distinti, uno per entrare nel proprio Google Sites  e uno per la propria posta o il calendario usato fino ad oggi, ma con alcuni piccoli accorgimenti sarà possibile far convivere entrambe le proprie Google Identità.

Attenzione però : dovete scegliere la versione americana di Google Sites perchè quella italiana non ha proprio le funzionalità di collaboration di JotSpot.

L’evoluzione tecnologica sta abbassando sempre più le barriere di accesso delle piccole e medie imprese a soluzioni basate su Internet che consentano di ottimizzare la gestione aziendale. Questo chiaramente porterà ad un abbassamento dei costi di queste soluzioni e le web agency o le software house dovranno seguirne molto bene l’evoluzione per evitare di farsi spiazzare ritrovandosi velocemente fuori dal mercato.

In pratica penso che in futuro chi opera in questo settore dovrà sempre più preoccuparsi di fare consulenza qualificata e soprattutto di educare ad un uso consapevole delle tecnologie. Il valore aggiunto non sarà più il codice o il ferro ma la conoscenza che il consulente sarà in grado di trasferire al cliente per aiutarlo ad avere un uso corretto della tecnologia, preoccupandosi soprattutto di trattarla sempre come il fattore abilitante e non la chiave della propria idea di business.

Per chi fosse curioso di vedere il panorama degli applicativi office 2.0 segnalo questo sito.

Se posso essere di aiuto nella configurazione della piattaforma non fatevi problemi a cercarmi su google chat

Commenti

Sono rimasto molto incuriosito da questo articolo, anche se la tipologia di servizi "fai da te" sono già in voga sul Web da un po'. Tuttavia non credo che il cliente che desideri usare un tool come quello segnalato nell'articolo, possa essere interessato a soluzioni di qualità. Anche in assenza di una risorsa così accessibile, dubito che spenderebbe mai 3mila o 6mila euro per una consulenza di usabilità per il proprio sito di e-commerce. Rendere accessibili a tutti gli strumenti del "fai da te", non implica che il prodotto possa poi essere accessibile ed usabile da tutti al meglio. Ci sarà sempre chi sul mercato preferira un "distinguish" fatto di qualità, di prodotti usabili ed universalmente accessibili. Addirittura il diffondersi di questi strumenti, potrebbe solo giovare a chi fornisce servizi verticali di alta qualità.
Ciao, in realtà questi sono strumenti che necessitano, per un utilizzo ottimale, di un po di analisi e studi non tanto per capire come funzionano ma quanto per capire come possono essere funzionali alle esigenze e agli obiettivi dell'azienda. Soprattutto ci vuole una certa "pazienza" e capacità di coinvolgere il personale in un percorso di ricerca della migliore configurazione possibile che quasi mai si riesce ad ottenere al primo passaggio. Quello che vedo è che i tentativi del completo fai da te da parte di piccole ma anche medie imprese falliscono proprio per l'assenza di un coordinamento del progetto di implementazione.