Quanti fili perderemo dal 2008?
Continua l’espansione del mondo wireless che ci circonda ed è sempre più difficile delinearne i contorni e soprattutto i confini che ci sono fra le varie tipologie di connessione alle reti senza fili.
Sembra proprio che il 2008 possa essere l’anno zero di una vita wireless vissuta in modo più o meno naturale e continuativa o per lo meno facile e trasparente per il consumatore finale.
Mentre la presenza nativa della connettività Wi-Fi sui PC portatili è ormai un fatto scontato ( in molti casi i portatili possono connettersi anche al protocollo 802.11a che consente di usufruire di una banda di oltre 100 Mb per lo meno in rete locale ) la diffusione sempre più ampia di telefoni cellulari e PDA con capacità di connessione al Broadband 3G e alle reti Wi-Fi e soprattutto con capacità di gestione di queste connessioni a partire dalla configurazione semplice dell’account fino alla gestione delle risorse energetiche, apre scenari estremamente interessanti se abbiamo il coraggio di analizzarli con una visione almeno a 3 anni da oggi.
Parallelamente a telefoni cellulari e PDA, stanno facendo la loro comparsa sul mercato anche macchine fotografiche digitali, consolle di videogame, lettori MP3, come l’Ipod Touch che consente la connessioni agli hot spot Wi-Fi e la possibilità di scaricare sul proprio lettore la musica direttamente da Itunes, memorie flash Wi-Fi embedded in grado di connettersi direttamente alla rete e ai servizi di storage e condivisione di immagini come Picasa, Flickr, Istock, ecc. e navigatori satellitari con SIM telefonica e client Wi-Fi in grado di decidere a quale tecnologia wireless connettersi per inviare e ricevere informazioni
Inoltre le tecnologie mobile broadband 3G come UMTS e HSDPA stanno facendo passi da gigante consentendo sempre più connessioni ad ampia banda e soprattutto sempre più diffuse sul territorio.
Tutto questo farebbe pensare che in un futuro molto prossimo non sarà più essere necessario differenziare le varie tecnologie di collegamento wireless ma si dovrà parlare di un ecosistema di telecomunicazione wireless a cui potremo collegarci grazie ad apparati sufficientemente intelligenti in grado di decidere per noi a quale rete collegarsi in modo assolutamente trasparente e consentendoci così di rimanere collegati il più a lungo e nel modo più costante possibile ( questo sempre per chi ne vede dei vantaggi per la proprio vita professionale ma anche privata ).
Provo di seguito a delineare quelli che potrebbero essere alcuni degli scenari futuri delle telecomunicazioni Wireless ( affronterò il tema in due “puntate” vista la lunghezza del feed )
Gli apparati di uso quotidiano : sempre più Wireless
Gli apparati che ormai usiamo quotidianamente stanno diventando sempre più capaci di connettersi alle tecnologie di comunicazione senza fili.Abbiamo già visto come apparecchi di per se realizzati per comunicare senza fili siano sempre più in grado di gestire diversi tipi di connessioni, ma oggi possiamo trovare anche elettrodomestici come la nostra lavatrice che nascono con la possibilità di connettersi alla rete wireless domestica a cui può collegarsi anche il nostro frigorifero comprensivo di un tablet PC grazie al quale possiamo navigare sempre in wireless nella nostra cucina e magari vedere chi sta citofonando al portone attraverso un nuovo sistema di videocitofonia basato su protocollo Internet.
Anche la propria auto ormai può essere equipaggiata con una scheda Wireless in grado di connettersi alle reti Wi-Fi e scambiare informazioni e contenuti una volta parcheggiata nel proprio garage o presso l’assistenza tecnica.
Questo scenario determinerà a lungo termine però la necessità di dare capacità alle macchine collegate di poter parlare fra di loro ed essere in grado di capirsi e di reagire a determinate condizioni comportandosi da nodo attivo della propria rete. Parliamo del Mesh Networking machine to machine una frontiera su cui molti grandi produttori di microprocessori stanno investendo ingenti quantitativi di denaro.
Tecnologie mobile broadband di quarta generazione
Parallelamente alle tecnologie basate su protocollo 802.11 ( Wi-FI, Wi-Max, ecc. ) anche il mobile broadband sta vivendo finalmente una crescita esponenziale sia dal punto di vista della capacità trasmissiva sia per quello che riguarda la copertura del territorio.
Già oggi in molte città d'Italia siamo in grado di connetterci alla rete HSDPA che può consentire navigazioni con velocità anche superiore alla normale ADSL che le telecom di rete fissa offrono come connettività di base.
Chiaramente da qui alla situazione ideale, in cui la copertura mobile broadband possa essere disponibile in modo persistente nella maggior parte del territorio, passa un oceano, ma d'altronde l'esperienza fatta con l'UMTS dovrebbe aiutarci a capire che le nuove tecnologie, specialmente quelle di base, necessitano di lunghi periodi di sperimentazione e di consolidamento prima di diventare stabili e quando lo diventano quasi sempre rischiano di essere soppiantate da nuove tecnologie sperimentali.
Ciò non dovrebbe portare tuttavia a buttare quanto consolidato per tuffarsi nel nuovo che quasi sempre alletta i mercati e gli speculatori delle bolle finanziarie che rappresentano da sempre una delle principali ragioni del fallimento delle tecnologie più promettenti che diventano promesse improponibili e insostenibili ( Hype ) per diventare subito dopo disillusioni che portano il progetto stretto in fondo alla lista delle innovazioni mancate.
Ma questa è un'altra storia.......
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Bel post. Ci sono anche molti problemi regolamentari e di standard in tutto questo, il punto vero è quanto tempo richiederà la piena operatività di queste tecnologie?
g.
Scritto da: dgiluz | 05/01/08 a 15:57
Grazie per il commento.
La domanda è corretta ma secondo me va considerato il fatto che si tratta di un percorso irreversibile. La vera sfida dovrebbe essere quella di fare sempre scelte tecnologiche che partano dalle esigenze di chi le deve utilizzare e non solo dai business plan delle grandi aziende o dalle mire speculative dei costruttori di bolle finanziarie.
Rendere la tecnologia un fatto difficile è compito dei consulenti, di cui io faccio parte, ma se riuscissimo a concepire la tecnologia come semplice abilitante delle idee e delle soluzioni ci accorgeremmo che le cose sono molto più semplici di quello che pensiamo e che spesso la soluzione è sotto i nostri occhi ma non vogliamo o possiamo metterla in atto.
Scritto da: nicola de carne | 06/01/08 a 22:55