Nicola De Carne -

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gennaio 2008

31/01/08

Google, Garmin e Dell aprono nuove strade nell'etere

Dopo un periodo di rumors ieri è stato annunciato Nuvifone il nuovo telefono cellulare della Garmin, leader mondiale nella produzione di navigatori satellitari.

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Le novità introdotte da questo telefono sono molte e una più interessante dell'altra.

Nuvifone è uno Smartphone  con capacità cellulare 3.5 ed è dotato di tutte le funzionalità doverose per un dispositivo mobile di nuova generazione come l'Internet Browser, personal messagging, calendar oltre che chiaramente un sistema GPS di navigazione satellitare.
Non è ancora chiaro purtroppo se monta a bordo un'antenna Wi-Fi integrata e una tecnologia di trasmissione a corto raggio tipo Bluetooth ma ormai mi piacerebbe poterlo dare per scontato.

Senza dilungarmi in tutte le sue caratteristiche che è possibile vedere sul sito prima indicato, mi soffermo invece su due funzionalità a mio parere assolutamente all'avanguardia.

La prima è il Geo Tagging ovvero la possibilità ad esempio di fotografare una località, abbinare una serie di tag come as esempio la posizione geografica e alcuni propri commenti e spedire la foto ad un amico che, se dotato di un Nuvifone, potrà automaticamente trovare la strada per raggiungervi o seguire i vostri consigli sulle specialità del luogo

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La seconda sorpresa che Nuvifone presenta è il sistema Google Local Search integrato ( è il primo telefono che presenta questa funzionalità ) grazie al quale sarà possibile cercare ristoranti, alberghi, attrattive e ogni altra sorta di informazioni sul luogo dove ci si trova.
Immagino già l'evoluzione di questo tipo di servizio in un Geo Social Network grazie al quale potrò lasciare i miei commenti e le mie esperienze sul luogo di cui gli altri proprietari di Nuvifone potranno godere per meglio organizzarsi magari il proprio viaggio e le proprie visite turistiche.

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A proposito di Google, sempre ieri, anche in questo caso dopo un periodo di rumors, è stato "piu o meno" annunciato l'accordo con DELL per la produzione di un telefono cellulare ( meglio dire SmartPhone ) basato sulla piattaforma Android.

Se la notizia venisse confermata sarebbe l'ennesimo passo in avanti di questo sistema operativo che a mio parere promette di cambiare gli equilibri della telefonia cellulare e non solo.



 

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Twitter o non Twitter

Twitter2_2   Dico subito che ho sempre guardato Twitter con grande scetticismo e non riesco ancora oggi a capire perchè uno debba passare il suo tempo a scrivere ogni tre minuti cosa sta facendo in quel preciso momento ed è ancora più misterioso per me il motivo che spinge poi le persone ad appassionarsi ai racconti di qualcuno in attesa del bus o magari mentre mangia un panino......

ma la curiosità che mi brucia dentro mi ha spinto qualche mese fa ad attivare un account per provare a vedere l'effetto che fa....vengo anchio.....

mi sono bastati 15 minuti per farmi prendere dallo sgomento e in preda a smarrimento ho abbandonato.

Ma il dubbio ha continuato a mordermi anche spinto dalle dichiarazioni di persone che ritengo avere una certa stabilità che elogiavano Twitter arrivando a dichiarare che il microblogging aveva cambiato il loro modo di vivere la rete.

Qualche giorno infine mi sono imbattuto in un un post di Darren Rowse, sul suo bellissimo blog Problogger , in cui descriveva come usava con successo Twitter per aumentare la visibilità del suo blog e incrementare il network di conoscenze da cui attingere ispirazioni e con il quale perchè no fare delle indagini volanti.

E allora mi son detto, vuoi vedere che comincio a capire come usare Twitter. Ho ridato vita al mio account e da un po di giorni ho cominciato ad usarlo prendendo qualche spunto da Darren, ad esempio creando un network seguendo i blogger che solitamente "ascolto" via RSS e inviando i miei post e i miei tumblr con TwitterFeed .

Una curiosità? chi di voi usa Twitter e perchè?

A proposito, se a qualcuno dovesse interessare mi può trovare cercando nicoladecarne, prometto di non mettermi a raccontare le mie appassionanti attese alla fermata del bus.

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27/01/08

Pikolo e Primo Levi per non dimenticare

Primolevi1sized “eravamo sei a raschiare e pulire l’interno di una cisterna(….). La polvere di ruggine ci bruciava sotto le palpebre e ci impastava la gola e la bocca con un sapore quasi di sangue.

Oscillò la scaletta di corda. Era Jean, il Pikolo (…). Jean era molto benvoluto. La carica di Pikolo costituisce un gradino già assai elevato nella gerarchia : il Pikolo ha mani libere sui fondi del rancio e può stare tutto il giorno vicino alla stufa”

Da “Se questo è un uomo” di Primo Levi - Einaudi

Chi ha la sventura di conoscermi sa che non ho memoria, mia madre mi dice sempre che la riconosco perché ci ho vissuto insieme 20 anni, eppure appena ho cominciato a leggere queste parole qualche giorno fa sul Corriere della Sera, ogni riga del libro mi era chiara nella mente come se le avessi lette il giorno prima e non 25 anni fa.

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25/01/08

Primi risultati della gara per l'assegnazione dei 700 Mhz negli USA

Sono stati pubblicati i primi risultati della gara per l'assegnazione della frequenza 700 Mhz e già si profilano alcuni possibili vincitori per il blocco C ( oltre 1 miliardo di dollari ) e per il blocco D (472 milioni di dollari ).

Questa gara è molto più importante di quello che si possa pensare e potrebbe segnare un punto di svolta storico nella gestione delle frequenze e soprattutto potrebbe dare il via finalmente alle open spectrum che a mio parere rimangono l'unica soluzione per la lotta efficace al digital divide.

Questa gara vede la partecipazione di colossi del calibro di Google e del co-fondatore di Microsoft Paul Allen, oltre che di alcune fra le più importanti compagnie telefoniche americane.

Su Fiercewireless è stata pubblicata una tabella riepilogativa, chiaramente i nomi dei vincitori possibili non sono ancora noti ma ad oggi la FCC avrebbe già teoricamente incassato oltre 2.4 miliardi di dollari.

Sempre su FierceWireless è possibile trovare un bel report sulla gara 700 Mhz che può aiutare a capire meglio quanto sta avvenendo.

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22/01/08

WebTV..... back to the future?

Si fa sempre più un gran parlare di NET TV, WEB TV, ecc.ecc. con tutte le derivazioni del caso, On Demand, Streaming, P2P e quanto altro l’evoluzione tecnologica in veloce avanzata ci consente di realizzare.

Siamo sicuramente in presenza di un fenomeno di business che sta vivendo il suo apice dell’Hype Cycle come ci illustra in un bel intervento Tommaso Tessarolo sul suo Blog ma che mi porta ad una serie di riflessioni.

Mi sento dire che la Net TV mangerà la TV e che già oggi questo fenomeno è in atto, con la televisione su Internet che “ruba” punti percentuali agli investimenti pubblicitari sul vecchio tubo catodico e le agenzie media che corrono ai ripari cominciando a proporre pianificazioni alternative.

Su questo punto peraltro Massimo Scaglioni ha scritto un articolo interessante su Corriere Economia di ieri in cui rifletteva sulla possibilità che questi trionfali annunci di crescita degli investimenti pubblicitari online, a scapito del vecchio media, non siano distorti proprio dal monopolio della TV nel mercato pubblicitario tale per cui anche per piccoli scostamenti percentuali, e di questo ad oggi si tratta, l’onda di attenzione conseguente risulta alta.

E’ innegabile che il drastico abbassamento dei costi di produzione dei video, l’affacciarsi di tecnologie opensource e l’aumento generalizzato della banda larga, sempre a minor costo, stiano non solo facilitando ma soprattutto stimolando la crescita esponenziale della produzione, del consumo e dello scambio di materiali video online, ma ciò nonostante varrebbe la pena fermarsi su due piccole riflessioni.

In una recente intervista su VisionPost, Valerio Zingarelli, uno dei fautori delle reti mobili in Italia e attualmente AD di Babelgum (la nuova webTV di Fastweb), ha confermato il trend estremamente positivo di consumo di video online non solo nel  Mondo ma anche in Italia.

Quello che però probabilmente manca ancora è un modello di business o anche solo una visione chiara di cosa possiamo fare con i video online e soprattutto con la televisione su Internet.

Quali sono i modelli pubblicitari che dovrebbero sostenere poi la produzione e la distribuzione di materiali ad alta qualità?

Ad oggi siamo in presenza di una distribuzione dei video su Internet che mutua la sua natura dalla televisione dei nostri salotti e quindi si limita al broadcast di un segnale che viene consumato più o meno passivamente dai navigatori che, probabilmente inconsciamente, si trasformano in telespettatori digitali.

Le offerte attualmente sul mercato usano Internet quasi esclusivamente per il trasporto del contenuto e non per sfruttare le opportunità date dall’interazione che il protocollo Internet abilita.

La televisione “democratica”, quella che chi fa WebTV oggi dice che mette al centro il navigatore/telespettatore, non si può limitare alla possibilità di crearmi un mio palinsesto, questo lo posso già fare con SKY banalmente con il mio decoder e un semplice telecomando e già ho problemi a giostrarmi fra le decine e decine di canali.

Perché quindi, non dico mia mamma che ha 76 anni e adora “Un posto al sole”, ma per lo meno mia sorella dovrebbe oggi prendersi la briga di guardare su Internet un film che presumibilmente potrebbe vedere sul satellite, sul digitale terrestre o ancora più banalmente nello stesso identico modo sulla RAI o Mediaset o La7?

Personalmente penso sia necessario uno sforzo non solo tecnologico ma soprattutto creativo di chi è impegnato nello sviluppo di modelli di business basati su questa nuova tecnologia e che punti alla vera creazione di canali multimediali i cui contenuti siano usufruibili, smembrabili, riutilizzabili, condivisibili dal basso.

Il rischio altrimenti, e questa è la seconda e ultima riflessione, è che non sarà Internet a cambiare il modo di vivere la televisione ma forse la televisione che, insinuatasi nella rete come un virus, trasformerà il nostro monitor nel nuovo focolare casalingo, riducendo così la stessa Internet ad un surrogato del tubo catodico così tanto bistrattato.

La premessa che non ho fatto è che io non sono chiaramente un esperto di WebTV e per questo mi rimetto a chi esperto lo è o si sente tale.

In alternativa posso sedermi in poltrona e  aspettare il 2018 dove, sempre secondo la Hype Cycle tracciata da Tessarolo, la WebTV sarà in buona parte delle nostre case.

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21/01/08

Eutelia rinuncia alla gara Wi-Max

Riporto la notizia dal post del sito di Stefano Quintarelli riguardo la rinuncia di Eutelia alla gara Wi-Max per nuove valutazioni sulla redditività del progetto Wi-Max comparate ad altri possibili investimenti.

Chiaramente si tratta di una decisione tutta interna alla Società e immagino poggi le proprie basi su valutazioni che vanno al di la' della bontà della tecnologia, ma certo è che la notizia arriva dopo la decisione di At&T di  spostare  i suoi investimenti dal Wi-Max alle LTE e quindi qualche dubbio in più mi viene, se ce ne fosse bisogno, sulla redditività e soprattutto sul fatto che il mercato abbia veramente bisogno  di questa tecnologia di trasmissione.

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20/01/08

SKY truffa da 45 Milioni........

Riporto un importante post di Giglioli riguardo una vera e propria truffa che SKY sta tentando nei confronti della sua clientela nascondendosi come sempre sotto la tecnica della comunicazione ingannevole.

La riporto perchè pensi interessi a molta gente che altrimenti non ci farebbe caso : SKYlife Truffa da 45 Milioni

Peraltro spero che i signori di SKY mi lascino in pace con la proposta dello Sport che tentano di propinarmi ormai ogni due giorni con telefonate del call center a qualsiasi ora senza alcun rispetto della privacy delle persone.

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Milano la prima città Wi-Fi.....and so?

Giovedì scorso al Museo della Scienza in occasione della presentazione del nuovo ultraportatile della ASUS si sono riuniti tanti uomini dello spettacolo, della cultura, dello sport e della politica milanese.

Sorvolando sull'opportunità che uomini politici presenzino iniziative di lancio di prodotti di multinazionali, l'occasione è stata ghiotta proprio per quest'ultimi per inneggiare ancora al grande progetto di Milano Wireless e per dire quanto già sia stato fatto per il Wi-Fi a Milano, ad esempio la copertura di Parco Sempione. (così i pusher potranno verificare direttamente a magazzino la giacenza della merce)

Si perchè quello che secondo me ci si deve chiedere è? serve veramente una rete Wi-Fi fine a se stessa in un parco o in una piazza di una grande città?

Serve veramente spendere 14 milioni di Euro, questa la stima del costo del progetto Milano Wireless, per coprire in Wi-Fi una città per consentire la connessione mentre si è per strada? o forse varrebbe la pena di pianificare una rete si wireless ma fatta per ottimizzare i costi di copertura in fibra ottica e per arrivare li dove la stessa non c'è utilizzando magari tecnologie di connessione a basso costo e soprattutto opensource? magari coinvolgere le aziende municipalizzate  che di fatto sono già una rete, come ad esempio l'ATM, per condividere i costi in cambio della possibilità di utilizzare la rete stessa per ottimizzare i propri servizi? e quindi con i soldini risparmiati prevedere lo sviluppo di una serie di applicativi web che girino sulla rete o ancora meglio una serie di piattaforme utilizzabili dalle aziende e dai cittadini i primi per ottimizzare  il loro business i secondi per dare un senso alla possibilità di connettersi per strada?

I fautori del progetto di Milano parlano di migliaia di antennine collegate alla fibra ottica.

Parlano di democratizzazione del web..... a me sembra più una valorizzazione di MetroWeb!!

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17/01/08

I monaci di Mandalay

Ansa_11252793_42580 Ho letto sul Corriere della Sera di oggi l’intervista ai Monaci buddisti del Mandalay che si sono resi protagonisti nei mesi scorsi della marcia detta zafferano per il colore della loro tunica.

E’ affascinante come questi uomini profondamente radicati nella loro religione e nella storia del loro paese, abbiano una capacità incredibilmente attuale di utilizzare strumenti di comunicazione anche sofisticati per diffondere il proprio pensiero e sostenere la propria causa.

Nei loro monasteri entrano nelle pieghe profonde dell’anima con le loro preghiere mentre con un occhio guardano il mondo attraverso una parabola satellitare per, come dicono loro, vedere se i generali ci mentono.

La maggior parte delle persone che ha accesso normalmente a ogni sorta di media non ha solitamente la stessa precauzione.

L’articolo si chiude con un pensiero su cui vale la pena riflettere :

“il grande timoniere diceva : ‘punirne uno per educarne cento’. Noi insegniamo a uno del popolo e quando lo abbiamo persuaso della necessità di sollevarsi siamo sicuri che trasmetterà questa convinzione ad altri cento”

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13/01/08

Strani pensieri della domenica sera

Stamattina leggendo sul Corriere della Sera l’ultima idea del buon Ferrara di catapultarsi in commissione Manifesto del costituendo PD mi è venuto un dubbio che sicuramente è malsano e privo di fondamento.

Peraltro, fra parentesi, mi fa sempre tenerezza questa irrefrenabile voglia di  commissioni culturali e costituenti quasi fosse un bisogno ancestrale che arriva dritto dritto da Botteghe Oscure,

Provo a fare un disegno di fanta politica che presupporrebbe una mente molto fine che non escludo che il padrino di mille battaglie un po’ a destra e un po’ a sinistra possa avere.

Qualche settimana fa il direttore de Il Foglio, modello peraltro di coerenza politica per le prossime generazioni, ha capito con lucida intelligenza che la moratoria contro la pena di morte approvata dall’ONU e sbandierata ai quattro venti dall’attuale governo di centro sinistra, che si è anche affrettato a produrre uno spot pubblicitario ad hoc, poteva trasformarsi in un boomerang politico per il nuovo PD già così disorientato e non molto coeso nelle decisioni del proprio futuro politico, culturale e soprattutto etico e religioso.

E quindi cosa si inventa? Che essendo passata la moratoria contro la pena di morte la comunità internazionale si deve sentire in obbligo di approvare una nuova moratoria contro quella che secondo lui è una diffusissima esecuzione capitale e cioè l’aborto. Per perorare la causa è disposto anche a dimagrire mettendosi in dieta forzata, peraltro con tempismo perfetto visto il periodo post natalizio, e mette in campo tutte le amicizie ultra cattoliche come il caro amico Baget Bozzo, gli amici della CDL e le testate Mediaset, riuscendo così ad ottenere ampi spazi sulle principali testate giornalistiche stampa e televisive.

E fino a questo punto mi sono detto….. guarda cosa non si fa per vendere qualche copia in più del proprio giornale.

E si perché uno per vendere più copie è anche disposto a calpestare i sentimenti di quelle donne che hanno dovuto far ricorso ad una soluzione estrema che lascia il segno per sempre.

Dire che dell’aborto se ne fa un uso allegro e che ormai è usato come sostitutivo degli anticoncezionali vuol dire non aver sicuramente mai dovuto ricorrere a questo intervento, vuol dire non essere mai entrato in quei reparti e guardare in faccia le donne che erano sedute in attesa, su fredde sedie con lo schienale in ferro, spaventate e purtroppo spesso da sole.

Vuol dire non aver mai sentito quel freddo dentro.
 

Il sudore che si vede scendere copioso e fastidioso sulla fronte di questi squallidi parlatori non è il caldo degli studi o il loro grasso che preme ma solo un metodo naturale per scivolare meglio sulle proprie parole vuote.
 

Ma poi stamattina mi sono detto…… facciamo un po’ di conti :

  • La      moratoria dell’ONU è stata fortemente voluta dall’attuale governo di      centro sinistra
  • Il      nuovo PD è lacerato da mille correnti e ormai rappresenta sempre di più il      nuovo centro
  • La      Binetti certo sta facendo un gran lavoro di destabilizzazione ma un po’ di      aiuto non guasterebbe
  • Ferrara      era a sinistra, poi a destra e certo adesso una bella sistemata al centro ci      starebbe
  • Nel      PD non si contano più le commissioni sull’etica, sulla laicità e sui      valori cattolici e l’aborto è un argomento sicuramente spinoso ma centrale      per l’avvicinamento del popolo cattolico verso il nuovo carrozzone di Fra’      Veltroni.
         Peraltro un avvicinamento in questo senso è già il nome…..Partito      Democratico. Mi ha fatto venire in mente una delle tante riunioni negli      anni 80 nelle case degli allora compagni di Torino. Una sera riuniti a casa      di chi non mi ricordo più, io ero ancora ragazzino ma una possibile promessa      della sinistra giovanile (fino a quando non ho preso atto del sapore      profondamente ingenuo delle mie convinzioni e dei miei ideali ), uno dei      signori che adesso brama per il popolo di centro disse che era rimasto      fulminato dal fatto che sua mamma gli avevo confidato che non poteva      votare per il partito comunista perché non c’era la parola democrazia nel      marchio…….. assolutamente profetica la signora…..
  • Tornando      a Ferrara : nel caso si crei il grande centro allora perchè non prenotarsi      una bella poltrona come il porta bandiera dei valori cattolici a garanzia      del popolo di centro che ancora teme per l’incolumità della propria      chiesa?
  • E      cosa meglio quindi di alzare un bel po’ di polvere inutile, costringere i      perenni uomini delle commissioni sulla cultura, sull’etica, sulla politica,      sull’opportunità o meno di continuare a servire la salamella alle feste      dell’Unità, ad aprire un tavolo di discussione con lui e quindi farlo      candidare come l’interlocutore del mondo di destra per i problemi etici.
  • Se      così non è allora i signori riuniti in commissione Manifesto devono      spiegare sotto quale veste hanno accettato la presenza di Ferrara visto      che l’accesso ai giornalisti non era consentito.

 Si tratta di fantapolitica lo so……ma è domenica sera e avevo voglia di una parentesi di fantasia prima di iniziare la settimana.

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Impegno Sociale VS Business Plan

La massima aspirazione della mia vita sarebbe mettere a disposizione quel poco che so fare per contribuire a far star meglio chi non ha avuto la fortuna come me di nascere e vivere nella parte fortunata del pianeta.

Olpc_logo Sono convinto che Negroponte la pensasse nello stesso modo quando tre anni fa a Davos durante il World Economic Forum ha annunciato il progetto OLPC, One Laptop Per Child, che era finalizzato alla creazione di un laptop a bassissimo costo, e tecnologicamente evoluto tanto quanto quelli a cui siamo abituati quotidianamente, destinato alle popolazioni disagiate del pianeta e soprattutto chiaramente ai bambini nelle scuole.

Perché si anch’io sono convinto che sia primario soddisfare la fame e la sete e debellare le malattie che flagellano quello che più che terzo mondo ormai è un mondo parallelo, ma sono altrettanto convinto che sia necessario dotare questi paesi degli strumenti e delle infrastrutture che possano consentirgli di costruire un futuro il più indipendente possibile dai paesi “tecnologicamente evoluti”. 

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Ode al genio

Dovete avere pazienza e aspettare dalla metà circa per capire...... come diceva Totò...voglio vedere dove va a finire....

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07/01/08

Bill saluta e se ne va

E' sicuramente una delle notizie del giorno. Bill Gates, dal palco del CES di Las Vegas ( la roboante carovana di quello che è e quello che sarà l'ICT mondiale ),  saluta il pubblico e se ne va ricordando quanto le sue visioni del digital decade fossero giuste e come la maggior parte di queste si siano realizzate.

Peccato che quasi sempre Microsoft si sia comportata da follower stando alla finestra e guardando quello che gli innovatori facevano per poi, non con poche titubanze, andare a comprarseli a suon di milioni di dollari.

Sia chiaro onore a Bill e a quello che ha saputo creare in poco più di 30 anni ma certo non me la sento di considerarlo l'innovatore del secolo.

Agli arbori della rete famosa fu la prima considerazione di Gates sull'inutilità di Internet che lo costrinse poi a correre affannosamente ai ripari.

Per meglio comprendere il perchè consiglio la lettura ad esempio del bel libro di Carlo Gubitosa Hacker Scienziati e Pionieri  ( anche scaricabile in versione PDF ).

Di seguito una copia "pirata" del video, decisamente simpatico, del saluto di Gates che pare però non sia possibile trovare liberamente online  ( un altro brevetto della Microsoft :) )

I miei migliori auguri per la sua nuova sfida, combattere le malattie che affligono i poveri del mondo e su questo non faccio sarcasmo perchè troppo importante e sacro come impegno e sono convinto che anche Gates lo sappia.

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Quanti fili perderemo dal 2008? - Parte Seconda

Riprendo il feed inserito la settimana scorsa, in cui affrontavo alcuni possibili scenari riferiti alle telecomunicazioni senza fili e alla necessità di passare da una visione competitiva delle tecnologie esistenti ad un concetto di ecosistema di tecnologie di comunicazione senza fili, per completarlo con la seconda parte.
Nella prima parte ( che potete trovare qui ) ho riportato qualche riflessione sull'aumento della penetrazione di apparati di uso comune in grado di connettersi a diverse tecnologie wireless a partire dalla rete cellulare mobile fino al Wi-Fi e alle tecnologie a corto raggio come il bluetooth e in un futuro molto prossimo l'RFID e come questo si accompagni ad una sempre maggiore disponibilità, seppur in lenta progressione, di tecnologie di connettività mobile a banda larga.

In questa seconda parte proverò a fare un'escursione in quelle che sono le promesse del VOIP over Wi-Fi, delle reti di contenuto domestiche e chiaramente un salto non può mancare in quello che è l'argomento dell'ultimo anno : il Wi-Max.

Ma è il Wi-Max la vera soluzione? O tutto potrebbe essere "tecnologicamente" più semplice ed economico?

Chiaramente ogni commento è molto ben accetto.

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06/01/08

Un telecomando Wii, un PC e le magie sono servite

Johnny Chung è un brillante ragazzotto laureato in Human-Computer Interaction Institute al Carnegie Mellon University.
E' più volte andato alla ribalta dei palcoscenici della tecnologia internazionale per le sue invenzioni proprio nel campo dell'interazione uomo macchina sviluppando interfacce d'uso assolutamente d'avanguardia.

A conferma che il genio si esprime specialmente per la creazione di oggetti semplici e a basso costo, nelle scorse settimane si è inventato alcune interfacce dagli incredibili risultati utilizzando solo un remote controll del Nintendo Wii, un PC, un televisore o un proiettore.

Qui un suo video che illustra come creare una lavagna elettronica per presentazioni "mozzafiato"

Sul suo blog potete trovare tutti i suoi progetti Wii e il software da scaricare per fare le prove da voi stessi ( non è consigliabile l'utilizzo per chi non ha basi di programmazione, infatti Johnny ci tiene a specificare che l'uso del software is at your own risk... ).

Qui trovate anche il suo sito.

Buon Divertimento

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Se hai voglia visita il mio Tumblr

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04/01/08

Quanti fili perderemo dal 2008?

Continua l’espansione del mondo wireless che ci circonda ed è sempre più difficile delinearne i contorni e soprattutto i confini che ci sono fra le varie tipologie di connessione alle reti senza fili.

Sembra proprio che il 2008 possa essere l’anno zero di una vita wireless vissuta in modo più o meno naturale e continuativa o per lo meno facile e trasparente per il consumatore finale.

Mentre la presenza nativa della connettività Wi-Fi sui PC portatili è ormai un fatto scontato ( in molti casi i portatili possono connettersi anche al protocollo 802.11a che consente di usufruire di una banda di oltre 100 Mb per lo meno in rete locale ) la diffusione sempre più ampia di telefoni cellulari e PDA con capacità di connessione al Broadband 3G e alle reti Wi-Fi e soprattutto con capacità di gestione di queste connessioni a partire dalla configurazione semplice dell’account fino alla gestione delle risorse energetiche, apre scenari estremamente interessanti se abbiamo il coraggio di analizzarli con una visione almeno a 3 anni da oggi.

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01/01/08

L'etica degli Operatori Telefonici, chi ce l'ha?

Rimango a volte veramente allibito e sconcertato dalla irrefrenabile necessità degli operatori telefonici di attirare i propri consumatori in trappole perfettamente nascoste ( o quasi ).

Mi permetto di usare questo spazio per questa volta per una mia questione personale ma che leggo sui vari forum di consumatori non riguardare solo me ma centinaia di persone che come me sono caduti in questi "errori" di comunicazione di Vodafone Italia.

Un mese fa sottoscrivo con entusiasmo il nuovo piano tariffario Facile XL perchè sembrava dalla lettura anche attenta delle note commerciali la tariffa giusta per le mie esigenze di navigazione in mobilità e in più mi dava un Nokia N95 che indubbiamente rappresenta un'ottima soluzione per chi fa un uso professionale del proprio telefono cellulare.

Anche dall'operatore del negozio Vodafone in Via Orefici a Milano mi viene confermato che, fra le altre offerte, il piano prevede la navigazione gratuita e senza limiti ai siti Web e Wap  ma si raccomanda diligentemente di non utilizzare il telefono come modem pena l'addebito a caro prezzo del traffico dati.

L'offerta era in promozione fino al 31 dicembre a 99 Euro al mese tutto compreso.

Con grande ingenuità ed entusiasmo utilizzo il servizio senza preoccuparmi di controllare la veridicità dell'offerta attraverso il mio conto online.

Questo fino a ieri sera quando da un controllo sul mio conto online ( fatto per altri motivi ) mi accorgo che Vodafone mi ha addebitato un traffico dati per oltre 200 Euro per il primo mese di utilizzo.

Il 190 candidamente mi risponde che in realtà il traffico compreso era solo quello Wap e non quello Web e scarica la colpa sul negoziante che non mi avrebbe informato bene. Mi invita comunque a mandare formale contestazione a Vodafone Italia via fax chiedendo il riaccredito dell'importo per errata comunicazione.

In realtà andando a rivedere i termini dell'offerta ancora pubblicati online e di cui riporto una schermata, si fa ecplicito riferimento al traffico Web e Wap compreso nell'offerta e Vodafone si cela dietro un generico " sono escluse le applicazioni non certificate da Vodafone" che non è dato sapere quali siano.

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A parte la mia sventura personale, ma da uomo che fa o cerca di fare comunicazione da tanti anni per le grandi aziende mi chiedo se sia sempre così necessario per gli operatori telefonici sventolare offerte allettanti per attirare ingenui ( come me ) clienti per poi celarvi dietro la sorpresa spesso nascosta da criptiche note e comunicazioni errate.

Non so se sia fatto in buona o cattiva fede, ma in questo secondo caso penso che per aziende multinazionali che fatturano miliardi di Euro sarebbe veramente eticamente triste.

Comunque a chi fosse capitato in questo "errore di comunicazione" consiglio di mandare subito un fax al 800034626 richiedendo il riaccredito del traffico perchè addebitanto illecitamente in seguito a comunicazione ingannevole e prospettando un ricorso anche all'AGCom e all'Antitrust e se fosse necessario anche una segnalazione alla Procura della Repubblica.

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