Il rumore delle barriere che cadono....
L'ELETTRICITA' DEL FUTURO SARA' WIRELESS?
Devo ammettere che leggendo la notizia sul MIT News sono rimasto affascinato e perplesso nello stesso momento. Perplesso perchè non è la prima volta che si sfida l'ultima barriera del wired, il filo elettrico, ma affascinato perchè questo esperimento non fa che confermare quanto questo processo sia ormai irreversibile.
Li per li comunque l'ho presa come una notizia interessante ma non sconvolgente anche perchè si parla di distanze veramente minime e con apparecchiature assolutamente da laboratorio, ma comunque la strada adesso è segnata e sarà solo un problema di tempo.
Mi ha stupito poi questa mattina l'eco mediatico che la notizia si è guadagnata con pagine intere sulle principali testate nazionali e immagino servizi nei vari TG che stamattina ammetto non aver visto.
Vorrei quindi soffermarmi su un ragionamento che parte necessariamente dalla notizia in se e poi prenda in considerazione l'impatto dell'eco mediatico su quanto accade nel mondo e le aspettative, il più delle volte poi disattese, che questo crea nella gente.
Quanto ottenuto nei laboratori del MIT per opera di uno staff eccezionale capitanato dal Prof. Soljacic è sicuramente importantissimo per i prossimi sviluppi che ne possono conseguire. Sviluppi va detto però che non possono arrivare prima di almeno 10 o 20 anni e questo non solo per motivi tecnologici abbastanza evidenti ma soprattutto per effetto degli enormi impatti che un'invenzione di questo genere ha sul mercato mondiale e per lo scontrarsi con interessi neanche immaginabili delle multinazionali.
Dico questo anche perchè è da questa mattina che ricevo SMS e telefonate di amici che conoscendo la mia attività e il mio impegno nel wireless erano entusiasti e già mi vedevano da lunedi cavalcare l'onda del notizione.
Possiamo provare a disegnare scenari futuri, a questo proposito rimane per me scolpita nella pietra una frase di un VP della Sony Ericsson che durante un incontro tirò fuori carta e penna e mi disse.... "sai io non lavoro io disegno".
Possiamo immaginare cellulari che si ricaricano da soli appoggiati sul divano, il nostro PC portatile che finalmente in treno non si scarica perchè alimentato a distanza con le onde elettromagnetiche presenti nel vagone o il robot domestico del nostro futuro che non avrà bisogno di batterie per pulire casa nostra perchè continuamente collegato all'elettricità senza fili, ma l'importante è sapere che, al di fuori del clamore mediatico, anche giusto forse, queste saranno scene che probabilmente vedranno i nostri nipoti.
Uno dei passaggi secondo me più importanti dell'intervista rilasciata da Joannopoulos, del team del Prof. Soljacic, è la considerazione che non sia un caso che questo esperimento fatto adesso stia suscitando tanto clamore. Solo negli ultimi anni l'esplosione delle apparecchiature portatili ( primo fra tutti il telefono cellulare ) ha generato nella gente una sofferenza sempre più crescente verso le batterie e la necessità di avere una presa della corrente a portata per evitare di rimanere tecnologicamente a piedi.
L'avvento poi della connettività nomadica ha ulteriormente rafforzato l'esigenza di liberarsi dal fardello del cavetto nero e soprattutto ha reso evidenti i forti limiti della dipendenza dalle batterie che, seppur con investimenti billionari, continuano a essere l'anello debole per lo sviluppo di sistemi wireless multimediali.
Quanti di noi avranno detto "che me ne faccio di un pc wireless o di un videotelefono se poi la batteria regge niente?"
Ma grazie a Soljacic e compagni i nostri nipoti molto probabilmente non avranno più questo problema....è solo questione di tempo, la strada è aperta. D'altronde chi poteva dire meno di 20 anni fa ammirrando il telefono del capitano Kirk che un giorno non avrebbe praticamente avuto altro che quello per poter telefonare.
Per leggere l'articolo su MIT News http://web.mit.edu/newsoffice/2007/wireless-0607.html



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