Nicola De Carne -

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07/01/08

Quanti fili perderemo dal 2008? - Parte Seconda

Riprendo il feed inserito la settimana scorsa, in cui affrontavo alcuni possibili scenari riferiti alle telecomunicazioni senza fili e alla necessità di passare da una visione competitiva delle tecnologie esistenti ad un concetto di ecosistema di tecnologie di comunicazione senza fili, per completarlo con la seconda parte.
Nella prima parte ( che potete trovare qui ) ho riportato qualche riflessione sull'aumento della penetrazione di apparati di uso comune in grado di connettersi a diverse tecnologie wireless a partire dalla rete cellulare mobile fino al Wi-Fi e alle tecnologie a corto raggio come il bluetooth e in un futuro molto prossimo l'RFID e come questo si accompagni ad una sempre maggiore disponibilità, seppur in lenta progressione, di tecnologie di connettività mobile a banda larga.

In questa seconda parte proverò a fare un'escursione in quelle che sono le promesse del VOIP over Wi-Fi, delle reti di contenuto domestiche e chiaramente un salto non può mancare in quello che è l'argomento dell'ultimo anno : il Wi-Max.

Ma è il Wi-Max la vera soluzione? O tutto potrebbe essere "tecnologicamente" più semplice ed economico?

Chiaramente ogni commento è molto ben accetto.

Sistemi VOIP over Wi-Fi  “intelligenti”

Skype ha avuto il merito di portare alla ribalta mondiale il fenomeno VOIP e ormai nell'inconscio collettivo l'azienda che ha fatto la fortuna dei due signori di Kaaza significa poter telefonare in VOIP.

Questa tecnologia però ha potenzialità ancora poco esplorate e questo spesso quasi solo per la mancanza di fantasia da parte di chi sviluppa e per un uso quasi sempre poco consapevole della tecnologie nelle aziende pubbliche o private che siano.

La possibilità di gestire il protocollo Internet consente una gamma infinita di applicazioni che rendono comunicazione voce alla fine la base del servizio che è possibile offrire.

Il VOIP over Wi-Fi seppur limitato dall'impossibilità di gestire lo switch off, ovvero il passaggio da una cellula all'altra, rappresenta un'opportunità estremamente importante per l'ottimizzazione non solo dei costi di comunicazione di medie e grandi imprese ma anche per una migliore gestione dell'organizzazione interna e dei flussi di comunicazione.

Facciamo un caso pratico.

Siamo dentro l'edificio sede della nostra azienda e stiamo cercando un nostro collega che non è nella sua postazione ma presumibilmente è all'interno dello stabile. Un po’ per pigrizia e un po’ per abitudine lo cerchiamo direttamente sul cellulare spendendo la tariffa conseguente a meno di non essere abbonati ad una RAM aziendale.

Ma grazie al fatto di avere dei telefoni dual mode Wi-Fi GPRS/UMTS il centralino è in grado di capire se il chiamante e il ricevente sono sotto copertura Wi-Fi e di conseguenza commuta la chiamata da cellulare a VOIP annullando completamente il costo, nel caso questo ci fosse, perchè gestito come una chiamata su rete interna.

Inoltre durante la nostra conversazione saremo in grado di gestire la nostra posta in exchange, definire un appuntamento perchè collegati alla rete aziendale, o condividere un link per un veloce check.

I nuovi telefoni cellulari dual mode presentano ancora alcune problematiche nella gestione delle batterie, sfortunatamente il Wi-Fi è un killer di fonti energetiche, ma negli ultimi mesi vendor leader come la Nokia hanno rilsciato dei nuovi modelli, come l'N95, con capacità di ottimizzazione delle risorse e gestione degli account estremamente ottimizzati ( fra l'altro non molti sanno che l'N95 monta il Microchip Wi-Fi della nostra italianissima STM ).

Esistono poi Vendor di "nicchia" come la Pirelli Broadband che fornisce dei telefoni cellulari dual mode per uso Business dal design certo non accattivante ma dalle prestazioni che a mio parere rappresentano un benchmark sul mercato internazionale.


Content Network domestici basati su reti mobili 3G, Wi-Fi e Femtocell

Come sarà il nostro salotto nei prossimi anni? Steve Rubel su Micropersuasion ne fa un’interessante analisi.

La diffusione del broadband continua la sua lenta avanzata e apre scenari accattivanti e fino ad ipotizzabili ma non realizzabili.

Alcuni operatori mobili potrebbero pensare di entrare nell’arena dei Network Content cercando di sfruttare le potenzialità delle reti HSDPA e HSUPA per trasportare contenuti fino nelle case fornendo ai propri clienti speciali router in grado di trasformare le reti 3G e 4G in network Wi-Fi based.

Chiaramente le dorsali 3G e 4G potranno garantire una banda di trasmissione inferiore al cavo ADSL ma potrebbero giovare di una maggiore diffusione in zone dove potrebbe non avere senso commerciale portare reti terrestri.

Altro scenario che si sta affacciando sul mercato internazionale è il Femtocell che, banalizzando, è il processo contrario ovvero utilizza una connessione a banda larga su rete fissa e, grazie a speciali base station “domestiche”, garantisce una copertura su rete mobile all’interno delle mura domestiche ma anche nei dintorni.

In questo caso il tentativo degli operatori di rete mobile è un po’ quello di trasformare i clienti in ripetitori e questo potrebbe rappresentare un freno psicologico/commerciale. D’altronde prima di mettere una base station in casa e fare da ripetitore pagante ci penserei un po’ anch’io.

Anche qui vale il pensiero dell’ecosistema wireless che consentirà di far convivere diverse frequenze e delegherà agli apparati la scelta della migliore da utilizzare per lo scopo.

 

Il Wi-Max : arma contro il digital divide o Hype

In Italia stiamo ancora aspettando di vedere cosa accadrà con la gara Wi-Max adesso che è stata sbloccata dall’ennesimo ricorso e nel resto del Mondo si cominciano a vedere i primi risultati che secondo gli sponsor del Wi-Max sono molto interessanti ma forse a ben guardarli non rappresentano la soluzione del digital divide che ormai sempre di più va considerato come un divario culturale prima ancora che digitale.

Obiettivamente ci sono un po’ di considerazioni che sarebbe doveroso fare e prima di tutto se, anche questa volta, grazie alla fame di novità del mercato non si sta rischiando di sopravalutare una tecnologia che di per se presenta molti punti di forza ma che probabilmente è venduta in questo momento per quello che non è e cioè la possibilità di fornire banda larga Wireless su grandi aree, addirittura garantendo la mobilità per la telefonia VOIP over Wi-Fi.

Il mio punto di vista è invece che il Wi-Max sarebbe un’ottima soluzione per la creazione di dorsali su lunga distanza e su vaste aree che consentirebbe l’ottimizzazione degli investimenti infrastrutturali.

Ma la connettività per l’utente finale non penso sia esattamente il suo mestiere per svariate ragioni : costo delle apparecchiature di trasmissione ( base station ), costo delle apparecchiature di ricezione ( CPE ), diffusione di apparati mobili Wi-Max based ( PC portatili, telefoni cellulari, PDA, ecc. ).

Quindi alla domanda che spesso mi viene rivolta : ma il Wi-Max ucciderà il Wi-Fi?…. Sorrido e continuo a pensare all’ecosistema di trasmissioni wireless.

 

La vera soluzione al divario digitale : la liberalizzazione delle frequenze basse

Ma qual è la vera soluzione al divario culturale, sociale e per ultimo digitale?

E’ sotto i nostri occhi e sarebbe più semplice, economico e veloce di quello che si possa pensare.

Nei mesi scorsi abbiamo perso una grande occasione data dalla possibilità di liberalizzare almeno una parte delle frequenze basse ( dai 700 ai 900 Mhz ) che si sono liberate o quasi da altri servizi ( Trasmissioni televisive e servizio di telefonia ETACS ).

Utilizzare le frequenze basse per il trasporto dati su rete wireless consentirebbe la copertura di vastissimi spazi e lunghe distanza con costi estremamente ridotti rispetto gli attuali e in tempi oggi poco immaginabili.

Lo dimostra anche quanto sta accadendo negli Stati Uniti con la gara sui 700 Mhz e le richieste portate avanti da Google prima ostacolate da tutti gli operatori e adesso viste come la panacea dagli stessi e capaci di attirare l'interesse di personaggi a tutti ormai noti come Paul Allen

In Italia le richieste fatte da noi e da molte altre persone impegnate da sempre su questo versante come Stefano Quintarelli sono, per ora, cadute nel vuoto fra mille promesse……ma noi abbiamo pazienza e continuiamo a indicare la via, forse, giusta.

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