Nicola De Carne -

14/05/08

Report RAI3 e il Wi-Fi : quando l'informazione diventa terrorismo psicologico

Domenica sera è andata in onda una puntata di Report in cui è stato ritrasmesso integralmente un servizio del programma settimanale Panorama della BBC, ormai di un anno fa, dove veniva lanciato un allarme piuttosto importante e grave sull'uso dei sistemi Wi-Fi nelle città inglesi e sui danni che le radiazioni emesse dagli apparati di trasmissione causano ai cittadini e in particolar modo ai bambini nelle scuole.

Il video era online sul sito di Report fino a ieri nel primo pomeriggio ma poi è misteriosamente scomparso anche se voglio immaginare per un problema di diritti con la BBC.
Comunque grazie a Youtube il video è ancora accedibile e ne riporto la prima delle tre parti.

La seconda parte è possibile vederla qui  e la terza qui

Premetto che ho sempre considerato Report un programma di informazione abbastanza attendibile, anche se dai toni un po troppo inquisitori,  ma dopo questa puntata devo purtroppo ricredermi e non perchè, come qualcuno potrà sicuramente pensare, io lavoro nel settore delle telecomunicazioni ma semplicemente perchè la Redazione di Report ha volutamente omesso un piccolo dettaglio che da' l'idea di quanto questo servizio fosse ingannevole.

Partiamo dall'inizio.

A Marzo del 2007 BBC Panorama manda in onda il servizio che basa la sue teorie allarmistiche essenzialmente sul parere di Sir William Stewart un quotato biologo cellulare e Capo dell'agenzia per la protezione sulla Salute inglese, una sorta di ARPA italiana.
Sir William, supportato da altri eminenti scienziati, afferma che  le frequenze utilizzate dai sistemi Wi-Fi sono molto dannose arrivando fino ad affermare che l'agenzia mondiale per la salute dovrà rivedere le sue affermazioni "ingannevoli" sulla non esistenza di prove certe sulla pericolosità di queste frequenze.

Il servizio si sviluppa attraverso misurazioni di campo all'interno di scuole che usano il Wi-Fi e dichiarazioni tecniche che agli occhi di qualsiasi persona un minimo preparata non possono non apparire  quantomeno campate per aria.

A parte continue commistioni fra le tecnologie cellulari e quelle Wi-Fi, si arriva anche ad affermare che utilizzino le stesse frequenze,  i tecnici in campo effettuano misurazioni  comparando i diversi segnali  senza, volutamente, tener conto delle diverse condizioni di utilizzo percui ne viene fuori uno scenario che in pratica dice : dove ci sono i cellulari le radizioni sono minime, dove c'è il Wi-Fi le radiazioni sono decine di volte superiori.

E' chiaro che se faccio una misurazione di campo per le tecnologie cellulari, che hanno frequenze molto più basse di quelle Wi-Fi, in un momento in cui le cellule non sono utilizzate rileverò una potenza di segnale molto bassa.
Se al contrario farò una rilevazione di un segnale Wi-Fi che lavora su una frequenza molto più alta mentre sarò all'interno di una stanza con tutti i PC accessi e magari una decina di download in corso, troverò una potenza di segnale decisamente più elevata anche se  all'interno dei parametri massimi definiti dalle normative.

Ma lo scenario drammatico disegnato dai giornalisti della BBC non si ferma alla scuola dei bambini, prosegue anche oltre confine fino a Stoccolma dove si va a casa di una ragazza che si sta facendo dipingere i muri della propria stanza con una speciale vernice nera per bloccare le radiazioni.

In realtà non è poi dato bene sapere da quali tipi di radiazioni questa ragazza debba proteggersi.

Si arriva addirittura a parlare di livelli di invalidità civile per esposizione al Wi-Fi.

In tutto questo rumore apocalittico cerca di fare un minimo di chiarezza o per lo meno di far sentire un'opinione diversa il Prof. Repacholi che però viene inserito all'interno di un panino mediatico che avrebbe fatto invidia anche al buon Mimun.
Inoltre in più occasioni l'integrità del Prof. Repacholi viene "velatamente" messa in discussione tirando in ballo suoi passati interessi e consulenze ad aziende del settore.

Nei giorni subito successivi alla puntata in Inghilterra si è scatenata una feroce polemica non solo nel mondo delle telecomunicazioni ma soprattutto nel mondo scientifico che si è in generale schierato non tanto contro l'allarme lanciato dal programma ma quanto contro il modo non certo definibile trasparente ed equo con cui il problema è stato trattato.

La BBC ha aperto un'inchiesta interna mirata a chiarire se ci fossero state delle forzature e il risultato è stato un comunicato della ECU (Editorial Complaints Unit) a fine novembre 2007 in cui, seppur sostanzialmente ribadendo l'esistenza di un potenziale problema di salute pubblica,  si ammettevano parziali forzature  a favore della sola tesi basata sulle opinioni di Sir William Stewart.

E qui sta a mio parere la grave mancanza e il risvolto anche professionalmente triste dell'atteggiamento della redazione di Report la quale non ha fatto alcun riferimento alla rettifica della  stessa BBC che, successivamente ad un'indagine interna, ha definito il proprio servizio non bilanciato e non completamente veritiero sui fatti.
Dichiarazione peraltro riportata da autorevoli testate giornalistiche come il The Guardian e quindi facilmente reperibile attraverso Google.

Questo modo di fare giornalismo sfortunatamente non dovrebbe essere di testate che hanno costruito la loro storia sulla credibilità e l'equidistanza, questo giornalismo non è comunicazione ma vero e proprio terrorismo psicologico gratuito.

Inoltre non mi è chiaro perchè in tutto il servizio Report non abbia fatto alcun accenno alla tecnologia Wi-Max del tutto assimilabile al Wi-Fi ma con potenze in gioco decisamente più elevate ( e con questo ancora non significa che sia per forza letale per la popolazione ).

Questo modo di informare mi fa venire in mente un sito scientifico che tratta del Monossido di Idrogeno ( questa la versione italiana ) in cui si afferma   che questa sostanza sia ad esempio la principale causa delle pioggie acide, che mieta migliaia di vittime ogni anno per la sua inalazione e che sia stata sempre utilizzata dai peggiori killer protagonisti delle stragi nelle scuole.

Il Monossido di Idrogeno altro non è che l'acqua ma certo descritta così fa molta più paura.

Chissa se i signori di Report riteranno anche loro di dover fare una rettifica la prossima settimana dando magari voce anche a chi ha un parere scientifico contrario basato su dati altrettanto validi di quelli usati per lanciare l'allarme Wi-Fi.


Nova100 tags: , , , ,

10/05/08

L'importante è non prendersi troppo sul serio

Questo è un video viral prodotto da un'azienda americana produttrice di palline da golf e accessori vari.

Il sito è www.neverlayout.com e impronta tutta la comunicazione su un tono ironico che sdrammatizza un po quello che spesso è uno sport dove ci si prende un po troppo sul serio.
Il risultato è secondo me molto interessante, vi consiglio di dedicare un po di tempo per navigarlo.

Nova100 tags: , , ,

05/05/08

Bottom up....ma anche no....

Ieri sera ho letto e ascoltato con interesse un post di Robin Good, uno dei blogger di riferimento per la rete italiana, riguardo la prossima venuta di Al Gore a Roma e le politiche di coinvolgimento dei blogger italiani nell'evento.

In pratica sembra che dopo un entusiastico invito ai blogger e soprattutto agli influencers italiani a partecipare piu o meno numerosi all'evento che si prometteva Bottom Up e aperto alle domande live e soprattutto libere,  ci sia stato un dietro front degli organizzatori.

Cito un passaggio della mail di invito di Marco Montegnano riportata dallo stesso Robin Good :
"Per allargare però la partecipazione e evitare elite e
autoreferenzialità, in aggiunta si darebbe a ogni blogger una ventina di
inviti per i propri lettori (così che la domanda *live* a Gore, magari la
fa il blogger ma questa può essere la summa di quanto ognuno di noi sul
blog riceverà come commenti).

...

Non so come la vedi ma pensavo che potesse essere una buona idea che Al
Gore anzichè venire a fare solo la solita conferenza stampa incontrasse
i blogger italiani...

...E' la prima volta a memoria, che si fa una cosa del genere - senza un
intento troppo marchettaro, non essendoci di fatto un prodotto da
vendere ma con la voglia di aprire ai blogger... "

Pare che qualche giorno dopo però sia arrivata una mail in cui si annunciava che, per problemi di gestione degli interventi e di minor tempo a disposizione rispetto il previsto, l'organizzazione era passata alla richiesta di pre-sottomettere le domande che sarebbero state poi votate da una non bene precisata giuria  e solo le più votate sarebbe state sottoposte al nuovo guru dell'ecosostenibilità e paladino del futuro della Terra.

Robin Good esprime quindi la sua perplessità e anche un amarezza su questa gestione non completamente coerente e forse poco bottom up, ma nonostante tutto si ripromette di esserci anche se con un provocatorio e simpatico "Al Gore ti aspetto fuori".

Personalmente non ci trovo nulla di strano e di così nuovo in questo atteggiamento che rispecchia quella che forse è la realtà del fantomatico mondo 2.0 e forse conferma un po i dubbi espressi da Kevin Kelly, protagonista da sempre della rete e autore di Out of Control, che in un recente e provocatorio articolo si chiedeva se il modello bottom up fosse reale o se in realtà anche la blogosfera necessiti di un controllo mediato Top Down, esattamente come, secondo me, è successo in questo evento tanto amplificato dalla blogosfera e che probabilmente senza la stessa non avrebbe avuto tanta risonanza nel pubblico ( o target ) di riferimento di Al Gore e della sua casa editrice.


PS: grazie ad Elena per l'ispirazione sul titolo :)



Nova100 tags: , , ,

04/05/08

Il Ranking del Broadband

La Information Technology e Innovation Foundation ha pubblicato un interessante rapporto sulle politiche di sviluppo del broadband negli Stati Uniti e in alcuni paesi del mondo e non ha risparmiato critiche per le scelte dell'attuale governo Bush affermando chiaramente che gli Stati Uniti potrebbero prendere a modello le politiche utilizzate in altri paesi.

E' possibile consultare il PDF qui  ( armatevi di pazienza sono oltre 100 pagine ma ne vale la pena ).

Contemporaneamente ha rilasciato anche il ranking della penetrazione broadband di 30 principali paesi nel mondo.
Farà piacere sapere che l'Italia si piazza ventunesima con una banda larga disponibile media di 4,2 Mbps.

E' pensare che qualcuno vorrebbe venderci il fatto che ormai andiamo a 7,2 Mbps su telefonia cellulare.

L'auspicio è che  il nuovo governo che si accinge ad occupare le poltrone trovi anche il tempo per riflettere sul fatto che  l'accesso alla banda larga è un requisito imprescindibile per aumentare la propria efficienza e capacità produttiva oltre che per fare quello che questo paese alla deriva ha smesso di provare a fare da tempo..... innovare.

A questo proposito segnalo anche la prima bozza di rapporto sul software open source rilasciata dalla commissione  per l'uso dell'Opensource nella PA presieduta dal Prof. Angelo Raffaele Meo e che spero non venga dimenticata dal nuovo esecutivo.

Peraltro ho avuto la fortuna di lavorare per un po di tempo con il Prof. Meo e da lui e dai suoi stretti collaboratori, alcuni dei quali sono diventati poi miei colleghi, ho imparato l'importanza dello sviluppo delle tecnologie opensource e soprattutto l'importanza di apportare innovazione seppur in questo paese significhi avere vita molto dura.


Nova100 tags: , , ,

02/05/08

A proposito di reti Wi-Fi cittadine

Il dibattito reti wifi cittadine si reti wifi cittadine no ritorna puntualmente e quasi sempre logicamente in concomitanza con l'affacciarsi più o meno prepotente sul mercato di nuove tecnologie di trasmissione che puntualmente promettono di essere la soluzione all'ormai esistenziale problema dell'essere connessi anytime, everywhere.

Un'interessante discussione è stata generata da alcune riflessioni fatte dal Prof. Fuggetta sulla sostenibilità delle reti wifi cittadine in cui il Docente del Politecnico di Milano e CEO di Cefriel, sollevava legittimi dubbi sul fatto che questa tecnologia fosse  quella giusta e se ormai non valga la pena pensare ad altre soluzioni maggiormente performanti e di più semplice implementazione.

Mi permetto di intervenire, anche se molto in ritardo, sul tema, ripreso anche da Sergio Maistrello e, in modo anche simpatico e dai contenuti per me condivisibili, da Punto Informatico, per dare il mio punto di vista sia tecnologico che sociologico.

Partendo dal presupposto che siamo in presenza di un fenomeno sfortunatamente non decrescente che si chiama Digital Divide che sempre più deve essere considerato un divario sociale ancora prima che digitale, penso  sia importante non fossilizzarsi sul tipo di tecnologia che è possibile utilizzare ma sul fine che dobbiamo raggiungere e cioè consentire a più persone possibile di avere accesso alla rete in banda larga.

Quindi non si tratta di capire se è meglio utilizzare il 3G o il 4G o il Wi-Max o il Wi-Fi e chi più ne ha più ne metta, ma piuttosto di capire quando queste tecnologie possono essere usate al meglio e soprattutto come possono essere integrate fra di loro in un ecosistema di trasmissione digitale che sia in grado di creare reti.

Ma attenzione perchè spesso si confonde il significato di reti, scambiando la creazione di una rete appunto con la creazione di un sistema di accessi.

Può sembrare un tecnicismo da Ingegneri ma non lo è.

La maggior parte delle reti Wi-Fi, non solo cittadine, sono in realtà dei sistemi di accesso uno a molti regolati da apparati che, per comodità commerciale dei grandi vendor di infrastrutture di rete, regolano gli accessi dei singoli apparati che in realtà non sono in grado di comunicare fra loro e si contendono le risorse presenti sulla rete.

Una rete cittadina non può essere considerata in questo senso ma deve veramente essere concepita alla stessa stregua di un sistema di viabilità o di una rete di trasporti pubblici in grado di essere condivisa non solo dai cittadini ma anche e soprattutto dalle aziende pubbliche che operano sul territorio e che possono così fungere da gestori, finanziatori e utilizzatori della stessa.

Pensiamo solo alle reti di trasporto pubbliche, tram, autobus, le cui infrastrutture sono composte da pali, pensiline, cavi elettrici, in pratica appunto una rete già bella che creata e in grado quindi di ospitare a sua volta una rete di trasmissione.

Tutto questo con la tecnologia 3G non può, ad oggi, essere realizzato, perchè la rete 3G è un sistema di accessi basata su tecnologia cellulare e quindi per sua natura non può essere una rete.

Un'altra considerazione che dovrebbe portare a non immaginare una rete cittadina composta da accessi 3G ( o meglio solo da accessi 3G ) è il fatto che il fenomeno delle reti Wireless finanziate dai comuni è stato un passaggio obbligatorio per gli amministratori locali che si vedono rifiutata la copertura da parte dei grandi operatori nazionali perchè trattasi di località a bassa densità di popolazione e quindi non profittevole.

Peccato che magari queste stesse zone abbiano poi una densità produttiva che senza una connessione a banda larga sarà destinata a diminuire sempre più perchè le aziende presenti saranno costrette a trasferirsi per non essere tagliate fuori dalle comunicazioni digitali.

Quindi mi chiedo..... è pensabile ipotizzare reti wireless basate su sistemi cellulari che quindi sono gestiti dai grandi operatori telefonici che certo non si sono dimostrati così sensibili nei confronti delle esigenze dei cittadini?

Se prendiamo in esame l'aspetto tecnologico inoltre ci troviamo davanti ad uno scenario tutt'altro che allegro visto che non solo ad oggi affermare che siamo in presenza di trasmissioni a 7,2 Mbps su HSDPA o HSUPA voglia dire essere eccessivamente ottimisti ma con il tempo forse potrebbe andare anche peggio visto che le cellule hanno una loro capacità di trasmissione che con l'aumentare della diffussione delle famose chiavette sarà messa a dura prova.

Senza contare che la rete cellulare da' prioprità e precendenza al traffico voce rispetto quello dati.

Provate a connettervi con una chiavetta HSDPA durante le ore di punta delle attività lavorative e provate a collegarvi nello stesso punto la sera....vedrete la differenza.

Per ultimo le reti di telefonia cellulare non sono uguali in tutto il mondo al contrario invece del Wi-Fi che, a parte qualche piccola differenza nella gestione dei canali, vi consente di collegarvi a Malpensa con il vostro PC e quando siete arrivati ad Hong Kong con lo stesso PC potete ricollegarvi alla prima rete Wi-Fi che trovate ( roaming permettendo ).

Quindi per chiudere mi permetto di dire che non si tratta di reti Wi-Fi che non funzionano e che falliscono come, in concomitanza dell'uscita di nuove tecnologie, molti giornali e televisioni si affrettano a ricordarci, oppure di reti cellulari o del Wi-Max o delle Digital Powerline ma di cambiare completamente l'approccio tecnologico prima e sociale dopo verso la creazione di vere reti di comunicazione condivise e soprattutto collaborative fra chi le crea e chi le utilizza come appunto il progetto Il Sans Fil segnalato da Sergio Maistrello.

Tipologia di progetto  che nel nostro piccolo ritroviamo anche nella zona dell'Alta Langa dove grazie ad un finanziamento condiviso dalla Comunità Montana, dai singoli comuni e dalla Protezione Civile che hanno assegnato la  creazione e la gestione della rete ad un operatore locale ( BBELL ), è stata realizzata un'infrastruttura di rete che adesso aumenta con l'aumentare dei cittadini e delle aziende collegate.

Allego anche un documento che, un bel po di mesi fa ormai, io e i miei colleghi abbiamo realizzato e proposto all'AGCOM come bozza per la creazione di una nuova politica sul divario digitale che proponeva peraltro la liberalizzazione delle frequenze basse ( 800Mhz e 900Mhz ) che rappresenterebbero la vera soluzione per la creazione di reti di comunicazione pervasive sul territorio ma che proprio quegli operatori detentori dei servizi 3G ostacolano con tutta il loro peso politico.

Nel frattempo i risultati dell'asta dei 700 Mhz negli Stati Uniti promettono di cambiare il paradigma di accesso alla banda larga grazie anche all'impegno, non certo disinteressato, di Google.

Molti paesi stanno prendendo ad esempio questo approccio open spectrum ( almeno parziale ) come  in Europa la Gran Bretagna.

In Italia la gara Wi-Max ha dato i frutti che non poteva far altro che dare..........

Download risposta_consultazione_pubblica_agcom_343_07_CONS.pdf

Nova100 tags: , , , , , ,

30/04/08

I suoi primi 15 anni

Tim Berners Lee, il papà del WWW, rilascia un'intervista su BBC Technology News e parla della nascita, della crescita e soprattutto del futuro del World Wide Web a 15 anni dal rilascio del codice pubblico e gratuito da parte del CERN.

Si sono solo 15 anni che il Browser, la finestra aperta sul mondo, ha fatto capolino in un PC, da quel non così lontano 1993.

Oggi il mondo della rete conta circa 165 milioni di siti vari secondo la Società di ricerca Netcraft ma siamo solo all'inizio e sarebbe bene ricordarsene ogni volta che le esigenze dei mercati finanziari decretano la nascita e la morte e poi di nuovo la rinascita della creatura di Sir Lee e compagni.

Consiglio sempre la lettura del bellissimo libro di Berners Lee "L'architettura della nuova rete" in cui il ricercatore ripercorre le tappe di una faticosa e interminabile corsa agli ostacoli fra la diffidenza e l'indifferenza di buona parte dei decisori.
Fra le righe potrete rivivere tutti gli stati d'animo tipici di chi è condannato a essere un pioniere.

Immagine di L' architettura del nuovo Web       

Nova100 tags: , , ,

Più Wi-Fi per tutti

Un po di tempo fa avevo scritto sul nuovo fenomeno del taglio del nastro virtuale per l'inaugurazione di aree wi-fi gratuite durante le campagne elettorali.
Infatti è sempre più frequente che i candidati sindaco o gli assessori in generale durante il periodo elettorale promettano innovazione tecnologica al posto dei "vecchi"centri sportivi, case di riposo, piscine, ecc.

E' il caso del candidato Sindaco di Londra Brian Paddick che dal proprio sito promette di trasformare Londra nella prima citta completamente Wi-Fi Free.

Una cosa interessante comunque Paddick la dice affermando che si impegnerà a dialogare con le strutture private per far si che Londra diventi una città Wi-Fi, il che mi sembra un approccio molto intelligente e forse l'unico sostenibile per la creazione di reti metropolitane.

Consiglio per la Moratti, meglio che si sbrighi se non vuole farsi bruciare sul tempo dal potenziale collega londinese....

Nova100 tags: , , ,

29/04/08

Twitter per tutti?

Riporto un interessante articolo su ZDNet dove Steve O'Hear  si chiede se mai Twitter potrà diventare uno strumento mainstream visto anche il valore altissimo che gli viene accreditato, da 60 a 150 milioni di Dollari.

Steve fa una giusta riflessione sugli utilizzatori di Facebook considerando quest'ultimi un pubblico relativamente limitato perchè più specializzato rispetto gli appassionati di quello che si può in effetti considerare il mainstream dei Social Network e cioè Facebook.

Da qui la domanda : diventerà mai mainstream? o lo diventerà proprio grazie al fatto che gli stessi social network faranno da traino perchè grazie al suo utilizzo si potrà rimanere in costante contatto con i "geek" ( quanta tristezza mi fa sto termine...) della rete?

L'aspetto più interessante che emerge però è la considerazione che in effetti Twitter deve la maggior parte del suo successo alla politica, a mio parere centratissima, di rilasciare le API per lo sviluppo di applicativi di terze parti che hanno generato un ecosistema di comunicazione spontaneo e soprattutto gratuito che ha non solo fatto da ponte virale ma anche reso sempre più semplice l'uso del malefico microblogging.

Questo conferma che l'espansione dei social network dovrà obbligatoriamente passare attraverso lo sviluppo e il rilascio di Open API che consentano un'integrazione sempre più profonda fra le tecnologie di relazione per far si che ognuno possa portarsi dietro la propria esperienza digitale a prescindere dal dominio in cui  sta operando.

Nel frattempo speriamo che qualcuno trovi un modello di business per Twitter e per la maggior parte dei social network in giro per la rete.

Nova100 tags: , , ,

27/04/08

the free culture must survive

Leggendo questo articolo apparso su ARS Technology ho avuto tre reazioni consecutive :

La prima è stata un sorriso ironico

La seconda una risata

La terza un sollievo derivante dal fatto che non solo in Italia abbiamo testate giornalistiche come Libero e Il Foglio.

Il sorriso ironico era verso l'arteffata interpretazione della testata ultra conservatrice e filo repubblicana RedState che accusava Barack Obama di essere un anti cristiano solo per il fatto di aver appoggiato la candidatura al senato del padre della Free Culture, Lawrence Lessig.
Tutto quanto nasce da un video che riporta una lezione di Lessig alla Stanford University sull'importanza del mix e sull'impatto delle tecnologie su questa nuova forma espressiva, portando ad esempio un video virale prodotto da Javier Prato ( un viral video producer di indubbia creatività ) per il lancio di un musical sulla vita di Gesù.

 

Jesus Christ: The Musical

Premettendo che ritengo questo video decisamente ironico e personalmente non offensivo della morale cristiana, rispondo subito a quanti potranno indignarsi che sono nel pieno diritto di farlo esattamente come Javier Prato era nel pieno diritto di crearlo e le persone come me sono nel pieno diritto di sorridere e passarci sopra.

Questo perchè siamo in uno stato libero, spero il piu a lungo possibile, e questo fa la differenza fra noi e un popolo che sfortunatamente deve convivere ogni giorno con la violenza di chi non vuole che si esprimano opinioni differenti dalla sua interpretazione della religione o del credo politico che sia.

Il video comunque è diventato famoso per la guerra legale che si è scatenata fra lo stesso Javier  e la Universal Music che non ha tanto dimostrato preoccupazione per la morale del video quanto per il fatto che la colonna sonora utilizzata è il brano di Gloria Gaynor "I Will Survive"  di cui la Universal è detentrice e per cui non si è vista riconoscere nulla.

Questo era il tema della lezione di Lessig.

Ma la notizia è stata usata dalla testata RedState per attaccare il candidato democratico Barack Obama incolpandolo di essere un denigratore di Gesù, pronto ad appoggiare addirittura teorie blasfeme sulla sessualità dell'uomo di Nazareth.

Non ho particolare feeling con Barack Obama come peraltro non ne ho con la  Clinton ma ritengo che questi tipi di attacchi siano oltre che pretestuosi anche un po tristi e vuoti di contenuti.
Temo purtroppo che l'attacco non sia solo nei confronti di Obama ma anche verso lo stesso Lessig che rappresenta sempre più un punto di riferimento per quanti vogliono provare a costruire un eco sistema di comunicazione  sostenibile partendo dalla costruzione della stessa rete che sia open network, open spectrum, e open content.

I giornali e le televisioni ad esempio parlano del web citando i rapporti dei grandi centri di ricerca e ci rassicurano sulla libertà di espressione affermando che il popolo di Internet è in continua crescita grazie anche all'ingresso nella rete di popoli fino ad oggi emarginati come quello cinese ma omettendo di specificare che i navigatori del sol levante in realtà vivono in un'immensa e distorta Intranet il cui Admin si chiama "governo".

Costruire e vigilare su reti di comunicazione aperte e interscambiali è la condizione inderogabile per lo sviluppo di una conoscenza collettiva del mondo che ci circonda e quindi un requisito fondamentale per vivere in una società libera perchè consapevole.

Nova100 tags: , , , ,

Enterprise 2.0 : motivarne l'uso

Enterprise206b_2


































By Geek and Poke



Nova100 tags: , ,

Nova100