Nicola De Carne -

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luglio 2007

09/07/07

I paradossi dell'ambientalismo

Ultimora200707084 Tralasciando la "sfiga terribile" di Al Gore a cui beccano il figlio ubriaco e con la droga in auto giusto la sera prima del megaconcertone mondiale, ho cercato di riflettere un po sulle polemiche scoppiate sul Live Heart e quanto è costato al pianeta in termini di produzione di gas serra.

Il problema forse va ancora oltre e bisognerebbe chiedersi che senso hanno ancora queste enormi manifestazioni di massa a cui ormai siamo non solo abituati ma quasi assuefatti.

A riprova di questo solo a Wembley ci sono stati 2 megaconcerti nell'arco di una settimana, roba che gi artisti non sapevano bene se stavano cantando ancora per LadyD, per salvare la terra o se era il caso di portarsi avanti e cantare già per il prossimo Live Aid che il buon Geldof e Bono si staranno già adoperando a organizzare.

Mi risulta difficile nell'era della comunicazione digitale, del web 2.0 e del chi più ne ha più ne trasmetta, accettare queste operazioni amarcord stampo anni 80 che ormai sono ridotte a enormi vetrine planetarie per gli organizzatori più che essere risposte concrete ai problemi a cui si rivolgono o dicono di rivolgersi.

E' indubbiamente vero, seppur triste, che i grandi cantanti, le star del cinema ( forse comprese le porno star ), quelle della televisione, hanno una forza di persuasione molto forte sulla massa ( basti pensare che qualcuno crede veramente che Corona sia un martire del potere assolutistico di uno stato dittatoriale ) ma proprio per questo mi chiedo se non sarebbe più efficace e concreto fare in modo che questi grandi opinion leader, grazie alle nuove tecnologie di comunicazione, possano raggiungere quasi personalmente ogni singolo fan per convincerlo ad avere atteggiamenti più corretti nei confronti del pianeta su cui vive.

Il risultato forse sarebbe meno spettacolare e si venderebbero meno diritti televisivi, gadget,compilation, ma con tutta probabilità costringerebbe la gente ad una riflessione sul proprio stile di vita che purtroppo sempre più spesso si rifà allo stile di vita di chi sta dietro il tubo catodico o, per essere più attuali, lo schermo LCD.

Ma questo potrebbe significare dover dire che certi prodotti non vanno comprati, che certi mezzi di trasporto non vanno presi, che in certi paesi magari sarebbe meglio non andare a portar soldi fino a quando non si decidono a mettersi in regola con la nostra Terra...... vabbe.... meglio continuare ad andare ai concerti....

La vignetta è ripresa dal bellissimo Alboblog della crew di Shockdom.

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Non è colpa tua....è che non ti merito......

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Può anche capitare che una compagnia telefonica vi recapiti una lettera in cui vi dice che dopo sofferta riflessione ha capito che non è la compagnia adatta alle vostre esigenze e quindi seppur a malincuore vi stacca il servizio lasciandovi liberi di trovare nuovi affetti telefonici.....

Ma come nelle migliori storie d'amore che finiscono con il classico..."lo faccio perchè non ti merito"....anche la vostra compagnia vi dice che potrete rimanere amici tanto che vi da' la possibilità entro una certa data di portarvi il vostro numero telefonico su un altro operatore.

E' quanto è successo proprio negli Stati Uniti a degli, immagino, sbigottiti clienti della Sprint che si sono visti cancellare l'abbonamento a causa dell'insistente ricorso al call center per lamentele, segnalazioni, ecc. ( vedere per credere la lettera )

La Sprint dagli inizi del 2007 ha perso circa 200.000 clienti..... mi chiedo ..... ma se in Italia dovessero mandare una lettera dicendo che a causa del continuo ricorso al call center si vedono costretti a staccare il contratto.....quanti sarebbero i tele-divorziati?

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04/07/07

L'economia delle conoscenze

Ho letto un interessante articolo di Franco Morganti su Corriere Economia di lunedi scorso che mi ha portato a riflettere, più di quello che faccio solitamente, sul mondo degli innovatori e il rapporto con le Università e i fondi di investimento.

Si fa un gran parlare di questo tema e si buttano al vento centinaia di ore di convegni per parlare dell'importanza dell'innovazione e della piaga della mancanza della stessa, ma non ci si sofferma mai sul fatto che in realtà non mancano in Italia gli innovatori ma manca il sistema che dovrebbe consentirgli di mettere in atto le innovazioni e farle diventare poi profittevoli ( parola che a volte provoca disgusto fino a quando non andiamo al bancomat a ritirare ).

Gli innovatori per loro natura non si muovono su un mercato regolamentato anzi tendono a sovvertire le regole per riscriverle e creare quindi nuove prospettive.

In Italia gli investitori confondono il fare innovazione con il fare gli inseguitori e questo perchè non esiste un sistema di investimenti in capitale evoluto almeno quanto le idee che dovrebbero finanziare.

Ci troviamo davanti a persone con il manuale del giovane investitore che non contempla l'innovazione in quanto tale ma solo la tecnologia, qualsiasi essa sia, facile e con pochi rischi.

Sul manuale dei giovani investitori non c'è la dicitura :  investire in innovazione comporta sicuramente rischi maggiori e fattori di valutazione atipici rispetto l'investimento in tecnologie o mercati tradizionali.

E così ci si trova a parlare con fondi di investimento che si eleggono a investitori in innovazione ma che alla fine non chiedono altro che  un'idea brillante, nuova, che cresca in fretta e con pochi rischi/competitori.

Ma se uno avesse per le mani un miracolo del genere avrebbe bisogno di chiederti dei soldi??!!

Il problema vero è che in Italia manca un vero sistema di sostegno finanziario dell'innovazione sia pubblico che privato perchè in questo momento le strutture delegate a fare questo si muovono in modo ceco, senza una visione a medio e lungo termine dell'evoluzione tecnologica e usano come fari del futuro riviste tipo PCMania, Computer Magazine, T3 ( riviste di assoluto rispetto ma non certo punti di riferimento per disegnare scenari futuri ) invece di affidarsi a veri studi fatti magari da persone capace e illuminate in grado di percepire in poche battute la grande opportunità che si para davanti.

La riflessione che quindi faccio sempre più spesso è che in realtà in questo paese essere degli innovatori è un handicap non una risorsa ma è indispensabile perseverare in questo pur senza illusioni ma con la fermezza di dover fare la differenza creando quel valore aggiunto che la finanza dovrebbe premiare ma invece addirittura fatica a capire.

Nel frattempo gli innovatori si trovino lo zio d'America perchè qui viviamo ancora in quello che Morganti definisce, in una riflessione assolutamente e tristemente azzeccata, l'economia delle conoscenze più che della conoscenza

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03/07/07

iPhone o iPod Wi-Fi

Iphone

Se qualcuno capitasse dalle parti degli Stati Uniti e passando davanti alla vetrina di un Apple Store fosse colto da un raptus pensando che quel fantastico gioiello tutto nero con le icone colorate in Italia sarebbe inutile, si sbaglierebbe di grosso.

Cos'è un iPhone senza la SIM dell'AT&T? un bellissimo e costoso iPod Wi-Fi enabled con cui navigare in qualsiasi posto del mondo e telefonare in VOIP via Wi-Fi.

Leggere per credere http://www.tuaw.com/2007/07/02/tada-the-6th-gen-contract-free-wifi-enabled-ipod/

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Il DAB è morto lunga vita al DAB

E' di qualche giorno fa l'annuncio della RAI di voler abbandonare i progetti DVB-H per la trasmissione dei programmi televisivi sui telefoni cellulari.

Il DVB-H fu lanciato come la salvezza dei conti economici delle telecom mobili durante il 3GSM di Barcellona di due anni fa e mi ricordo che non si parlava di altro con grandi annunci trionfalistici da parte dei grandi operatori primo fra tutti 3.

In realtà poi, come spesso purtroppo accade, le aspettative sono state mano a mano deluse e in particolar modo 3, che ha puntato molto sul lancio dei suoi videofonini complice anche un Campionato del Mondo capitato a pennello, si è ritrovata con dei conti economici presumibilmente non brillanti e comunque sicuramente alla fine del 2006 aveva un numero di abbonati al servizio decisamente lontano dagli obiettivi ( 500.000 abbonati ).

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HackingByAltaLangaNight

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02/07/07

Il venditore del secolo!!! compreso quello scorso....

Per me è ormai un punto di riferimento e a tutti gli effetti un genio del male della tecnologia consumer dei tempi moderni e forse anche di quelli futuri.

Parlo di Steve Jobs che penso possa essere ormai considerato il venditore "imbonitore" del secolo.

Mi ricordo ancora quando tirò fuori il gioiello iPod e disse......provare la sensazione di vedere la musica che si ascolta.... un'esperienza nuova e irripetibile.... e via tutti a prendere l'iPod....

Poi tirò fuori lo shuffle e disse.... provate il brivido di non sapere quale sarà il brano che state per ascoltare..... e via di Shuffle

Adesso incalzato dai critici che gli fanno notare che sfortunatamente il nuovo iPhone funziona solo con la lenta rete Edge lui cosa fa? Tira fuori la carta Wi-Fi e dice....... bisogna liberarsi dal concetto che per navigare dobbiamo usare la rete cellulare....grazie ad iPhone i nostri clienti potranno fare l'esperienza di navigare con la più veloce ed economica delle tecnologie wireless...il Wi-Fi....con buona pace dell'AD di AT&T che certo felice non è di far sapere che i possessori di iPhone possono parlare online gratuitamente grazie a questo....

Mi chiedo......quando l'iPhone sarà pronto per l'UMTS o addirittura l'HSDPA ( anche perchè se no in Europa non entra ) quanto ci metterà il nostro amico a dire che è ora che la gente viva l'imperdibile esperienza di navigare con la telefonia cellulare piuttosto che essere legati al vecchio hot spot Wi-Fi che diciamocelo....è così scomodo....

Diavolo di un Jobs!!!

PS : di seguito l'interessante intervista rilasciata al Wall Street Journal http://online.wsj.com/article/SB118306134626851922-email.html

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Industria 2015

Segnalo un'interessante iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico che ha avviato la consultazione sui temi prioritari per il Progetto di innovazione industriale sulla mobilità sostenibile.

Le imprese interessate sono da oggi, e fino al 27 luglio, invitate a partecipare alla consultazione, indicando i temi prioritari e suggerendo idee progettuali.

Il progetto ha lo scopo di favorire lo sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni tecnologicamente innovative in grado di rispondere ai bisogni di mobilità e trasporto di persone e merci, più efficienti e al tempo stesso maggiormente rispettose dei vincoli ambientali e sociali, accrescendo così la capacità competitiva dei settori industriali coinvolti.

La consultazione è rivolta anche a Regioni e Province autonome per l'individuazione di tutte le sinergie e le complementarietà attivabili. Per maggiori informazioni e per iscriversi all'iniziativa www.industria2015.ipi.it

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01/07/07

La banda larga nel paese dei tesoretti

Mentre nel DPEF si fa riferimento accalorato al sostegno verso la costruzione di nuove reti digitali, gli stessi autori di questo bellissimo testo che in realtà poco di concreto dice, gongolano pensando all'ennesimo tesoretto che porterà la gara sul Wi-Max e la prossima gara per l'assegnazione delle frequenze ETACS.

Strano modo di supportare la costruzione delle nuove autostrade digitali, affossandone lo sviluppo con balzelli ( chiamati licenze ) per fare cassa che poi quasi sicuramente non verrà investita in strumenti per l'evoluzione digitale delle aree tecnologicamente depresse sparse su tutto il territorio nazionale.

Gentiloni parla, come tutti i suoi predecessori, di un'ingerenza dello stato necessaria per dipanare la giungla delle frequenze che i politici per primi hanno non solo fatto finta di non vedere ma spesso e volentieri facilitato.

E così con tutta probabilità saremo destinati a vedere di nuovo un'operazione falimentare tipo l'UMTS che, anche grazie ai costi carissimi delle licenze, ha faticato e sta ancora faticando moltissimo nel trovare il giusto modello di business.

La speranza è che persone decisamente più illuminate del nostro ministro come Viviane Reding vengano maggiormente ascoltate verso una liberalizzazione indispensabile per agevolare concretamente la lotta al divario digitale e continuo a dire soprattutto sociale.

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