Nicola De Carne -

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22/01/08

WebTV..... back to the future?

Si fa sempre più un gran parlare di NET TV, WEB TV, ecc.ecc. con tutte le derivazioni del caso, On Demand, Streaming, P2P e quanto altro l’evoluzione tecnologica in veloce avanzata ci consente di realizzare.

Siamo sicuramente in presenza di un fenomeno di business che sta vivendo il suo apice dell’Hype Cycle come ci illustra in un bel intervento Tommaso Tessarolo sul suo Blog ma che mi porta ad una serie di riflessioni.

Mi sento dire che la Net TV mangerà la TV e che già oggi questo fenomeno è in atto, con la televisione su Internet che “ruba” punti percentuali agli investimenti pubblicitari sul vecchio tubo catodico e le agenzie media che corrono ai ripari cominciando a proporre pianificazioni alternative.

Su questo punto peraltro Massimo Scaglioni ha scritto un articolo interessante su Corriere Economia di ieri in cui rifletteva sulla possibilità che questi trionfali annunci di crescita degli investimenti pubblicitari online, a scapito del vecchio media, non siano distorti proprio dal monopolio della TV nel mercato pubblicitario tale per cui anche per piccoli scostamenti percentuali, e di questo ad oggi si tratta, l’onda di attenzione conseguente risulta alta.

E’ innegabile che il drastico abbassamento dei costi di produzione dei video, l’affacciarsi di tecnologie opensource e l’aumento generalizzato della banda larga, sempre a minor costo, stiano non solo facilitando ma soprattutto stimolando la crescita esponenziale della produzione, del consumo e dello scambio di materiali video online, ma ciò nonostante varrebbe la pena fermarsi su due piccole riflessioni.

In una recente intervista su VisionPost, Valerio Zingarelli, uno dei fautori delle reti mobili in Italia e attualmente AD di Babelgum (la nuova webTV di Fastweb), ha confermato il trend estremamente positivo di consumo di video online non solo nel  Mondo ma anche in Italia.

Quello che però probabilmente manca ancora è un modello di business o anche solo una visione chiara di cosa possiamo fare con i video online e soprattutto con la televisione su Internet.

Quali sono i modelli pubblicitari che dovrebbero sostenere poi la produzione e la distribuzione di materiali ad alta qualità?

Ad oggi siamo in presenza di una distribuzione dei video su Internet che mutua la sua natura dalla televisione dei nostri salotti e quindi si limita al broadcast di un segnale che viene consumato più o meno passivamente dai navigatori che, probabilmente inconsciamente, si trasformano in telespettatori digitali.

Le offerte attualmente sul mercato usano Internet quasi esclusivamente per il trasporto del contenuto e non per sfruttare le opportunità date dall’interazione che il protocollo Internet abilita.

La televisione “democratica”, quella che chi fa WebTV oggi dice che mette al centro il navigatore/telespettatore, non si può limitare alla possibilità di crearmi un mio palinsesto, questo lo posso già fare con SKY banalmente con il mio decoder e un semplice telecomando e già ho problemi a giostrarmi fra le decine e decine di canali.

Perché quindi, non dico mia mamma che ha 76 anni e adora “Un posto al sole”, ma per lo meno mia sorella dovrebbe oggi prendersi la briga di guardare su Internet un film che presumibilmente potrebbe vedere sul satellite, sul digitale terrestre o ancora più banalmente nello stesso identico modo sulla RAI o Mediaset o La7?

Personalmente penso sia necessario uno sforzo non solo tecnologico ma soprattutto creativo di chi è impegnato nello sviluppo di modelli di business basati su questa nuova tecnologia e che punti alla vera creazione di canali multimediali i cui contenuti siano usufruibili, smembrabili, riutilizzabili, condivisibili dal basso.

Il rischio altrimenti, e questa è la seconda e ultima riflessione, è che non sarà Internet a cambiare il modo di vivere la televisione ma forse la televisione che, insinuatasi nella rete come un virus, trasformerà il nostro monitor nel nuovo focolare casalingo, riducendo così la stessa Internet ad un surrogato del tubo catodico così tanto bistrattato.

La premessa che non ho fatto è che io non sono chiaramente un esperto di WebTV e per questo mi rimetto a chi esperto lo è o si sente tale.

In alternativa posso sedermi in poltrona e  aspettare il 2018 dove, sempre secondo la Hype Cycle tracciata da Tessarolo, la WebTV sarà in buona parte delle nostre case.

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Commenti

Ciao,
Mi è capitato varie volte di affrontare lo stesso argomento, se non da esperta almeno da addetta ai lavori. Continuo a pensare che la falla nel ragionamento sia nell'ipotesi di fondo, ossia la fede nel meccanismo per cui i nuovi media sostituiscono i vecchi. Un proclama vecchio di quasi un secolo, ormai, eppure sempre smentito dai fatti: credo che anche in questo caso i due contendenti, come già fanno, sopravviveranno l'uno accanto all'altro, dividendosi equamente il campo a seconda dell'inclinazione di ciascuno (che non proviene da qualche mostruoso supervisore e manovratore di coscienze, ma dagli stessi spettatori e utenti che decidono come, quando e perché affidarsi a un medium invece che a un altro).
Paola

Sono d'accordo con Paola. Anche la tv nacque come mera trasposizione del teatro via etere. Immaginate che noia!!!!
La vera forza della NetTv non sta tanto nell'interattività (che te ne fai mentre guardi un film???), quanto e piuttosto sull'offerta. Se un film me lo posso guardare sia dal satellite sia dal web probabilmente me lo guarderò dal satellite. Ma se, per ipotesi, da un sito io posso vedere tutta la produzione cinematografica mondiale (Bollywood compresa) allora le cose cambiano. Ma cambiano ulteriormente se non solo ho un'offerta smisurata ma se ho anche un pubblico che mi guida e aiuta nelle scelte. Questa è la vera grande rivoluzione. Palinsesti costruiti sulla mia misura, da me secondo le esigenze del momento. Questa è l'interattività che importa.
Oppure la possibilità di produrre infiniti contenuti, vedi il saggio di tua figlia, oppure la partita di basket del figlio, pensati per pubblici veramente ristretti. Pensiamo a interattività soprattutto di scelta più che di interattività dei contenuti.

Sono daccordo sulla considerazione che i nuovi media non possano sostituire i vecchi, specialmente se questi sono mass media, e che debbano essere invece vissuti e utilizzati all'interno di un mix di offerta da cui poter attingere e con penetrazioni diverse anche in base all'eventuale specializzazione di canale.

Interessante anche il punto di vista di Lorenzo che vede una grossa potenzialità proprio nella possibilità di personalizzare il proprio bouquet inserendo anche contenuti propri da condividere magari con chi si vuole.

Altro aspetto che penso sia interessante è forse la possibilità per piccole realtà locali di avere un canale di trasmissione per poter comunicare la propria realtà territoriale, come sta avvenendo con alcuni progetti pilota nel sud Italia.

Ma da queste considerazioni mi sorge una domanda ( piu o meno spontanea.... ) : non siamo in presenza di un modello di fruizione ancora un po complicato per un popolo televisivo abituato a vedersi sparare negli occhi i contenuti comodamente seduto sulla propria poltrona? di quanti salti generazionali avremo quindi bisogno per vedere questa nuovo media salire sul gradino dei mainstream?

Sto anche cercando di capire quali possano essere i modelli pubblicitari in grado di valorizzare tutte le caratteristiche innovative di questo nuovo media. E' lo scambio dei video con dentro la pubblicità?( mah ) E' la possibilità di interagire con gli stessi contenuti? o cos'altro?

In effetti la domanda che ti poni è fondamentale. Perchè mia sorella dovrebbe prendersi la briga di accendere un pc per guardare la tv o (supponendo che si sviluppino tecnologie che permettano di vedere la tv on-line direttamente sulla tv del salotto) scegliere la web tv piuttosto che canale 5?
Le sperimentazioni che ha attuato Tommaso con la sua N3Tv mettono a disposizione già qualche "programma": pillole di news, alcuni live show a cadenza settimanale! Certo sono sperimentazioni prodotte a basso costo, credo che con sponsor massicci ci si potrebbe sbizzarire di più in creatività!
Per me rimane comunque fondamentale la nascita e lo sviluppo nel mercato di una tecnologia che permetta la fruizione attraverso la tv di casa. Senza questa comodità è difficile che un non addetto ai lavori cambi le abitudini di guardare la tv dal divano.

Che sia internet a cambiare il modo di vivere la televisione, non ho dubbi. Specie nel virtuale monopolio televisivo italiano. Mi chiedo: come reagirebbero i vertici di Mediaset (se non l'hanno già fatto: questo timore viene da lontano) se ci fosse un calo di audience nel prime time del 20% causato da internet? Perché questi fenomeni non credo siano graduali, anzi.
Inoltre, quello che secondo me sconvolge qualsiasi modello di business è la massiccia presenza degli user generated contents che sulla rete contendono il successo a qualsiasi produzione creativa di tipo tradizionale.
Vedremo.

I vertici di Mediaset penso abbiano già cominciato a reagire anticipatamente rispetto ai possibili cali di audience e all'erosione dei propri budget pubblicitari ma ho l'impressione che non abbiano ancora la cultura di Internet e tendano a gestire i loro prodotti in rete come se stessero creando dei palinsesti e dei format televisivi.
Per assurdo la velocità nell'elaborazione dei dati e dei feedback e la conseguente reazione che caratterizza i manager Mediaset sta attualmente, forse, decretando lo scarso successo , in proporzione ai successi televisivi, dei prodotti Internet del gruppo.
Ed è proprio questo secondo me il problema nella valutazione del media Internet rispetto Internet e cioè le differenti velocità di gestazione delle iniziative che prendono vita sui rispettivi canali.

I fenomeni di Internet, nonostante si possa credere il contrario, sono lenti ma inarrestabili e quindi difficilmente credo che possano cambiare gli equilibri all'improvviso o dalla sera alla mattina.

La televisione, ma anche i giornali, generano reazioni decisamente più veloci nel pubblico e quindi creano fenomeni anche fulminanti ma difficilmente duraturi ormai.

Comunque secondo me non bisogna mai dimenticare ancora l'enorme differenza in termini numerici, fra gli interlocutori della televisione e quelli della rete, magari più qualificati ma sicuramente minori, ancora per oggi e forse per un bel po.

Il discorso che si sta facendo su chi vincerà tra tv e web è ancorato alla situazione odierna. Tra un po' di tempo nessuno si chiederà se la tv arriva via etere, satellite, Iptv o web. Un po' come succede oggi per la tv via etere o via satellite. Ci sarà una commistione degli strumenti e dei canali. Se io accendo la mia tv e vedo dei contenuti che provengono dal web per me la differenza è nulla, guardo la tv e basta.
Collegare il pc alla tv costa pochissimi €. I set top box del futuro (o del presente) faranno anche questo, le varie console di gioco possono fungere tranquillamente da settopbox, e comunque sarà sempre più facile vedere internet dalla tv.
Il punto è un altro e il futuro della webtv si gioca tutta tra: i modelli di business dei web editori televisivi e le logiche dei nuovi palinsesti.
Nel primo punto sono essenziali le questioni dei nuovi format pubblicitari [ già oggi è possibile scaricare dei film e visualizzare uno spot diverso per utente..., quindi non integrato nel file video stesso]. Nel secondo come gli utenti interagiranno con l'enorme mole di contenti disponibili 7/24/365. Io credo emergeranno dei nuovi aggregatori, un po' come la tv generalista di oggi [per capire: guardo il Grande Fratello non sul canale tv Endemol ma sui canali Mediaset]. Nessuno ha voglia di cercare un'ora il filmetto da vedere la sera, ma sarà entrando sul proprio portale o portali di fiducia in cui avrà accesso a una serie di proposte già commentate da esperti e/o altri utenti che potrà scegliere in un secondo tra 1000 proposte.

Quindi delle porte da cui io posso scegliere facilmente i film o i contenuti in generale in base a una griglia data dai miei gusti, ricavati dalle mie abitudini e magari dalle informazioni che condivido con il mio network, dai consigli degli esperti e da un'applicazione più o meno massiva delle tecniche di folksnomy e quindi tag attraverso cui facilmente potrò trovare quanto più mi aggrada.
Mi sembra interessante!

Questa mole di dati può consentire anche all'editore di fornimi quelle informazioni promo pubblicitarie che implicitamente ho indicato come mie possibili preferenze, chiaramente sempre dietro mia autorizzazione.

Più o meno. Tutto torna.
Il palinsesto: ricordiamoci come funziona I Tunes, che scarica in maniera automatica i podcast sul nostro pc, spostiamolo sui contenuti di una videocommunity o content community, pensiamo a dei feed legati a utenti o a un grado di apprezzamento, o a un tag, avremo un palinsesto che si scarica automaticamente sulla nostra macchina e a disposizione subito, oppure semplicemente la visione della playlist dell'amico o dell'esperto che ci segnala il film o la serie tv da vedere al volo. Tutto senza per questo rinunciare al film in payperview in fullhd, oppure a Markette sulla 7 via etere. E' tutto lì.
Ma il web ha una serie di vantaggi: flusso univoco verso ogni utente, come dici tu Nicola, pubblicità sui miei gusti o legata al contenuto, dati precisi sugli accessi, possibilità di controllare cosa realmente piace, migliore possibilità per nuovi autori o artisti di emergere. La possibilità di offrire tutto il contenuto possibile in diretta: l'evento sportivo dietro casa mia, il saggio del nipotino. Costo quasi zero, target di 150 spettatori. Altro che coda lunghissima. Si tratta di coda immensa.
Se questo sistema non è perfetto ditemi voi cosa manca...!

Io direi di dire basta ai megaportali che contengono ogni sorta di video di qualsiasi genere. Sarebbe molto interessante dare spazio a portali di news indipendenti e fuori dai soliti schemi di potere economico e politico. L'Italia è piena di spunti, ho visto ad esmpio http://www.messinawebtv.it che ritengo molto utilie come per riportare a casa con il cuore i messinesi sparsi nel mondo. Altri portali che io seguo spesso sono http://www.arcoiris.tv e http://www.kayenna.it, una web tv secondo me molto interessante perchè tratta argomenti diversi che divertono e fanno riflettere allo stesso tempo, con un ottimo esperimento di trasmissione in streaming in alta definizione..
Il futuro è alle porte ma non dimentichiamo una bella passeggiata nei prati.

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