Il DAB è morto lunga vita al DAB
E' di qualche giorno fa l'annuncio della RAI di voler abbandonare i progetti DVB-H per la trasmissione dei programmi televisivi sui telefoni cellulari.
Il DVB-H fu lanciato come la salvezza dei conti economici delle telecom mobili durante il 3GSM di Barcellona di due anni fa e mi ricordo che non si parlava di altro con grandi annunci trionfalistici da parte dei grandi operatori primo fra tutti 3.
In realtà poi, come spesso purtroppo accade, le aspettative sono state mano a mano deluse e in particolar modo 3, che ha puntato molto sul lancio dei suoi videofonini complice anche un Campionato del Mondo capitato a pennello, si è ritrovata con dei conti economici presumibilmente non brillanti e comunque sicuramente alla fine del 2006 aveva un numero di abbonati al servizio decisamente lontano dagli obiettivi ( 500.000 abbonati ).
Mamma RAI si fa due conti in tasca, ogni tanto lo fanno anche in Viale Mazzini, e decide che spendere 300.000.000 di Euro, in gran parte dei contribuenti, non è proprio il caso avendo un'alternativa, il DMB, sicuramente meno evoluta e potente dal punto di vista in particolar modo dell'interattività, ma allo stesso tempo molto più economica, libera ( cioè in chiaro ) e basata su una tecnologica ormai ampiamente testata che è il DAB.
Il DAB è una tecnologia di trasmissione nata più di una decina di anni fa e voluta come rampa di lancio delle trasmissione radiofoniche nel mondo digitale.In realtà anche questa tecnologia in parte falli ma non per la tecnologia in se questa volta ma per la mancanza di un vero modello di business e soprattutto per il disinteresse generale dei grandi produttori di terminali per nulla interessati a buttar via la vecchia cara FM.
Infatti molto spesso capita che le nuove tecnologie nascano e muoiano per motivi tuttaltro che tecnologici ma soprattutto politici e commerciali.
La storia ne è piena, se i grandi produttori non hanno interesse a produrla o hanno i magazzini ancora troppo pieni del vecchio prodotto la nuova tecnologia muore come ad esempio il famoso DECT che agli inizi degli anni '90 nel pieno dell'ETACS e all'alba del GSM scelse il momento sbagliato per uscire, morendo quasi subito.
Grazie proprio alla sua nuova applicazione non più relegata semplicemente alle radio e autoradio ma anche e soprattutto ai telefoni cellulari il DMB sta incontrando il favore dei produttori di device che non solo non vedono più in pericolo i loro vecchi business basati su FM ma addirittura vedono nuovi potenziali mercati aprirsi a livello mondiale.
Così, sull'onda del successo riscosso in paesi come la Corea del Sud con oltre 4 milioni di abbonati nel primo anno, spuntano i primi lettori MP3 basati su DMB e soprattutto i primi telefoni cellulari in grado di ricevere il segnale audio e video in DMB.
Dalla prossima estate a Roma e poi a Milano la RAI lancerà i primi servizi che poi si estenderanno anche ad alcune radio FM facenti parte del Consorzio DAB, a un paio di canali TV musicali e soprattutto alle radio locali che in effetti possono sperare di avere in questa nuova tecnologia un'importante opportunità per espandere il proprio business a un costo relativamente ridotto.
Unico neo del DMB è la mancanza di un canale interattivo a fronte della possibilità di ricevere i segnali in chiaro e quindi senza pagare canoni di abbonamento.
Resta solo da capire quale sarà il modello di business degli operatori privati che, al contrario della RAI che dovrebbe fornire un servizio pubblico, devo giustamente fa quadrare i propri conti con servizi a pagamento.
C'è ancora un'altra cosa da chiedersi..... siamo sempre sicuri che la gente abbia voglia di vedere la TV sul proprio telefonino cosi come siamo abituati a vederla sul nostro camino digitale?
Tutto questo con buona pace di Novari ( AD di 3 Italia )


Interessante, ma il DAB che utilizzi pratici potrà raggiungere? Se ne sente parlare da tempo, ma che speranze abbiamo di vederlo realmente applicato a livello di massa? Ok, comunque il centro del post era sul DMB...
Scritto da: smart | 04/07/07 a 19:22
difficilmente vedremo un uso di massa del DAB perchè appunto non esistono device per ricevere il segnale.
Il DMB invece apre nuovi scenari e un futuro con tutta probabilità dagli sviluppi ad oggi poco definibili.
Ad esempio, vista la sua capacità di coprire lunghe distanze, potrebbe anche essere pensabile usarlo per la trasmissione di dati e quindi anche per l'accesso Internet nelle zone montane o rurali difficilmente raggiungibili a basso costo anche con il wifi.
Scritto da: nicola de carne | 04/07/07 a 19:37