Nicola De Carne -

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18/12/07

Buon Compleanno Transistor!!

Transistor2 Il 16 dicembre del 1947 i tre fisici William Shockley, John Bardeen e Walter Brattain, che avrebbero vinto qualche anno dopo il premio Nobel per la fisica, inventarono il primo transistor della dimensione di qualche centimetro ( ho riportato la foto della replica sul mio Tumblr ).

Mi sono chiesto se quel giorno siano riusciti ad immaginare quanto avrebbero cambiato le sorti del mondo e come avrebbero per sempre modificato da li a pochi anni le abitudini quotidiane di ognuno di noi.

Infatti è difficile concepire il fatto che io stia scrivendo, o tentando di farlo, queste righe e qualcuno dopo, forse, le leggerà grazie all’invenzione di questi tre personaggi, ai più sconosciuti, e chiaramente nessuno di noi o pochi di noi si soffermano a pensare che ormai molte delle nostre azioni quotidiane sono possibili grazie a questo “dadino” nero a tre piedini.

Mi si deve perdonare l’amarcord da piccolo tecnico, ormai di molti anni fa, e il ricordo della scuola dove con il tester approcciavamo a questi scarafaggetti neri per misurarne i valori….. è così che ancora li ricordo ed è così che in realtà ancora li ritroviamo su molte schede.

Tornando alle nostre abitudini se solo ci fermiamo un attimo a pensare ci viene in mente che :

-         la sveglia la mattina suona grazie ai transistor

-         spesso possiamo accendere la luce grazie ai nuovissimi sistemi di demotica basati anche loro guarda caso sui transistor

-         accendiamo la radio o in alcuni casi la televisione che sono pieni di transistor ( ormai addensati in milioni sotto forma di Microchip, per la gioia di Mr. Moore e della sua legge, ma sempre neri sono )

-         ci facciamo il caffè con la ormai irrinunciabile macchinetta finto BAR elettronica ( io ancora non riesco a rinunciare alla Moka )

-         usciamo di casa e mettiamo l’antifurto e questo grazie ai transistor

-         apriamo l’auto con il telecomando o con la nuovissima chiavetta elettronica

-         inutile dire che ormai la nostra auto è un mostruoso agglomerato di transistor

-         e cosa dire del telefono, del PC, della stampante, del fax, dei giochini dei nostri figli, dei videogiochi, del decoder satellitare…………….

No….non penso potessero immaginare cosa stesse per accadere in quel laboratorio.

E non penso si potesse immaginare che la velocità di elaborazione di questi chip sarebbe cresciuta così rapidamente e in modo spesso così incontrollabile e che, in una sorta di circolo vizioso, questa crescita esponenziale si sarebbe trascinata dietro e avrebbe forzato la corsa al continuo miglioramento di tutta la tecnologia che cresce intorno ai transistor e ai microchip che ne derivano come ad esempio le batterie, i sistemi di isolamento, le tecnologie di storage, perché più saremo in grado di elaborare velocemente grandi mole di informazioni più avremo bisogno di grandi spazi per memorizzare queste masse di dati, in una forsennata corsa che ci dovrebbe costringere a volte a riflettere sull’opportunità di limitarne la crescita o per lo meno di limitarne il consumo ( la tecnologia se la conosci non ti uccide ).

Il transistor negli ultimi sessanta anni ha consentito una crescita tecnologica senza pari penso nella storia dell’uomo consentendo di raggiungere obiettivi impensabili in ogni campo, dalla medicina, alla comunicazione, alla ricerca, al divertimento, sfortunatamente anche negli armamenti, ma soprattutto è entrato a far parte del nostro vivere quotidiano definendone continuamente i cambiamenti che lo si voglia o meno.

Oggi le sfide si chiamano Quantum Computing, Switch Ottici e transistor biologici ma ode al vecchio transistor che ci ha si rifilato il telefonino ma anche, ad esempio, le tecnologie mediche grazie alle quali abbiamo ieri potuto festeggiare un bel bambino che l’invenzione di quei tre incredibili scienziati ha aiutato a combattere per essere qui con noi.

Per approfondimenti potete leggere articoli anche decisamente più interessanti su Gigaom  e CNN e potete leggere la storia del transistor su Wikipedia 

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