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Uairless!! -

31/07/08

Come si elegge un presidente negli USA?

Common Craft colpisce ancora e ci spiega in questo bellissimo video come funzionano le elezioni presidenziali negli USA facendo emrgere secondo me più di una domanda a riguardo.


Nicola ( www.wifighters.it )

CATEGORIE: Dal mondo, Prima pagina

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08/07/08

British Telecom "finanzia" il Web libero

Continua l'incessante impegno di Sir Tim Berners Lee per garantire uno sviluppo democratico e un accesso ad Internet che sia il più facile e libero possibile per tutti.

Ieri durante una conferenza stampa ha annunciato la partnership fra la Web Science Research Initiative (WSRI) e la  National Endowment for Science Technology and the Arts (NESTA).

L'obiettivo di questa importante iniziativa, resa possibile da un ingente investimento della British Telecom di cui però non si conosce l'ammontare esatto, è l'identificazione di tutte quelle azioni necessarie per garantire un'equo accesso alla rete e lo studio del'impatto che il web ha sulla crescita economica e sociale del Pianeta.

Il messaggio che arriva sempre forte e chiaro è l'assoluta necessità di un impegno forte da parte dei governi, delle istituzioni accademiche e dei grandi media mondiali per garantire che il Web rimanga sempre una piattaforma aperta per la collaborazione e lo scambio di informazioni ai quattro angoli del Pianeta.

www.wifighters.it

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30/06/08

Il giornalismo che graffia

Sollecitato da amici, sabato scorso ho comprato il settimanale Il Mondo  ( in realtà a stamattina ancora non hanno aggiornato l'indice online  con il nuovo numero ) sulla cui copertina dell'inserto Il Mondo Hi-Tech si stagliava un roboante titolo "Green Internet, parlano i guru di google, Brin, Page, Schmidt e il numero uno di cisco italia, Venturi. Spiegano perchè il web può tagliare i costi, ecc.ecc.ecc.

Tralasciando l'intervista ai ragazzi di Mountain View che certo non è entrata in temi scottanti tipo la collaborazione di Google con il governo cinese per "stanare" i dissidenti e i proprietari di blog indesiderati ( come peraltro fa anche Yahoo! per non giocarsi il mercato della bandiera a stelle gialle su sfondo rosso ) e ha solo sfiorato il problema della spropositata concentrazione di dati sensibili che Google ogni giorno utilizza e non sempre proprio nel rispetto della Privacy, vorrei fare due riflessioni su quella a Stefano Venturi che a mio parere è risultata a volte  imbarazzante per la sua accondiscendenza.

Premesso che ritengo Cisco una delle più belle Società del Mondo per la sua efficienza, non me la sento di condividere l'immagine di liberatori della rete e evangelisti di un uso "sano" della stessa.

Dire che "senza i router di Cisco probabilmente Internet non esisterebbe" è come dire che in Italia se non fosse esistitita Telecom Italia comunicheremmo ancora con i segnali di fumo.

Bisognerebbe invece chiedersi come sarebbe Internet senza la Cisco e domandarsi se avrebbe mantenuto quel carattere democratico con cui in realtà fu concepita e nacque ma che grazie appunto a società come Cisco, ha perso nel tempo a causa, appunto, degli scatolotti che ingabbiano il traffico e ne determinano le regole.

Bisognerebbe chiedersi se proprio Cisco ci ha abituato ad avere una rete governata Top Down dalle sue macchine e che nel giro di pochissimi anni  ha imposto le sue logiche di gestione di Internet al mondo intero.

Oggi si fa tanto parlare della rete bottom up ma come ho scritto più volte la rete è Bottom Up ma anche no e forse proprio grazie ad aziende come la Cisco.

Con questo non voglio dire che sia sicuramente e solo un male, anzi, ma al tempo stesso non riesco proprio ad accettare che un publiredazionale venga addirittura trasformato in una storia di copertina su una testata autorevole come quella de Il Mondo e soprattutto del Corriere della Sera.

L'intervista si snoda attraverso un percorso di domande che sembrano tutte degli assist perfetti per il numero uno di Cisco, persona chiaramente di tutto rispetto e fra i protagonisti della rete a livello internazionale, che non perde occasione per lanciare piccoli spot pubblicitari dei propri prodotti, come quando il giornalista tira fuori dal cilindro la domandona sulla pericolosità dei virus. Una tentazione a cui Venturi non riesce a resistere e così scatta la promozione dei sistemi antivirus presenti su tutti i loro router ( tema peraltro poi ripreso in grande evidenza in un bottone sulla stessa pagina in alto ).

La tensione si alza quando il giornalista lancia l'allarmante presagio di un collasso del traffico di Internet, subito tranquillizzato però dall'AD di Cisco Italia che irrepresenbile lo rassicura sul fatto che Cisco vigila su questo reale problema  e grazie ai suoi prodotti tutti i responsabili IT potranno godere sogni tranquilli.

Ma il fondo a mio parere viene toccato quando come soluzione green Internet viene letteralmente venduta la tecnologia di video conferenza di Cisco grazie alla quale possiamo diminuire gli spostamenti e quindi inquinare di meno con le nostre auto.

Mancava solo una cosa a questa intervista in cui si sarebbe dovuto parlare, secondo il titolo di copertina, del futuro di Internet, del suo impatto sui consumi energetici e soprattutto di che cosa possono farci le aziende.... la scritta Informazione Pubblicitaria.

Nota successiva alla pubblicazione del post : a proposito delle responsabilità di Google, come di altri motori di ricerca, rispetto la censura su Internet nei paesi a regime autoritario, ma anche economicamente forti, come la Cina,  segnalo un bel articolo pubblicato qualche ora fa su VisionPost

CATEGORIE: Prima pagina

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23/06/08

piccole emozioni senza tempo

Spaceinvaders Ci sono degli oggetti, dei giochi, dei pezzi della nostra vita che rimangono indelebilmente fermi nella nostra memoria e nei nostri cuori.

E' il caso ad esempio, per i quarantenni come me, del Subbuteo o di quello che posso a tutti gli effetti definire il mio "fire starter" del digitale : Space Invaders.

Non mi ricordo neanche più se ci volevano 100, 200 o 500 Lire per ogni partita, so solo che, come molti della mia età, ci passavo ore intere ed è incredibile come quel gioco che oggi ci sembra lentissimo, fosse per noi, non certo  generazione digitale, una sfida non semplice come anche il mitico Donkey Kong.

Ebbene proprio in questi giorni Space Invaders ha compiuto 30 anni e ancora oggi rimane un cult anche per le nuove leve digitali certo molto più avvezze di noi 30 anni fa a confrontarsi con i bit.

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CATEGORIE: Giochi

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19/06/08

Enterprise 2.0, una finestra internazionale a Varese

Il 25 giugno  l'Università dell'Insubria di Varese in collaborazione con Open-Knowledge, una delle più interessanti  Società di consulenza nell'ambito dell'Enterprise 2.0 in Italia, propongono alle aziende italiane un'importante occasione di incontro e discussione sulle opportunità e i vantaggi competitivi che l'Enterprise 2.0 può significare per le aziende di ogni dimensione.

Durante un fittissimo programma che vede in agenda speaker di eccellenza  fra cui  Thomas Vander Wal, esperto internazionale di social tagging ed inventore del termine
“Folksonomy”, Laurence Lock Lee, guru internazionale sulla social network analysis e Luis Suarez, blogger ed evangelizzatore sul social computing in IBM, non mancheranno le occasioni di confronto anche con aziende internazionali veri e propri centri di eccellenza di questo settore grazie a soluzioni innovative,  semplici ed efficaci come la Worklight.

Proprio questa caratteristica internazionale, sempre molto rara in Italia, mi ha portato a voler segnalare questa che mi sembra una delle più interessanti iniziative degli ultimi mesi e che sono sicuro sarà solo la prima di una lunga e interessante serie.

Enterprise 2.0 Forum è gratuito e si svolgerà a Varese il 25 Giugno presso l'Aula Magna dell’Università dell'Insubria in Via Ravasi 2 con inizio dalle 9.  ( Mi dicono che sia già full quindi conviene iscriversi )

I miei complimenti e un grande in bocca al lupo a Emanuele Quintarelli che tanto si è speso per l'organizzazione e per mettere insieme un panel di tutto rispetto.


CATEGORIE: Tecnologia

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11/06/08

Nasce WiFighters

Logo_icona2 Per la prima volta approfitto di questo blog per annunciare e perchè no promuovere un'iniziativa che mi entusiasma e mi fa molto piacere.
Con i miei colleghi abbiamo fatto nascere WiFighters, un blog con cui intendiamo condividere la nostra visione del futuro delle reti wireless e la nostra volontà di promuovere la costruzione basata su modelli aperti e soprattutto in grado di generarsi e sostenersi con l'aumentare delle esigenze specifiche del territorio.
Per fare questo crediamo fortemente nella necessità di confrontarsi con quanti stanno lavorando nella stessa direzione e non sempre, come accade  anche a noi, trovano un pubblico disposto a dare credito a ipotesi che rompendo gli schemi costringono a profonde riflessioni sulle alternative possibili a quanto il mercato fino ad oggi ci ha abituato.

Chiaramente le  idee che troverete dentro WiFighters sono alla base di quella che solo fino a due anni fa era a sua volta un'idea nata  al Politecnico di Torino e che oggi si chiama Wi-Next.

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01/06/08

Le blogstar e il mondo reale

Le vignette di Geek and Poke sono sempre geniali nella loro sintesi.
Internetcelebs2

















In effetti questo secondo me è quanto sta accadendo nella rete dove si assiste sempre più allo svilupparsi di dinamiche da star system che stanno alla base del mainstream.
E così vediamo fantastici barcamp dove le blogstar arrivano più per misurare la loro visibilità a volte che per dare un vero contributo alle discussioni.

Per non parlare di chi palesemente tenta la strada della rete sperando di avere una visibilità tale che consenta di sbarcare poi sul mainstream ovvero sul piccolo schermo sempre più piatto.

Il problema è che appena fuori da quella che ormai è sempre più solo una sfera si scopre che nessuno sa di cosa tu stia parlando.

CATEGORIE: Opinioni brevi

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14/05/08

Report RAI3 e il Wi-Fi : quando l'informazione diventa terrorismo psicologico

Domenica sera è andata in onda una puntata di Report in cui è stato ritrasmesso integralmente un servizio del programma settimanale Panorama della BBC, ormai di un anno fa, dove veniva lanciato un allarme piuttosto importante e grave sull'uso dei sistemi Wi-Fi nelle città inglesi e sui danni che le radiazioni emesse dagli apparati di trasmissione causano ai cittadini e in particolar modo ai bambini nelle scuole.

Il video era online sul sito di Report fino a ieri nel primo pomeriggio ma poi è misteriosamente scomparso anche se voglio immaginare per un problema di diritti con la BBC.
Comunque grazie a Youtube il video è ancora accedibile e ne riporto la prima delle tre parti.

La seconda parte è possibile vederla qui  e la terza qui

Premetto che ho sempre considerato Report un programma di informazione abbastanza attendibile, anche se dai toni un po troppo inquisitori,  ma dopo questa puntata devo purtroppo ricredermi e non perchè, come qualcuno potrà sicuramente pensare, io lavoro nel settore delle telecomunicazioni ma semplicemente perchè la Redazione di Report ha volutamente omesso un piccolo dettaglio che da' l'idea di quanto questo servizio fosse ingannevole.

Partiamo dall'inizio.

A Marzo del 2007 BBC Panorama manda in onda il servizio che basa la sue teorie allarmistiche essenzialmente sul parere di Sir William Stewart un quotato biologo cellulare e Capo dell'agenzia per la protezione sulla Salute inglese, una sorta di ARPA italiana.
Sir William, supportato da altri eminenti scienziati, afferma che  le frequenze utilizzate dai sistemi Wi-Fi sono molto dannose arrivando fino ad affermare che l'agenzia mondiale per la salute dovrà rivedere le sue affermazioni "ingannevoli" sulla non esistenza di prove certe sulla pericolosità di queste frequenze.

Il servizio si sviluppa attraverso misurazioni di campo all'interno di scuole che usano il Wi-Fi e dichiarazioni tecniche che agli occhi di qualsiasi persona un minimo preparata non possono non apparire  quantomeno campate per aria.

A parte continue commistioni fra le tecnologie cellulari e quelle Wi-Fi, si arriva anche ad affermare che utilizzino le stesse frequenze,  i tecnici in campo effettuano misurazioni  comparando i diversi segnali  senza, volutamente, tener conto delle diverse condizioni di utilizzo percui ne viene fuori uno scenario che in pratica dice : dove ci sono i cellulari le radizioni sono minime, dove c'è il Wi-Fi le radiazioni sono decine di volte superiori.

E' chiaro che se faccio una misurazione di campo per le tecnologie cellulari, che hanno frequenze molto più basse di quelle Wi-Fi, in un momento in cui le cellule non sono utilizzate rileverò una potenza di segnale molto bassa.
Se al contrario farò una rilevazione di un segnale Wi-Fi che lavora su una frequenza molto più alta mentre sarò all'interno di una stanza con tutti i PC accessi e magari una decina di download in corso, troverò una potenza di segnale decisamente più elevata anche se  all'interno dei parametri massimi definiti dalle normative.

Ma lo scenario drammatico disegnato dai giornalisti della BBC non si ferma alla scuola dei bambini, prosegue anche oltre confine fino a Stoccolma dove si va a casa di una ragazza che si sta facendo dipingere i muri della propria stanza con una speciale vernice nera per bloccare le radiazioni.

In realtà non è poi dato bene sapere da quali tipi di radiazioni questa ragazza debba proteggersi.

Si arriva addirittura a parlare di livelli di invalidità civile per esposizione al Wi-Fi.

In tutto questo rumore apocalittico cerca di fare un minimo di chiarezza o per lo meno di far sentire un'opinione diversa il Prof. Repacholi che però viene inserito all'interno di un panino mediatico che avrebbe fatto invidia anche al buon Mimun.
Inoltre in più occasioni l'integrità del Prof. Repacholi viene "velatamente" messa in discussione tirando in ballo suoi passati interessi e consulenze ad aziende del settore.

Nei giorni subito successivi alla puntata in Inghilterra si è scatenata una feroce polemica non solo nel mondo delle telecomunicazioni ma soprattutto nel mondo scientifico che si è in generale schierato non tanto contro l'allarme lanciato dal programma ma quanto contro il modo non certo definibile trasparente ed equo con cui il problema è stato trattato.

La BBC ha aperto un'inchiesta interna mirata a chiarire se ci fossero state delle forzature e il risultato è stato un comunicato della ECU (Editorial Complaints Unit) a fine novembre 2007 in cui, seppur sostanzialmente ribadendo l'esistenza di un potenziale problema di salute pubblica,  si ammettevano parziali forzature  a favore della sola tesi basata sulle opinioni di Sir William Stewart.

E qui sta a mio parere la grave mancanza e il risvolto anche professionalmente triste dell'atteggiamento della redazione di Report la quale non ha fatto alcun riferimento alla rettifica della  stessa BBC che, successivamente ad un'indagine interna, ha definito il proprio servizio non bilanciato e non completamente veritiero sui fatti.
Dichiarazione peraltro riportata da autorevoli testate giornalistiche come il The Guardian e quindi facilmente reperibile attraverso Google.

Questo modo di fare giornalismo sfortunatamente non dovrebbe essere di testate che hanno costruito la loro storia sulla credibilità e l'equidistanza, questo giornalismo non è comunicazione ma vero e proprio terrorismo psicologico gratuito.

Inoltre non mi è chiaro perchè in tutto il servizio Report non abbia fatto alcun accenno alla tecnologia Wi-Max del tutto assimilabile al Wi-Fi ma con potenze in gioco decisamente più elevate ( e con questo ancora non significa che sia per forza letale per la popolazione ).

Questo modo di informare mi fa venire in mente un sito scientifico che tratta del Monossido di Idrogeno ( questa la versione italiana ) in cui si afferma   che questa sostanza sia ad esempio la principale causa delle pioggie acide, che mieta migliaia di vittime ogni anno per la sua inalazione e che sia stata sempre utilizzata dai peggiori killer protagonisti delle stragi nelle scuole.

Il Monossido di Idrogeno altro non è che l'acqua ma certo descritta così fa molta più paura.

Chissa se i signori di Report riteranno anche loro di dover fare una rettifica la prossima settimana dando magari voce anche a chi ha un parere scientifico contrario basato su dati altrettanto validi di quelli usati per lanciare l'allarme Wi-Fi.


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10/05/08

L'importante è non prendersi troppo sul serio

Questo è un video viral prodotto da un'azienda americana produttrice di palline da golf e accessori vari.

Il sito è www.neverlayout.com e impronta tutta la comunicazione su un tono ironico che sdrammatizza un po quello che spesso è uno sport dove ci si prende un po troppo sul serio.
Il risultato è secondo me molto interessante, vi consiglio di dedicare un po di tempo per navigarlo.

CATEGORIE: Opinioni brevi

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05/05/08

Bottom up....ma anche no....

Ieri sera ho letto e ascoltato con interesse un post di Robin Good, uno dei blogger di riferimento per la rete italiana, riguardo la prossima venuta di Al Gore a Roma e le politiche di coinvolgimento dei blogger italiani nell'evento.

In pratica sembra che dopo un entusiastico invito ai blogger e soprattutto agli influencers italiani a partecipare piu o meno numerosi all'evento che si prometteva Bottom Up e aperto alle domande live e soprattutto libere,  ci sia stato un dietro front degli organizzatori.

Cito un passaggio della mail di invito di Marco Montegnano riportata dallo stesso Robin Good :
"Per allargare però la partecipazione e evitare elite e
autoreferenzialità, in aggiunta si darebbe a ogni blogger una ventina di
inviti per i propri lettori (così che la domanda *live* a Gore, magari la
fa il blogger ma questa può essere la summa di quanto ognuno di noi sul
blog riceverà come commenti).

...

Non so come la vedi ma pensavo che potesse essere una buona idea che Al
Gore anzichè venire a fare solo la solita conferenza stampa incontrasse
i blogger italiani...

...E' la prima volta a memoria, che si fa una cosa del genere - senza un
intento troppo marchettaro, non essendoci di fatto un prodotto da
vendere ma con la voglia di aprire ai blogger... "

Pare che qualche giorno dopo però sia arrivata una mail in cui si annunciava che, per problemi di gestione degli interventi e di minor tempo a disposizione rispetto il previsto, l'organizzazione era passata alla richiesta di pre-sottomettere le domande che sarebbero state poi votate da una non bene precisata giuria  e solo le più votate sarebbe state sottoposte al nuovo guru dell'ecosostenibilità e paladino del futuro della Terra.

Robin Good esprime quindi la sua perplessità e anche un amarezza su questa gestione non completamente coerente e forse poco bottom up, ma nonostante tutto si ripromette di esserci anche se con un provocatorio e simpatico "Al Gore ti aspetto fuori".

Personalmente non ci trovo nulla di strano e di così nuovo in questo atteggiamento che rispecchia quella che forse è la realtà del fantomatico mondo 2.0 e forse conferma un po i dubbi espressi da Kevin Kelly, protagonista da sempre della rete e autore di Out of Control, che in un recente e provocatorio articolo si chiedeva se il modello bottom up fosse reale o se in realtà anche la blogosfera necessiti di un controllo mediato Top Down, esattamente come, secondo me, è successo in questo evento tanto amplificato dalla blogosfera e che probabilmente senza la stessa non avrebbe avuto tanta risonanza nel pubblico ( o target ) di riferimento di Al Gore e della sua casa editrice.


PS: grazie ad Elena per l'ispirazione sul titolo :)



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